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È tutta una questione di sensazioni… e di nostalgia. PK – Meno Uno All’Alba è il primo di due albi (il secondo uscirà in autunno) prequel alla prima storica serie PKNA. L’iniziativa è ovviamente legata ai primi 30 anni della storica serie che rivoluzionò l’approccio al “fumetto di genere” all’interno del canone disneyiano travalicando l’archetipo parodistico e configurandosi come un unicum narrativo-editoriale.

PK e la sua serie PKNA nasceva con il preciso intento di sperimentare un linguaggio “estremo” per il fumetto Disney ovvero quello dei comics supereroistici americani. Se nell’ambito del sopracitato canone disneyiano la figura del supereroe era stata rivisitata in chiave umoristica (SuperPippo e Pikappa solo per citare i due esempi più lampanti) poco si era fatto in termini squisitamente grafici e narrativi o men che meno in ambito cartotecnico.

Dal supereroe a PKNA e ritorno

PK - © Disney
PK – © Disney

Le avventure degli strampalati (super)eroi Disney rimanevano infatti ancorate al formato libretto e ai suoi rigidi dettami grafici così come contenutisticamente non era possibile allontanarsi dal genere umoristico seppur infarcito di azione.

PKNA nasceva dall’esigenza di rompere questi schemi. Prima di tutto il formato: dal libretto al formato comicbook e poi la veste grafica che strizzava l’occhio proprio a quelle dal forte impatto che il mercato americano proponeva. Il disegno poi contravveniva alle regole del fumetto Disney tradizionale con un dinamismo accentuato non solo dai layout ma anche e soprattutto dai tratti dei disegnatori coinvolti e dalla colorazione digitale. Fantascienza e supereroismo più classico si fondevano poi in una continuity interna abbastanza serrata unita a tematiche trattate con la “rigorosità” tipica del fumetto americano.

Un lungo e doveroso ripasso perché PK – Meno Uno All’Alba è stato studiato per premere sulle peculiarità di PKNA e suscitare nei lettori un effetto nostalgia pari all’effetto sorpresa di chi nel lontano 1996 si trovò per le mani un albo davvero “nuovo”.

Ecco che quindi PK – Meno Uno All’Alba “omaggia” quella veste grafica e quella cartotenica in tutto e per tutto, compresi i redazionali dal tono ironico. Tuttavia l’effetto sorpresa finisce lì. Già dalla copertina, meno di rottura, passando per gli interni tutto oggi è stato “normalizzato” nel fumetto Disney e non solo. Paolo Mottura e Claudio Sciarrone infatti non vanno oltre gli stilemi che ci si aspetterebbe da un albo di PK.

Anche leggendo l’albo, Alessandro Sisti, imposta una storia abbastanza interlocutoria. Niente azione, molte gag. Un prequel vero e proprio con gli Evroniani che tentano un timido approccio all’invasione della Terra ma vengono “fermati” per caso o per fortuna da una agguerrita Banda Bassotti e dal sempre combattivo Paperone. Una girandola di equivoci in cui PK non compare mai (ci sono due cammei di Pikappa, eroe pigro per eccellenza) e soprattutto il tutto si risolve con l’acquisto di Paperone della mitica Ducklair Tower.

Troppo poco per andare oltre la nostalgia eppure…

…cosa resta di PK?

PK
PK – © Disney

…eppure è molto interessare compiere un lavoro di “letteratura comparata” su PK – Meno Uno All’Alba. Se infatti PKNA nasceva ispirato dalla narrativa supereroistica così come si era decostruita a partire dalla seconda metà degli anni 80 – inglobando poi nei primi anni 90 suggestioni meramente fantascientifiche con l’invasione aliena diventerà il topos più gettonato dei comics dell’epoca – nel 2026 attingere dai supereroi è più complesso e meno diretto.

Sisti quindi prova a giocare con strumenti come la ret-con (modificare il passato per “giustificare” scelte narrative nel presente) e il soft reboot (rilanciare personaggi e situazioni senza ripartire da zero). L’intento sembra quindi quello di svelare tasselli del passato del mondo di PK finora inediti e dare nuovo contesto al passaggio di consegne fra Pikappa e PK appunto.

L’esecuzione non è perfetta vero ma bisogna anche mettere in prospettiva la scelta di un tono volutamente più umoristico. Se PKNA segnava una rottura, nel mezzo ci finisce PK – Meno Uno All’Alba ovvero un prequel che non poteva che accentuare come ci fosse in prima e un dopo.

Premesso che nuove storie di PK dentro e fuori continuity vengono regolarmente pubblicate, PK – Meno Uno All’Alba e il suo successore vengono pubblicati in seno alle celebrazioni dei primi 30 anni della serie e come tali devono essere giudicati. Una celebrazione divertente e divertita appunto, un rifiuto del canone con una strizzata d’occhio ai fan della prima ora. Il contenuto che “tradisce” il contenitore così famigliare, un gioco metanarrativo a più livelli dentro e fuori il racconto. Come tutte le feste però inevitabilmente c’è chi si sarà divertito di più e chi si sarà divertito di meno.

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Sono nato e vivo a Bari. Sono laureato in Scienze Filosofiche e ho un Master di I Livello in “Discipline storico-filosofiche” e “Marketing e Comunicazione per Comics & Manga”. Mi piace definirmi un Pop Culturalista mentre per i miei colleghi sono uno dei massimi esperti italiani di DC Comics. Ho lavorato nell’ambito retail di videogiochi e giocattoli vintage e scrivo di fumetti dal 2006, prima per MangaForever (2006 – 2020; capo redattore dal 2016) e successivamente per Tom’s Hardware Italia. Da maggio 2021 a luglio 2026 sono stato Coordinatore Redazionale di Cultura POP. Sono stato editor e traduttore per RW Lion e saldaPress. Dal 2018 sono Talent Relations Manager per Grafite - Scuola di Fumetto, Disegno e Illustrazione. Insegno Semiotica, Fenomenologia e Scrittura sul Fumetto presso Benbow -Scrittura e Narrazione e Grafite - Scuola di Fumetto. Dal 2023 mi occupo della programmazione dell'Area Fumetto di LevanteFOR.