Anno 2016. Dalle parti della Disney Animation sono parecchio ispirati. Perché? Perché quell’anno, a distanza di pochi mesi, la Casa del Topo sforna due dei migliori Classici Disney della sua storia recente: Zootropolis e Oceania. Se il primo incarna alla perfezione il lato più sfrontato e sperimentale dello studio animato, il secondo si dimostra presto un perfetto compromesso tra grande tradizione disneyana e capacità di abbracciare il presente. Perché Oceania è mosso dalla curiosità ardente di Vaiana, una giovane donna che non si accontenta delle tradizioni del suo popolo. Le rispetta, certo, ma vuole scoprire il mondo oltre la solita barriera corallina. Una via di mezzo che abbraccia alla perfezione lo spirito stesso di un film animato che da una parte lancia la Disney verso il nuovo pubblico e dall’altra rievoca i fasti del Rinascimento Disney, ovvero quel magico decennio che tra il 1989 e il 1999 (da La Sirenetta a Tarzan, per capirci) ci ha regalato grandi film da grandi incassi.

Se Oceania ha quest’aria così familiare, da grande Classico del passato, il motivo è soprattutto uno: è diretto dai mitici Ron Clements e John Musker, due leggende di casa Disney e due tra i principali artefici del Rinascimento di cui sopra. A loro dobbiamo cult come La Sirenetta, Aladdin ed Hercules, senza dimenticare due perle meno celebrate (ma non meno preziose) come Basil – L’investigatopo e Il pianeta del tesoro. Grazie alla loro esperienza (e al loro tocco magico) in Oceania ritroviamo tanti elementi che hanno fatto grande la Disney negli anni Novanta: una protagonista indomita, curiosa e in armonia con la Natura (come Ariel e Pocahontas), una spalla possente e istrionica come Maui (che assomiglia non poco al Genio di Aladdin) e un grande lavoro di studio della cultura polinesiana. Come fatto in passato con Hercules e Mulan, l‘apertura verso un nuovo immaginario esotico non ha solo influenzato forme, colori e direzione artistica, ma portato il team di Oceania a studiare con grande rispetto la storia di un altro popolo. Questo in Oceania si sente eccome. E, a proposito di “sentire”, come dimenticare le canzoni del film? Tutto merito del grande Lin-Manuel Miranda, artefice di un paio di tormentoni musicali che ci rimbalzano ancora nei timpani (qualcuno ha detto tranquilla?). Tutti temi che abbiamo approfondito nel nostro format YouTube estivo Screen on the Beach, registrato nei Bagni Etruria di Castiglioncello. Ecco la nostra chiacchierata su Oceania, in occasione dell’arrivo in sala di un live action di cui (ammettiamolo) pochi sentivano il bisogno.
