Tra i volti più apprezzati dell’ultima stagione di Bridgerton, Victor Alli è stato uno degli ospiti – e giudici – più attesi degli Italian Global Series 2026. L’attore britannico, che il pubblico internazionale ha conosciuto anche grazie a Belfast, ha conquistato i fan interpretando John Sterling, il marito di Francesca Bridgerton: un personaggio delicato, riservato e profondamente umano, in grado di lasciare il segno in un tempo abbastanza ridotto.
Durante l’intervista, Alli si è raccontato con grande spontaneità, ripercorrendo gli inizi della sua carriera, il rapporto con la recitazione, l’esperienza sul set di Bridgerton e il valore delle storie che il cinema e la televisione sono chiamati a raccontare.
Quando hai deciso di diventare un attore?
La sua carriera, ha spiegato, è iniziata quasi per caso. Da adolescente, infatti, non immaginava affatto di diventare un attore. Dopo aver fatto ridere tutta la classe, venne mandato in punizione, dove un insegnante che si occupava di teatro gli propose di sostituire uno studente assente durante le prove.
Quando avevo 16 o 15 anni mi trovavo spesso nei guai a scuola, non perché fossi cattivo ma perché ero un po’ insolente. Un giorno feci ridere l’intera classe, quindi mi beccai una punizione. L’insegnante che ci teneva d’occhio in punizione insegnava teatro e mi disse “hei, il ragazzo che doveva fare l’attore non è tornato”, quindi mi chiese di continuare a recitare al suo posto. Ed è così è che è iniziato, così mi sono innamorato della recitazione. Poi ho visto Seven con Brad Pitt e Morgan Freeman e, wow, era folle, mi spaventai tantissimo, ma… beh, è davvero un buon film, inoltre gli attori trasmettevano tutte quelle emozioni attraverso uno schermo… Ero lì che mi dicevo: se questo è recitare, voglio farlo! Io posso farlo!
Cosa ti hanno insegnato le tue numerose esperienze?
Da allora il percorso di Alli lo ha portato a lavorare in produzioni di grande prestigio, condividendo il set con attori affermati. Ripensando alle esperienze vissute, ricorda ancora i consigli ricevuti all’inizio della carriera da un regista: “Sii gentile, sii puntuale e impara le tue battute”. Tre regole semplici che sono diventate una filosofia di lavoro.
Quando ho cominciato a fare l’attore, il regista mi diede tre consigli: sii gentile, sii puntuale e impara le tue battute. Così, ho fatto miei questi consigli per tutta la vita, ma ho anche imparato ad osservare davvero le persone, mi piace guardare e imparare dai miei colleghi, prendere spunto da loro.
Naturalmente non poteva mancare una domanda su Bridgerton e sul personaggio di John Sterling, amatissimo dai lettori dei romanzi di Julia Quinn ancora prima del debutto televisivo. Alli ha rivelato di aver letto i libri durante la preparazione del ruolo e di essere rimasto profondamente colpito dal destino del personaggio.
Sì, sì, ho letto i libri quando ci stavo lavorando, e ricordo che, dopo aver letto quella scena, ho poi ho pensato “oh, è andato… è morto”. Ci sono rimasto male, ma poi sono andato avanti con la storia, e credo che, anche se lui è ormai non c’è più fisicamente, è comunque molto presente nel futuro di Francesca, di suo cugino (ndr nei libri, non è una cugina, bensì un cugino) e della sua famiglia. Leggere il libro mi dà tanto un’idea su chi fosse davvero John, sai, hai imparato tanto su di lui. I libri sono stati d’aiuto per entrare nel ruolo, per capire chi fosse John, il suo personaggio, la sua essenza.
Mi ha davvero emozionato.
Ed è probabilmente questa attenzione ai dettagli che ha reso la sua interpretazione così apprezzata dai fan, capaci di riconoscere sullo schermo tutta la gentilezza, la sensibilità e il silenzioso amore che caratterizzano il personaggio.
Il difficile mestiere di attore… anche quando non si è in servizio!
Come molti interpreti, però, Victor Alli ammette di essere molto severo con se stesso quando riguarda i propri lavori.
