L’annuncio dell’espansione di Dungeons and Dragons a tema World Of Warcraft ha generato reazioni tra tutti gli appassionati sia dell’uno che dell’altro media. Un’esperimento sinergico era già stato fatto in passato ma vedere l’ambientazione tanto amata del videogioco ora come veste per l’edizione che più ha ravvivato il gioco di ruolo più famoso al mondo, dona tutto un altro sapore. Abbiamo partecipato in anteprima al briefing di presentazione dell’espansione e possiamo confermare: è pazzesca.
Tornare ad Azeroth, tornare a casa

L’attenzione dell’espansione sarà interamente focalizzata su Azeroth, tralasciando per il momento direzioni narrative e luoghi coperti da altre espansioni di World of Warcraft. Senza ovviamente vincolare il gioco. Trattandosi di D&D l’agency giocatore-master rimane il perno centrale e di fatto potrete fare tutto quello che il vostro cuore di avventurieri desidera.
I principali conflitti della storia di Azeroth vengono riproposti in salsa D&D: Alleanza e Orda, il Flagello, la Burning Crusade e molti alti. Tutto questo per aiutare i novelli Dungeon Master o i novizi dell’ambientazione ad avere ganci narrativi utili a strutturare sessioni immersive e coerenti con il setting di gioco, lasciando libertà di scegliere quale parte della storia o quale nemico sarà il migliore per essere affrontato ed integrato in una campagna con il vostro gruppo di gioco.
Non a caso il manuale avrà un’introduzione di Chromie, la simpatica draghessa che si occupa di proteggere le linee temporali dell’universo, che ci racconta di come ha creato appositamente per i giocatori una linea temporale ex-novo su cui sarà possibile muoversi e perchè no, cambiare il destino di Azeroth.
Sotterranei e…

Abbiamo assistito alla presentazioni di alcuni Dungeon, per raccontarci come hanno traslato dall’esperienza videoludica al tavolo uno degli aspetti più affascinanti del gioco di ruolo più famoso al mondo. Abbiamo visto la mappa di Dead Man’s Deep, identica a quella del gioco originale con l’aggiunta di un paio di passaggi extra combinando elementi che tutti insieme rendono l’esperienza dinamica e dalle molteplici alternative. Potrete cercare di aggirare alcuni boss, affrontarli colpendoli alle spalle, coglierli alla sprovvista o trovare strade alternative per muovervi all’interno del dungeon.
Molti dei sotterranei presentati provengono da un’epoca specifica di WoW e che nel corso degli anni hanno subito aggiornamenti e mutamenti seguendo l’evolversi del gioco. Così anche nell’espansione per D&D avrete la possibilità di renderli vivi esattamente come desiderate: Blackfanthom Deeps è stata pensata con i Naga, ma nulla vieta di metterci qualunque nemico presente nelle espansioni successive. Anche se vi muovete nella storia di WoW, ricordate che al tavolo è la VOSTRA storia quella che prende vita grazie al party.
…Draghi

Una delle sfide più divertenti che hanno riscontrato i creatori di questo ibrido videogioco-gioco di ruolo, è stato quello di adattare i draghi. Solo in apparenza simili tra di loro, i draghi di WoW hanno un ruolo attivo nella lore pertanto anche se i colori e l’aspetto possono avere delle somigliare tra l’una e l’altra versione, quello che cambia è proprio attivamente l’apporto che danno alla storia. Ogni scheda e statistica rende unico il drago di cui si sta parlando, convertendo in maniera funzionale i poteri e le magie dei draghi di Warcraft in quelli di D&D, mantenendo però le peculiarità e le unicità di ognuno di loro. Nessun incantesimo dei draghi di questo manuale è identica al suo corrispettivo per D&D e questo palesa anche il lavoro e l’attenzione che c’è dietro, per trasporre il più fedelmente possibile un’ambientazione tanto amata come quella di WoW in meccaniche altrettanto amate che sono quelle del gioco di ruolo più famoso al mondo.
Giocare con i ricordi

La cosa più bella di WoW, al di là della grande storia che ci ha sempre raccontato, sono i ricordi. I momenti vissuti davanti allo schermo combattendo quel personaggio, incontrando quell’amico, condividendo attimi sia da soli che assieme ad altri. La prima cosa che abbiamo provato, vedendo l’annuncio, è stato proprio questo: ricordi. Rivedere noi immersi in quei mondi e legato ad esso anche la serenità di un passato di cui non ci rendevamo davvero conto, fino a che non siamo diventati adulti con tutte le responsabilità e i problemi tipici della vita adulta.
Per questo ci ha toccato vederlo diventare un’ambientazione per D&D, ci ha fatto sorridere, ci ha fatto provare un brivido di eccitazione al pensiero di quante avventure vorremo giocare e creare assieme al nostro party.
Perchè come diciamo sempre i giochi non sono mai soltanto giochi, sono luoghi in cui mettiamo un po’ di noi. E non vediamo l’ora di farlo attraverso le pagine del manuale di Dungeons and Dragons dedicato a World Of Warcrat.
