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Forse dovremmo seguire i consigli di un saggio vate. Parafrasando un suo antico verso, potremmo dire che: “Fatti non fummo a giudicar pellicole come bruti (ovvero solo da una foto o da un casting), ma per riflettere davvero su quello che abbiamo visto“. L’Inferno di Dante ci illumina la via, e forse Christopher Nolan sarebbe d’accordo con lui. E così, abbiamo pensato che fosse utile analizzare come si deve la sua Odissea. Vivisezionarla, spolparla per arrivare all’osso del suo vero significato. Un film a cui non importa seguire con fedeltà l’esempio di Omero, perché gli autori sono mossi da un vento tutto loro. Nolan si mette sulla scia del mito per scriverne uno tutto suo, coerente col suo cinema e con la sua sensibilità di regista. Infatti, non a caso, questa Odissea sembra quasi chiudere un’ideale “trilogia del passato”, composta anche da Oppenheimer e Dunkirk. Parliamo di tre film in cui la guerra è spesso fuori campo, perché al regista inglese interessano di più le conseguenze della guerra. Una guerra che si insinua nel cuore degli uomini come un tormento impossibile da estirpare.

Ulisse in Odissea
Ulisse in Odissea – © Universal

Non a caso, il grande tema al centro di Odissea è proprio il senso di colpa. Altro elemento che lega l’ultimo film di Nolan al suo precedente Oppenheimer. Nel film, infatti, Ulisse non è dipinto come uno scaltro avventuriero da idolatrare, ma come un miserabile vagabondo, che paga le conseguenze del suo inganno (operato col cavallo di Troia). Un inganno che ha seminato dolore, morte e distruzione, alimentando dentro di lui un dilemma sempre più radicato: merito di tornare a casa? Queste e altre riflessioni sono al centro del nostro nuovo video su YouTube, in cui abbiamo cercato di analizzare in modo molto spontaneo come Nolan ha piegato l’Odissea al sui cinema e perché il mito è diventato terreno fertile per questa storia che non smette di legarsi alla natura dell’essere umano.

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Nato a Bari nel 1985, ha lavorato come ricercatore per l'Università Carlo Bo di Urbino e subito dopo come autore televisivo per Antenna Sud, Rete Economy e Pop Economy. Dal 2013 lavora come critico cinematografico, scrivendo prima per MyMovies.it e poi per Movieplayer.it. Nel 2021 approda a ScreenWorld, dove diventa responsabile dell'area video, gestendo i canali YouTube e Twitch. Nel 2022 ricopre lo stesso ruolo anche per il sito CinemaSerieTv.it. Nel corso della sua carriera ha pubblicato vari saggi sul cinema, scritto fumetti e lavorato come speaker e doppiatore.