Facciamo un gioco. Prendiamo la filmografia di Christopher Nolan e mettiamo sotto la lente di ingrandimento i personaggi femminili. Ecco, analizzandoli bene, viene fuori uno schema ricorrente molto interessante. Quale? Partiamo con l’analisi. La moglie del protagonista di Memento è morta, la moglie del protagonista di Inception è morta, gli interessi amorosi del suo Bruce Wayne fanno una brutta fine e (indovinate un po’?) anche il protagonista di Interstellar è vedovo. E, pensandoci bene, anche The Prestige parte da un lutto, con l’illusionista Anger che vede morire davanti ai suoi occhi la sua compagna. Tutte coincidenze che, negli anni, hanno alimentato una critica molto diffusa (soprattutto tra gli hater): Christopher Nolan ha un problema con le donne. O meglio: Nolan non riesce a scrivere bene i personaggi femminili.
Questo perché il suo è un cinema prettamente maschile, dove il punto di vista femminile non è quasi mai al centro della scena. Riflettendoci, infatti, in quasi tutti i film di Nolan i personaggi femminili sono vincolati a quelli maschili, sono funzioni narrative che spingono l’uomo di turno a fare qualcosa. Lenny in Memento cerca vendetta dopo aver perso la moglie. Cooper in Interstellar vuole tornare sa sua figlia. E il gioco al massacro di The Prestige parte proprio dalla morte dell’assistente di Anger. Ma questo vizio di Nolan è davvero un difetto o è semplicemente parte del suo stile? E cosa lo porta a mettere sempre in secondo piano i personaggi femminili? E, non è che con Odissea (visto che c’è una certa Penelope) avrà la grande possibilità di cambiare questa abitudine? Cerchiamo di capirlo insieme in questa riflessione dedicata all’universo femminile targato Christopher Nolan.
La donna nel frigorifero

Premessa fondamentale prima di lasciare spazio a polemiche inutili: per noi questo di Nolan non è un difetto o un limite, ma una caratteristica della sua sensibilità di regista. Fa semplicemente parte del suo stile e della prospettiva da cui lui guarda le cose quando gira un film. Nolan è un regista che, come tantissimi altri suoi colleghi, ha più nelle sue corde il punto di vista maschile rispetto a quello femminile. Un approccio molto comune nel cinema, perché potremmo dire lo stesso di grandi registi come Martin Scorsese, Clint Eastwood o Stanley Kubrick, che salvo qualche rara eccezione hanno prediletto un racconto maschile nel loro cinema. Così come potremmo dire che non c’è niente di male se una regista come Greta Gerwig predilige personaggi femminili, mettendo gli uomini in secondo piano. Detto questo, secondo me è interessante approfondire meglio questa dinamica dei personaggi femminili subordinati a quelli maschili. Infatti dovete sapere che in America Nolan è spesso accusato di fridging, una tecnica narrativa meglio conosciuta come “donna nel frigorifero”. Che roba è?

Innanzitutto il nome viene da un fumetto di Lanterna Verde pubblicato nel 1994, in cui il supereroe ritrova il cadavere della sua ragazza all’interno di un frigorifero. Invece, la definizione di fridging è stata coniata 5 anni dopo, nel 1999, dalla fumettista Gail Simone che ha teorizzato una tendenza narrativa che vede personaggi femminili subire danni come morte, mutilazione o aggressione, solo e soltanto come espediente narrativo per fornire motivazioni ai personaggi maschili. Simone parla soprattutto di un vizio dei fumetti americani, partendo dal celebre esempio della morte di gwen stacy in spider-man, ma in realtà l’espediente della donna nel frigorifero è un espediente narrativo comunissimo anche al cinema. E Nolan lo conferma, visto che (come abbiamo visto all’inizio del video) spesso la morte di una donna è il motore dell’azione. Tutto questo per dire che no, non è Nolan ad avere un problema con le donne. Ma è molto comune che scrittori uomini abbiano difficoltà a gestire personaggi femminili.
Le donne di Nolan

