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Se sto scrivendo una storia, cerco sempre di scriverla in modo evolutivo.

Al recentissimo Napoli Comicon abbiamo avuto il piacere e l’onore di chiacchierare con David Mack, leggendario artista e sceneggiatore che ha dato vita, grazie al suo stile ben riconoscibile, a storie e personaggi entrati nel cuore di chiunque. Mack è il creatore di Echo per la Marvel, per citarne uno. Uno delle prime eroine sorde creati, Echo è anche una nativa americana e che porta il peso di esserlo nell’America moderna. Inoltre David è anche il creatore di Kabuki, una delle serie più famose e importanti edite da Image Comics, scritte e disegnate dallo stesso autore.

Con questa intervista, David Mack ci ha guidati nel suo mondo artistico, da come nascono i suoi disegni e come lui crei una storia, inoltre dei retroscena del suo approdo in Marvel e della storica amicizia con Brian Bendis.

Dall’idea alla realtà: David Mack all’opera

Ciao David, è un onore e un vero piacere conoscerti. Volevo chiederti quali fossero i processi e gli studi dietro la nascita dei tuoi lavori; cosa porta loro alla vita?

Oh, grazie per la domanda, la apprezzo molto! Con i fumetti inizio sempre prima con la storia e mi piace che essi siano una sorta di ibrido storia-arte e che prende vita non solo nella tua testa ma anche in quella del lettore in una vera e propria sequenza.

Ma ti abbiamo anche visto giocare con diversi stili; ne hai uno preferito o favorisci sempre la sperimentazione?

Se sto scrivendo una storia, sto cercando di scriverla in modo evolutivo. Ci possono essere, certamente, contrasti nella scrittura tra una parte e l’altra del racconto ma cerco di portare la stessa attenzione e sensibilità alle immagini a secondo del loro tono. Potrei usare diversi modi, colori, stili, che rifletteno ciò che il personaggio sta passando o vivendo, o come la storia si sviluppa. Mi piace l’arte che si sviluppi.

Come dicevamo poc’anzi, David Mack è uno di quegli autori entrati nei cuori di tutti i lettori proprio grazie al suo modo di fare arte “con il cuore” e “per il cuore”. Le sequenze che crea, lato artistico, sono molte volte un mix di acquerello, pittura e altri stili che favoriscono l’espressività e le emozioni sia nei personaggi che nei lettori.

Echo: dal fumetto allo schermo

Questa prossima domanda è su Echo, uno dei tuoi personaggi più amati dal pubblico. L’abbiamo vista prendere vita anche su schermo; qual è stata la tua reazione? Com’è stato lavorare anche alla serie?

Penso che l’attrice, Alaqua Cox, abbia fatto un lavoro meraviglioso con Echo! E’ stata fantastica, sono molto felice. L’attrice sembra veramente lei: Echo è una nativa america e l’attrice è anche lei nativa. Echo è sorda e anche Aloqua lo è. Di nuovo, eenso che abbia fatto un lavoro fantastico, ne sono veramente entustiasta

E proprio Echo, non scomodando Kabuki, sembra essere la somma espressione degli elementi artistici preferiti di David Mack. Lei è una donna nativo-americana, figlia, purtroppo, della criminalità, fatta crescere da un criminale ma che sviluppa una spiccata sensibilità artistica e intelligenza, anche grazie alla sua disabilità: la sordità. Vediamo prendere vita il personaggio tra le pagine di Daredevil sceneggiate dall’autore stesso, che racconta una storia di crescita ed emozioni forti, che tra le altre cose è consacrata come una delle migliori storie sul Cornetto di casa Marvel. Consigliamo il volume Marvel Must-Have dedicato per un facile e rapide recupero, tra l’altro.

La profonda amicizia con Brian M. Bendis

Ultima domanda: Brian Bendis, per me, ma per anche per tanti altri fan, è come un dio dei fumetti. Ci racconti com’è stato lavorare con lui su Daredevil, Cover di recente pubblicazione da Mirage Comics qui in Italia e un po’ di retroscena?

Non so se molti lo sanno ma io e Brian Bendis siamo amici da più di 30 anni. All’inizio degli anni ’90 eravamo in una piccola casa editrice chiamata Caliber Comics e quando ho incontrato Brian lui stava scrivendo e disegnando i suoi propri fumetti, tra cui Goldfish, e allo stesso tempo io stavo scrivendo Kabuki e stavo cercando un artista per disegnarlo. Brian stava cercando un lavoro come disegnatore e quando l’ho incontrato mi ha mostrato alcuni dei suoi lavori e gli ho dato un’idea di come poteva inchiostrarli e abbiamo iniziato a lavorare come un team di disegnatore-inchiostratore. Molti credono che lui sia solo uno scrittore, invece è anche un artista. Su Daredevil, dove ero accompagnato dai testi di Joe Quesada, visto che lui stava per diventare editor in chief di Marvel, chiesi di dare un’occhiata ai lavori di Brian e Joe mi disse che non gli piaceva la sua arte ma io gli dissi di leggere le sue storie, piuttosto! Da Daredevil abbiamo lavorato molto insieme, compresa Alias. Poi Cover, sei il primo che mi menziona Cover! La nostra prima storia realmente nostra, personale. E’ stata una cosa bellissima, ti ringrazio per averla menzionata!

Un grazie infinito a David Mack per averci concesso queste due chiacchiere e svelato alcuni retroscena dei suoi lavori, nonché i suoi processi creativi. Un grazie anche a Mirage Comics che ha permesso la cosa e ci ha prestato lo spazio. Ricordiamo che nel loro catalogo oggi sono presenti Kabuki, di recente ripubblicazione, Cover e Dark Shots con una esclusiva cover variant realizzata dall’artista.

 

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Classe '95, appassionato di videogiochi, fumetti e cultura pop. Ci prova costantemente a scrivere qualcosa, continuando però a non capirci nulla.