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Tra i milioni di turisti che ogni anno percorrono la Hollywood Walk of Fame, fotografando stelle iconiche e cercando i nomi dei propri idoli, c’è una mattonella che attira l’attenzione per ragioni che vanno ben oltre il semplice omaggio all’intrattenimento. La stella di Donald Trump, situata lungo il celebre boulevard losangelino, è diventata un simbolo involontario di divisione politica e controversia sociale, trasformandosi nel bersaglio più colpito dell’intera passeggiata delle celebrità.

In questi giorni, chi passeggia lungo i marciapiedi di Hollywood Boulevard si trova davanti a uno spettacolo che racconta molto più di quanto una semplice targa commemorativa dovrebbe. La superficie della stella dedicata all’attuale presidente degli Stati Uniti presenta profonde scheggiature, segni evidenti di danneggiamento deliberato. Ma non è tutto: accanto al nome di Trump, scritto a pennarello nero, campeggia un messaggio inequivocabile: “Vai a quel paese Ice”, un insulto diretto all’agenzia federale preposta al contrasto dell’immigrazione illegale.

Non si tratta di un episodio isolato, né tantomeno di un atto vandalico sporadico. La stella di Trump si è guadagnata nel tempo il poco invidiabile primato di essere la più vandalizzata dell’intera Walk of Fame. Un primato che le autorità competenti conoscono bene, visto che si trovano periodicamente costrette a intervenire con riparazioni o addirittura sostituzioni complete della mattonella.


È probabile che sia anche la più riconoscibile, non tanto per il contributo all’intrattenimento che dovrebbe celebrare, quanto per la sua natura di simbolo delle tensioni politiche americane. La Hollywood Walk of Fame rappresenta uno dei simboli più iconici dell’industria dell’intrattenimento mondiale. Questo storico percorso si sviluppa attraverso due lunghi marciapiedi che si estendono per 15 isolati lungo Hollywood Boulevard e per 3 isolati lungo Vine Street, nel rinomato quartiere di Hollywood, nel cuore di Los Angeles.

Amministrato dalla Hollywood Chamber of Commerce, il famoso tragitto rende omaggio alle grandi personalità che hanno contribuito in maniera significativa e duratura al panorama dello spettacolo globale, lasciando un’impronta indelebile nella storia del cinema, della televisione, della musica, del teatro e della radio. La stella di Trump venne installata nel 2007, ben prima della sua carriera politica, in riconoscimento del suo ruolo come produttore televisivo e personalità dello spettacolo, principalmente per il reality show “The Apprentice”.

All’epoca, nessuno avrebbe potuto immaginare che quella mattonella sarebbe diventata un campo di battaglia simbolico, un punto di convergenza per manifestare dissenso politico attraverso il vandalismo. Il fenomeno solleva interrogativi interessanti sulla natura dei simboli pubblici nell’era della polarizzazione politica. La stella non è più semplicemente un pezzo di marmo rosa con un nome inciso: è diventata un sostituto fisico su cui scaricare frustrazione, rabbia e dissenso. Ogni scheggiatura racconta di qualcuno che ha sentito il bisogno di esprimere il proprio rifiuto non attraverso canali istituzionali, ma attraverso un atto di distruzione simbolica.


Le autorità locali si trovano in una posizione paradossale. Da un lato, la Walk of Fame è patrimonio turistico della città, un’attrazione che genera milioni di dollari di indotto ogni anno. Dall’altro, quella particolare stella è diventata un magnete per azioni vandaliche che richiedono risorse costanti per la manutenzione. Rimuoverla non è un’opzione contemplata: secondo le regole della Hollywood Chamber of Commerce, le stelle sono permanenti e vengono rimosse solo in circostanze eccezionali.

Il messaggio contro ICE, l’agenzia per l’immigrazione, collega direttamente il vandalismo alle politiche dell’amministrazione Trump, trasformando la stella in un’immagine delle divisioni che attraversano la società americana. Non è difficile immaginare la scena: turisti che scattano foto ricordo accanto a quella mattonella danneggiata, inconsapevoli o forse fin troppo consapevoli del significato che quel danneggiamento porta con sé.

Mentre altre stelle celebrano pacificamente Marilyn Monroe, Michael Jackson o Steven Spielberg, quella di Trump continua a essere riparata, danneggiata, riparata di nuovo, in un ciclo che sembra destinato a continuare finché le temperature politiche rimarranno così alte. È diventata, suo malgrado, la stella più fotografata per ragioni extra-cinematografiche, un’attrazione turistica di secondo livello dove la vera star non è il nome inciso, ma il gesto di chi l’ha colpita.

La Hollywood Walk of Fame era nata per celebrare l’eccellenza nell’intrattenimento. La stella di Donald Trump ha finito per dimostrare come, nell’America contemporanea, persino i marciapiedi possano diventare arene politiche. E mentre quella dedicata al presidente continua a fare notizia per vandalismi e polemiche, presto sulla stessa passeggiata comparirà anche un nuovo nome italiano: nel 2027 Roberto Bolle riceverà la sua stella sulla Hollywood Walk of Fame, diventando il primo ballerino italiano a ottenere il prestigioso riconoscimento.

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.