Cosa succederebbe se una persona affetta da psicopatia vivesse nell’epoca vittoriana? E se si trovasse a lavorare come governante in una magione in cui i suoi datori di lavoro la vessano e la maltrattano? La risposta è Victorian Psycho, il film horror comedy di Zachary Wigon che è stato presentato al Festival del cinema di Cannes 2026 nella categoria Un Certain Regard e che ha stupito gli spettatori in sala per il suo piglio fuori dal comune e accattivante.
La storia vede protagonista Winifred Notty (Maika Monroe) che raggiunge la residenza di Ensor House per servire come governante della famiglia Pounds. Inizia a fare da insegnante per i due bambini, ma la donna tutto è tranne che una perfetta bambinaia – anzi tutti i suoi vecchi datori di lavoro sono morti per circostanze misteriose. Winifred nasconde un segreto che l’ha spinta a lavorare proprio per i Pounds e che la spingerà a commettere le peggiori efferatezze. Ma c’è molto altro sotto una superficie sanguinolenta in questo film.
Un taglio diverso dal solito

Victorian Psycho è la trasposizione del libro omonimo di Virginia Feito, ma i due media condividono soltanto la trama perché il piglio delle due versioni è totalmente diverso. Il primo è gotico, teso, un tipico horror cupo e drammatico. Il secondo spinge l’acceleratore sull’esagerazione, su un taglio brillante e stravagante che gli permetta di farsi notare nel mucchio di film di genere che escono ogni anno. Di horror seri ne vediamo già tanti, quindi ritrovarsi con qualcosa di diverso fa solo piacere.
La regia svetta, con dei movimenti di macchina e delle soluzioni particolarmente elaborate, ma è l’interpretazione di Maika Monroe a stupire davvero. Ogni sguardo sbilenco, ogni sorriso perverso, ogni tic facciale presagiscono che qualcosa di tremendo sta per accadere. Il cast del film è ricco di nomi di spicco e interpreti eccellenti, ma è la Monroe a rubare la scena.
Uccidere il patriarcato vittoriano

Il film, tuttavia, non è soltanto un horror semplice e divertente, ma nasconde molto di più sotto la superficie. La battaglia personale di Winifred (e della giovane Drusilla che condividerà con lei lo stesso spirito di libertà) la vede contrapporsi a qualcosa di più grande di lei, qualcosa di radicato nella società e nella mentalità delle persone. I pensieri anticonformisti, l’emancipazione sessuale e di genere, l’importanza e il ruolo della donna nella società. La famiglia Pounds non lascia scampo a nessuno di questi aspetti, neanche alla povera Drusilla, e Winifred si fa carico di tutto il fervore, della rabbia e delle ingiustizie perpetrate contro di lei e contro tutte le donne.
Winifred diventa così un’eroina del popolo, una scream queen che farà parlare di sé alla sua uscita nelle sale. Perché di Victorian Psycho ce n’è per tutti. Sia per coloro che cercano un horror comedy semplice, sia per chi vuole una storia macabra e inquietante – anche per chi è disposto a scavare a fondo e trovare un piccolo tesoro.
