Oltre 800mila follower su TikTok, quasi 300mila su Instagram e quasi 70mila su Facebook. Numeri che farebbero impallidire molti professionisti del digitale, ma non non stiamo parlando di un influencer qualsiasi: è Don Roberto Fiscer, il sacerdote genovese che ha trasformato la presenza della Chiesa sui social in un fenomeno di massa. E ora la Curia di Genova ha deciso di affidargli un incarico che segna una svolta significativa nel rapporto tra istituzione ecclesiastica e comunicazione digitale.
Don Fiscer ha lasciato la parrocchia della Santissima Annunziata del Chiappeto a Borgoratti, quartiere del comune di Genova, dove svolgeva il suo ministero pastorale. Non si tratta di un trasferimento ordinario da una chiesa all’altra, come sarebbe normale dopo nove anni nella stessa sede. L’arcivescovo Padre Marco ha comunicato alla comunità del Chiappeto un nuovo incarico che sposta completamente il baricentro della missione di Don Roberto: un servizio diocesano dedicato interamente alla comunicazione e all’evangelizzazione attraverso i social e i nuovi strumenti digitali.
“Oggi il nostro arcivescovo Padre Marco ha comunicato alla mia comunità del Chiappeto il nuovo incarico che mi vedrà impegnato in un servizio diocesano dedicato alla comunicazione e all’evangelizzazione, soprattutto attraverso i social e i nuovi strumenti di comunicazione per raccontare quanto è bella la Chiesa“, ha dichiarato il sacerdote. Parole che racchiudono una visione precisa: utilizzare la potenza dei canali digitali non come fine, ma come mezzo per avvicinare le persone alla fede.
La scelta della Curia rappresenta un riconoscimento esplicito del valore strategico della comunicazione digitale nell’era contemporanea. Don Fiscer, pur avendo costruito una presenza online straordinaria, mantiene un atteggiamento di umiltà rispetto al suo successo:
“La mia presenza sui social ho sempre cercato di farla in punta di piedi. Sono io il primo a essere timido e sorpreso di questo nuovo incarico. Non la considero una promozione ma una sorpresa, quelle sorprese che Dio fa quando pensiamo di non essere all’altezza e Lui, invece, ci dice che siamo importanti, preziosi“. – Don Fiscer
Il progetto va oltre la semplice gestione dei profili social. Come ha precisato la Curia genovese, l’idea è quella di strutturare una comunicazione articolata e multiforme: “L’idea è quella di trasformare Radio Fra le Note, nata 13 anni fa, e di cui don Roberto è già direttore responsabile, in una radio diocesana. Continuerà inoltre l’impegno con le dirette dal Gaslini per sostenere le famiglie e i piccoli pazienti dell’ospedale pediatrico“.
La decisione della diocesi di Genova di creare un incarico specificamente dedicato alla comunicazione digitale, affidandolo a chi ha già dimostrato di saper parlare il linguaggio delle piattaforme social, rappresenta un segnale importante. Riconosce che l’evangelizzazione oggi passa anche attraverso TikTok, Instagram, Facebook. Che un video breve, un messaggio diretto, una diretta streaming possono avere la stessa dignità pastorale di un’omelia pronunciata dal pulpito.
Don Roberto Fiscer non è il primo sacerdote a utilizzare i social, ma è certamente uno di quelli che lo ha fatto con maggiore efficacia e autenticità. I suoi contenuti non sono artificiosi né costruiti secondo logiche puramente dell’algoritmo. Parlano di fede, di dubbi, di vita quotidiana con un linguaggio accessibile che non banalizza il messaggio ma lo rende comprensibile. E i numeri gli danno ragione.
Resta da vedere come questo nuovo ruolo si svilupperà concretamente. Quali contenuti verranno prodotti, quali collaborazioni nasceranno, come si integrerà la dimensione radiofonica con quella social, come si bilancerà l’esigenza di essere presenti online con quella di mantenere un contatto umano diretto. Il tutto mentre nella rete si è creato il solito dibattito, tra chi crede che la chiesa faccia bene ad abbracciare sempre di più il web ed il suo linguaggio, e chi invece pensa che si debba tornare ad una solennità più marcata.
