Per oltre un decennio, Fullmetal Alchemist: Brotherhood ha regnato incontrastato come il sovrano assoluto degli anime d’azione. Dal 2009, questa serie è stata considerata la perfetta sintesi tra narrazione emotiva, profondità filosofica e azione esplosiva. Ma anche i più grandi imperi, prima o poi, vedono tramontare la loro era. Una nuova generazione di appassionati, cresciuta con ritmi narrativi più serrati, tematiche più oscure e uno spettacolo cinematografico senza precedenti, ha trovato il suo nuovo campione.

Questo campione si chiama Chainsaw Man – Il Film: La storia di Reze. Il film uscito nel 2025 non si è limitato a elettrizzare le platee di tutto il mondo, ma ha compiuto l’impensabile, detronizzando ufficialmente Fullmetal Alchemist: Brotherhood dalla vetta della classifica degli anime d’azione su MyAnimeList. Con uno strepitoso punteggio medio di 9.17, il film diretto da Tatsuya Yoshihara rappresenta molto più di un semplice successo commerciale. È il simbolo di un cambio della guardia, l’inizio di una nuova epoca d’oro per l’animazione giapponese. Il film non solo supera l’opera della Arakawa, ma anche Gintama: The Final. Il dominio del film non si ferma ai voti degli utenti. Anche la critica specializzata ha accolto l’opera con entusiasmo travolgente considerando che su Rotten Tomatoes, il film vanta un impressionante 96% di approvazione da parte dei recensori professionisti e un quasi perfetto 99% di gradimento dal pubblico.

Poster di Chainsaw Man The Movie
Poster di Chainsaw Man The Movie, fonte: Eagle Pictures

Cosa rende questo film così speciale da scalzare un colosso apparentemente inamovibile? La risposta sta nel suo equilibrio impeccabile tra brutalità viscerale e vulnerabilità emotiva. La storia di Reze riporta sullo schermo Denji, il cacciatore di demoni intriso di sangue, protagonista di una storia d’amore tragica che incarna perfettamente la cifra stilistica di Chainsaw Man: un caos controllato dove convivono violenza estrema e fragilità umana disarmante. L’animazione curata da MAPPA eleva ogni sequenza di combattimento a un crescendo emotivo, trasformando gli scontri in momenti di pura poesia visiva e narrativa. È il tipo di storytelling che Fullmetal Alchemist: Brotherhood aveva definito per la sua epoca, ora reimmaginato e potenziato per rispondere alle aspettative di un pubblico contemporaneo più esigente e cinematograficamente alfabetizzato. Dove finisce l’azione pura e inizia il dramma psicologico? Nel Reze Arc, questa linea di demarcazione semplicemente non esiste.

Ma la vittoria di Chainsaw Man rappresenta qualcosa di più profondo di un semplice sorpasso in classifica. Simboleggia un cambiamento radicale nei valori e nelle aspettative del pubblico degli anime. Dove Fullmetal Alchemist: Brotherhood prosperava grazie a un’idea classica di eroismo, ordine morale e crescita attraverso il sacrificio, Chainsaw Man prospera nel disordine emotivo, nella rappresentazione cruda e senza filtri dell’umanità in un mondo dove amore e violenza non sono opposti ma facce della stessa medaglia. Gli spettatori di oggi cercano l’imprevedibilità, desiderano riflessi più oscuri e complessi della condizione umana, qualità che Chainsaw Man offre in abbondanza. Non si tratta semplicemente di preferenze estetiche: è un cambio di paradigma che riflette come una nuova generazione interpreti e metabolizzi le storie che consuma. Denji non è un eroe nel senso tradizionale. È rotto, egoista, disperato, ma proprio per questo profondamente riconoscibile e umano.

Questo non significa che Fullmetal Alchemist: Brotherhood abbia perso la sua grandezza. Tutt’altro. Il remake del 2009 rimane una pietra miliare dell’animazione, un esempio magistrale di ritmo narrativo, costruzione del mondo e rappresentazione dei legami familiari. Le avventure dei fratelli Elric, Edward e Alphonse, la loro ricerca della Pietra Filosofale e le conseguenze delle loro scelte continuano a commuovere e ispirare milioni di fan in tutto il mondo. Tuttavia, mentre il panorama degli anime evolve, evolvono anche le aspettative del pubblico. Il sorpasso di Chainsaw Man non rappresenta un fallimento per Fullmetal Alchemist: Brotherhood, ma piuttosto una naturale evoluzione del gusto collettivo. È la prova che l’industria dell’animazione giapponese è viva, in fermento, capace di reinventarsi continuamente senza dimenticare le proprie radici.

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Nato il 19 Dicembre 1992, ha capito subito che il cinema era la sua strada. Dopo essersi laureato in filosofia all'università di Palermo e aver seguito esami, laboratori e corsi sulla critica, la storia del cinema e la scrittura creativa, si è focalizzato sulle sue più grandi passioni: scrivere e la settima arte. Ha scritto per L'occhio del cineasta ed è stato redattore per Cinesblog fino alla sua chiusura. Ora si occupa di news e articoli per ScreenWorld.it, per CinemaSerieTv.it e CultWeb.it