Ricapitolando, le principali critiche mosse alla scrittura “poco femminile” di Nolan sono queste: hanno un Ruolo funzionale alla trama, visto che in molti film di Nolan i personaggi femminili servono soprattutto a motivare il protagonista; le sue donne hanno poca interiorità, al contrario di protagonisti maschili spesso tormentati, complessi e al centro dell’analisi psicologica, mentre; e poi non sono mai protagoniste. E questo è oggettivo. I suoi protagonisti sono quasi sempre uomini, e il resto dei personaggi tende a gravitare attorno a loro. Ora, facciamo finta di essere in tribunale, e diamo spazio all’accusa Nolan cattivone contro le donne. Le prove a sostegno dell’accusa sono queste. In Memento, il ricordo della moglie è il motore della storia, ma sua moglie è un personaggio evanescente, legato ai ricordi, senza uno spessore tutto suo. In Inception la situazione è molto simile: Mal è un personaggio affascinante, ma rappresenta soprattutto il senso di colpa di Cobb, visto che assomiglia quasi a un fantasma che infesta il protagonista. In Batman rachel difficilmente riesce ad avere un percorso personale indipendente da Bruce Wayne e anche in questo caso si può parlare di funzione narrativa visto che Rachel rappresenta la vita normale che Bruce non può avere.
E lo stesso vale per Selina Kyle che diventa poi l’ancora di salvezza di Bruce dopo che appende al chiodo il mantello di Batman Stendiamo un velo pietoso sul personaggio di Miranda Tate, davvero insipido, e impreziosito da una delle morti peggio recitate nella storia del cinema. Andiamo avanti con la carrellata. In Dunkirk essendo un film di guerra vissuto sul campo di battaglia le donne ovviamente non ci sono, ma volendo essere romantici mi sento di dire che la madre patria è la grande protagonista silenziosa del film, visto che tutti vogliono tornare nel suo grembo. In Tenet il personaggio femminile è scritto davvero male, ma qui ci sentiamo di dire che tutto il film non ha nella scrittura dei personaggi il suo forte, visto che il protagonista non ha nemmeno un nome e il punto forte del film è tutto basato sul rompicapo della trama. Va detto che in Oppenheimer si sente uno sforzo maggiore nel rappresentare le donne, infatti Kitty la moglie di Oppenheimer, ha uno spessore maggiore rispetto al passato, ma resta comunque un personaggio che vive all’ombra del marito.

Eppure ci sono tre eccezioni che confermano la regola. Per cui linea agli avvocati della difesa. La prima è il personaggio di Natalie in Memento. Un personaggio marginale, è vero, ma capace di incarnare alla perfezione la femme fatale dei grandi noir. Un personaggio magnetico, sfuggente e difficile da capire. Una donna capace di lasciare il segno anche apparendo poco. In Interstellar, Murph è forse uno dei personaggi femminili più completi del cinema di Nolan, visto che ha un arco evolutivo autonomo ed è determinante per la storia. È una figlia che parte subordinata alla figura paterna, per poi prenderne le distanze e mettere in discussione la scelta di un genitore che sembra aver preferito il mondo a lei. In questo caso, siamo davanti a un personaggio di tutto rispetto. E poi c’è lei. Un personaggio secondario, minore, ma che è davvero una mosca bianca nel cinema di Nolan, ovvero Sarah di The Prestige.
Una donna costretta a vivere il dramma di avere accanto un marito che, in realtà, è scisso in due uomini diversi. Uno che la ama davvero, l’altro che non la ama affatto. La sua disperazione è così autentica e straziante che è forse è l’unico caso in cui Nolan ci fa entrare davvero tanto in empatia con un personaggio femminile. Un ulteriore conferma di quanto The Prestige sia il grande capolavoro del suo cinema. Un cinema che con Odissea può cambiare tutto. Perché Omero ha raccontato tante donne manipolatrici, furbe, forti, che riescono a cambiare i destini degli uomini. L’emblema di questa rivoluzione resta ovviamente Penelope, un personaggio che solo in apparenza è ferma ad aspettare il ritorno di suo marito Ulisse, ma che tesse la sua tela in silenzio e con grande intelligenza. Vedremo come verrà trattata questa cosa nel film, ma l’occasione (questa volta) è immensa come i mari cavalcati da Odisseo.