Ricordo di aver guardato qualcosa che ho fatto anni fa, volevo guardarlo dal punto di vista del mio spettatore e dire, oh, sto solo guardando. Ma poi penso che avrei potuto fare quella cosa in modo diverso, in modo più rilassato, spostarmi… Credo che siamo i più grandi critici di noi stessi, quindi no, odio guardare me stesso in tv, ma se lo farò in futuro cercherò di guardarmi come spettatore, anche se è difficile.
Nel corso dell’intervista, gli abbiamo chiesto qualcosa in merito al ruolo culturale delle serie televisive e della responsabilità degli attori nel raccontare determinate storie. Per Alli la risposta è chiara.
Credo che abbiamo una responsabilità in tal senso, poiché restiamo all’interno delle storie che raccontiamo anche quando queste finiscono. Persino quando facciamo tutte queste interviste, penso ci sia una grossa responsabilità, perché sì, stiamo promuovendo il film, ma dobbiamo ricordare che abbiamo un grande impatto sui nostri spettatori, sia fuori che dentro il nostro lavoro. Abbiamo una responsabilità nel raccontare queste storie, ma anche di connetterci e di interagire con gli spettatori in qualsiasi modo possibile.
È stata una cosa difficile da fare per me, ma sto imparando ad interagire e a permettere agli spettatori di entrare nella mia vita.
I suoi film e serie tv preferiti? Un fan de Il diavolo veste Prada
Tra una domanda e l’altra c’è stato spazio anche per chiedergli delle sue passioni da spettatore.
Interessante, io… oh, è così difficile scegliere! Beh, ho appena visto Il diavolo veste Prada 2. Mi piaceva il primo, sono un grande fan de Il Diavolo veste Prada, e penso che il secondo sia fantastico. In termini televisivi, c’è un show su Apple TV+ chiamato I tuoi amici e vicini, con Jon Hamm, Amanda Peet e Olivia Munn. È fantastico.
Ma c’è anche The Jackal con Eddie Redmayne: amo l’azione, amo il dramma… bellissimo (in italiano).
Guardando invece al futuro, Victor Alli non ha dubbi su chi vorrebbe avere accanto davanti alla macchina da presa. Il suo nome è Callum Turner, attore britannico che ammira fin dai tempi della serie Glue.
Amo Calum Turner, penso che sia un ottimo attore. Mi ricordo di aver visto il suo show in tv chiamato Glue, molti anni fa, e ho pensato fosse fantastico. Vorrei davvero lavorare con lui, è fantastico.
La passione per il teatro
Infine, alla domanda su quale sua interpretazione consiglierebbe a chi ancora non lo conosce, la risposta sorprende. Non sceglie Bridgerton né Belfast, ma il teatro.
Uno dei miei lavori? Oh, fammici pensare… si tratterebbe di un’opera teatrale, ma queste ultima non sono sempre registrate. Eppure, ho amato recitare in The Glass Menagerie con Amy Adams. Ho amato interpretare il mio personaggio (Jim O’Connor), e credo che quest’opera resterà sempre nel mio cuore. E vorrei che tutti possano vederla.
Nel 2022 Victor Alli ha infatti recitato accanto alla candidata a sei premi Oscar Amy Adams nel revival londinese di Lo zoo di vetro (The Glass Menagerie) di Tennessee Williams. Lo spettacolo, diretto da Jeremy Herrin e andato in scena al Duke of York’s Theatre dal 31 maggio al 27 agosto, segnò il debutto teatrale londinese di Amy Adams, interprete di Amanda Wingfield, mentre Alli vestiva i panni di Jim O’Connor, il celebre “gentiluomo venuto a pranzo”.
Un ricordo che, a distanza di anni, continua a occupare un posto speciale nella sua carriera. Perché, se Bridgerton gli ha regalato la popolarità internazionale, è il teatro il luogo in cui Victor Alli continua a riconoscere la parte più autentica del proprio mestiere: quella nata quasi per caso, durante una punizione scolastica, e trasformata in una passione destinata a cambiargli la vita.
