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Il profilo inconfondibile di roccia chiara che si staglia contro il cielo fa delle Tre Cime di Lavaredo, al confine tra Veneto e Alto Adige, una delle cartoline naturali più ricercate al mondo. Un paesaggio iconico delle Dolomiti che oggi si ritrova a fare i conti con le dinamiche del turismo digitale e dell’obbligo del ricordo fotografico. Quelle stesse cime che hanno ispirato generazioni di alpinisti, fotografi e poeti sono diventate l’ennesimo simbolo di un fenomeno che sta ridisegnando il rapporto tra uomo e montagna: l’overtourism.

Nei giorni scorsi, i social network hanno amplificato le immagini di lunghissime file di visitatori in attesa delle navette in partenza da Misurina, dirette al parcheggio del Rifugio Auronzo. Centinaia di persone, sotto il sole estivo, in coda come davanti a un concerto o a un parco divertimenti, per un affollamento che, dopo i video dei “turisti formiche” dello scorso anno al Seceda, solleva nuovi interrogativi sulla tenuta della montagna di fronte all’assalto di masse sempre più consistenti.

Le foto e i video sono diventati virali in poche ore, con code che si snodano per centinaia di metri, famiglie con bambini, gruppi di turisti stranieri con selfie stick e macchine fotografiche professionali. Tutti lì, in attesa di salire su un autobus che li porterà a quota 2.320 metri, il punto di partenza per il celebre giro ad anello delle Tre Cime. Il paradosso è evidente: si cerca la natura incontaminata, ma ci si ritrova in mezzo a una folla metropolitana.

A fare chiarezza sulla gestione dei flussi e sulle ricadute economiche del territorio è intervenuto Roberto Pais, assessore al turismo di Auronzo di Cadore, in una recente intervista rilasciata a Vanity Fair. Le sue parole non lasciano spazio a interpretazioni: “Non si può vivere di sassi”. Una frase che racchiude tutta la complessità della questione, visto che da un lato c’è la necessità di preservare un patrimonio naturale riconosciuto dall’Unesco, mentre dall’altro c’è l’esigenza concreta di territori montani che vedono nel turismo l’unica vera alternativa allo spopolamento.

L’assessore ha difeso il turismo come argine a un fenomeno demografico che sta svuotando le valli alpine. Senza i flussi turistici, molti comuni montani perderebbero la loro ragion d’essere economica. Alberghi, rifugi, ristoranti, servizi di trasporto: un’intera filiera che dà lavoro a migliaia di persone e che rappresenta spesso l’unica fonte di reddito per intere famiglie. Ma nonostante questo, Pais ha anche lanciato un invito a scoprire mete alternative, meno conosciute ma altrettanto affascinanti, per distribuire i flussi e alleggerire la pressione sui luoghi iconici.

Di fronte all’esplosione del fenomeno, Dolomiti Bus ha deciso di correre ai ripari. Come annunciato da Gabriele Mariani, direttore Operations della società, è stata introdotta una corsa aggiuntiva sulla tratta Misurina-Rifugio Auronzo, attiva dalle 7.30.

Dichiarazione

“Le Tre Cime rappresentano una delle principali porte d’accesso alle Dolomiti e per questo monitoriamo costantemente l’andamento dei flussi turistici, adeguando il servizio alle reali esigenze del territorio”. – Gabriele Mariani, direttore Operations di Dolomiti Bus


Per far fronte all’aumento dei visitatori, Dolomiti Bus ha potenziato il servizio sulla tratta Misurina-Rifugio Auronzo, introducendo una corsa aggiuntiva che si affianca agli autobus già in funzione dalle 7.30 alle 20.00. L’obiettivo è aumentare la capacità di trasporto nei momenti di maggiore affluenza e incentivare una mobilità più sostenibile verso uno dei luoghi simbolo delle Dolomiti, riconosciute come Patrimonio mondiale dell’Unesco. Una risposta concreta all’emergenza, che però non basta a risolvere il problema di fondo.

Dietro le code interminabili c’è infatti anche il peso dei social. Instagram e TikTok hanno trasformato le Tre Cime di Lavaredo in una meta irrinunciabile per migliaia di persone, pronte ad aspettare ore pur di ottenere lo scatto perfetto da condividere online. Un fenomeno che alimenta l’overtourism e riapre il dibattito sull’equilibrio tra tutela dell’ambiente ed economia locale. Come ha ricordato anche l’assessore Roberto Pais, il turismo resta fondamentale per la sopravvivenza di molti territori montani, ma la vera sfida è distribuire meglio i flussi e promuovere un approccio più consapevole.

D’altronde non si tratta di un fenomeno isolato, dato che nelle ultime settimane anche il Lazio ha conosciuto un improvviso boom turistico dopo l’uscita di Odissea di Christopher Nolan, con migliaia di video su TikTok dedicati alla Riviera di Ulisse. Un esempio di come cinema e social network possano trasformare in pochissimo tempo una destinazione in un fenomeno virale, con tutti i benefici economici ma anche le sfide legate alla gestione dei flussi turistici.

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.