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La rotta di Ulisse torna a solcare il Mediterraneo, ma questa volta non soltanto tra le pagine di Omero o nelle sale di un museo. Il grande schermo, i reportage internazionali e migliaia di video sui social hanno riacceso l’interesse globale verso i luoghi dove il mito greco si confonde ancora con il paesaggio reale. Al centro di questa riscoperta c’è la Riviera di Ulisse, quel tratto di costa del Lazio meridionale che dal promontorio del Circeo conduce verso Sperlonga e Gaeta.

L’uscita di Odissea, il nuovo kolossal di Christopher Nolan, ha funzionato da catalizzatore. La BBC ha dedicato un approfondimento alle località legate al viaggio dell’eroe omerico, individuando in questa fascia costiera del sud pontino uno dei territori dove la leggenda dialoga ancora con la storia e con la natura. Falesie, grotte marine, calette e sentieri: un patrimonio paesaggistico che oggi attira lo sguardo del mondo intero.

Ma dietro l’opportunità generata dal cinema si nasconde anche una sfida complessa. Come trasformare la curiosità suscitata dal film in una crescita turistica capace di rispettare l’identità del territorio, senza sacrificare proprio quei paesaggi che hanno catturato l’attenzione globale. È il paradosso del successo: la stessa bellezza che attrae può essere consumata se non gestita con intelligenza.

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Il viaggio attraverso i luoghi di Ulisse comincia idealmente dal promontorio del Circeo, che la tradizione indica come il punto dell’incontro tra l’eroe greco e la maga Circe. Da qui la costa procede impervia e luminosa, segnata da pareti rocciose, insenature profonde e grotte scavate dal mare, fino a raggiungere Sperlonga. In questa località balneare l’Odissea non è una semplice suggestione letteraria, ma una presenza fisica, scolpita nella pietra da quasi duemila anni.

Il primo grande promotore di questa narrazione fu l’imperatore Tiberio, che scelse una grande grotta naturale affacciata sul mare come scenario della propria villa estiva. All’interno fece collocare monumentali gruppi scultorei dedicati alle imprese di Ulisse, trasformando quel tratto di costa in una rappresentazione immersiva del poema omerico. Un esempio straordinario di come il potere romano utilizzasse il mito greco per costruire la propria identità culturale.

Oggi il Museo Archeologico Nazionale e la Villa di Tiberio custodiscono opere di valore straordinario come il Gruppo di Polifemo e l’Assalto di Scilla alla nave di Ulisse. Figure spezzate dal tempo, corpi in lotta con creature marine che sembrano proseguire, davanti agli occhi dei visitatori, il viaggio iniziato migliaia di anni fa. Sperlonga non è quindi un semplice fondale suggestivo per selfie panoramici: è uno dei luoghi dove il mito è stato costruito, rappresentato e tramandato attraverso i secoli.

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Ma quella narrazione antica non è rimasta confinata nelle sale del museo, visto che negli ultimi anni ha trovato un linguaggio completamente nuovo nei murales di via Lebina, la galleria d’arte a cielo aperto realizzata grazie a un’intuizione del presidente di Sperlonga Turismo ETS, Leone Armando La Rocca, in collaborazione con la direzione del sito archeologico e con il Comune di Sperlonga. Le opere accompagnano i visitatori lungo il percorso tra il borgo e il museo, creando un ponte fisico e simbolico tra la Sperlonga contemporanea e il suo passato stratificato.

Ai dipinti sono affiancati QR Code che permettono di approfondire le storie rappresentate e la genesi del progetto. Il risultato è un itinerario interattivo, pensato anche per intercettare il pubblico più giovane e le nuove forme di racconto digitale. Il mito entra così nei video di TikTok, nelle fotografie pubblicate su Instagram e nei contenuti condivisi dai turisti di tutto il mondo. Non viene soltanto osservato passivamente: viene reinterpretato e rilanciato attraverso gli strumenti della contemporaneità.

Dichiarazione

“Il rinnovato interesse globale per la figura di Ulisse, riacceso dal cinema di Nolan, trova a Sperlonga la sua casa naturale. La cosa che ci riempie di soddisfazione è vedere tantissimi giovani che, attraverso TikTok e gli altri social, stanno riscoprendo e raccontando questi luoghi. Mettono in connessione le immagini del film con le nostre sculture, la Grotta di Tiberio e i murales di via Lebina, diventando loro stessi ambasciatori del mito”.Leone Armando La Rocca, presidente di Sperlonga Turismo ETS

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È questo il volto più inaspettato dell’effetto Odissea. Un patrimonio archeologico che per anni ha parlato soprattutto agli studiosi oggi conquista una nuova generazione di visitatori. Reperti di oltre duemila anni fa finiscono nei reel e nei video di TikTok, mentre le scene del film di Christopher Nolan vengono accostate alle sculture del museo di Sperlonga, rendendo il mito di Ulisse più vicino anche ai più giovani. Però l’attenzione internazionale porta con sé anche nuove responsabilità e per il presidente del Parco Regionale Riviera di Ulisse, Massimo Giovanchelli, il film di Nolan e il recente approfondimento della BBC rappresentano una grande opportunità, ma impongono anche una riflessione sul futuro del territorio.

Dichiarazione

“Che una produzione cinematografica di questa portata e testate prestigiose come la BBC contribuiscano a riportare al centro dell’attenzione mondiale la Riviera di Ulisse non può che renderci orgogliosi. Ma proprio per questo dobbiamo avere la responsabilità di proteggerla”.Massimo Giovanchelli, presidente del Parco Regionale Riviera di Ulisse

L’obiettivo, spiega Giovanchelli, non è inseguire il turismo di massa, ma attrarre visitatori interessati a vivere un’esperienza autentica. La Riviera di Ulisse, infatti, custodisce ecosistemi delicati, grotte marine e sentieri di enorme valore naturalistico che un afflusso incontrollato potrebbe compromettere.

Dichiarazione

“La vera ricchezza della Riviera di Ulisse è quella di offrire ancora oggi luoghi dove natura, storia e mito convivono in equilibrio. È proprio questo equilibrio che dobbiamo continuare a custodire”.Massimo Giovanchelli, presidente del Parco Regionale Riviera di Ulisse

@francy_in_tour Sperlonga: il Museo Archeologico e la Villa di Tiberio (LT) #sperlonga #tiberio #villatiberio #latina #riviera #ulisse #museo #archeologia #mitologia ♬ suono originale – Francesca Ascenzi


Negli ultimi anni il Parco Regionale Riviera di Ulisse ha investito in escursioni guidate, snorkeling, attività sportive, laboratori didattici e percorsi dedicati alla biodiversità, con l’obiettivo di distribuire i flussi turistici durante tutto l’anno e valorizzare non solo le spiagge, ma anche sentieri, musei e siti archeologici.

L’effetto Odissea può trasformarsi in una straordinaria occasione di crescita, ma la vera sfida sarà convertire questa visibilità internazionale in uno sviluppo sostenibile. Del resto, il nuovo film di Christopher Nolan continua a catalizzare l’attenzione mondiale ben oltre il grande schermo, come dimostra anche il recente caso della copia pirata diventata virale sui social pochi giorni dopo l’uscita nelle sale. La domanda resta quindi la stessa: come accogliere sempre più visitatori senza perdere l’identità di un territorio dove, ancora oggi, il mito di Ulisse continua a vivere tra storia, natura e paesaggio.

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.