L’8 maggio Instagram ha dato il via a quella che molti hanno definito una vera e propria operazione di pulizia di primavera. Solo che invece di spolverare mensole virtuali, la piattaforma ha fatto piazza pulita di account bot, profili spam e follower inattivi. Un reset digitale che ha mandato in tilt i contatori di mezzo mondo dello spettacolo e dell’influencer marketing, ridisegnando in poche ore le gerarchie social che sembravano scolpite nella roccia. Tra gli utenti coinvolti troviamo anche Chiara Ferragni.
Nel mirino dell’algoritmo sono finiti tutti quei profili fantasma che ingrossano le fanbase senza mai interagire davvero: account creati e abbandonati, bot programmati per seguire in massa, profili duplicati o semplicemente utenti che da anni non aprono più l’app. L’obiettivo dichiarato da Meta era rendere più realistici i dati di engagement e restituire credibilità a una piattaforma dove i numeri, ormai da tempo, non raccontano più la storia completa.
Il caso più eclatante è quello di Chiara Ferragni, che si è vista evaporare circa 387.000 follower in una manciata di ore. Poco più dell’1% del totale, certo, ma parliamo comunque di una cifra che farebbe la fortuna di molti influencer emergenti. Un calo significativo che ha riacceso il dibattito sulla composizione reale delle audience dei grandi profili social e sulla presenza di follower non organici accumulati negli anni, magari anche involontariamente attraverso campagne di advertising mal calibrate o semplicemente per effetto della crescita esponenziale del profilo.
Ma in quale senso l’account Instagram che si compra più BOT su Instagram è proprio l’account ufficiale di Instagram 🚀🚀🚀🚀🚀🚀🚀🚀🚀🚀🚀🚀🚀 pic.twitter.com/qs19Sz3pZa
— GraceSomehow (@LaSambruna) May 11, 2026
Molto diverso il discorso per Giulia De Lellis e Giulia Salemi, che hanno contenuto le perdite in modo quasi chirurgico. La prima ha registrato un calo di appena 5.700 follower, pari allo 0,10% del totale. La seconda si è fermata a circa 5.000 unità, lo 0,09%. Percentuali che suggeriscono una fanbase più compatta, più genuina, meno esposta a quel gonfiaggio artificiale che spesso accompagna la crescita verticale dei grandi profili. In sostanza, numeri che potrebbero raccontare una storia di engagement reale, di community costruita con pazienza e meno dipendente da strategie di crescita rapida.
Ma la Grande Purga di Instagram non ha risparmiato nessuno. Mariano Di Vaio ha lasciato per strada circa 150.000 follower, Gianluca Vacchi ne ha persi 284.000, mentre Wanda Nara e Valentina Ferragni hanno visto ridursi la loro audience rispettivamente di 187.000 e 44.000 unità. Anche Belén Rodriguez, Michele Morrone, Emma Marrone, Alessia Marcuzzi, Fedez e Cecilia Rodriguez hanno registrato cali più o meno consistenti, in un effetto domino che ha coinvolto praticamente tutto il panorama degli influencer italiani di primo piano.
L’operazione è legata all’aggiornamento dei sistemi di autenticazione e controllo della piattaforma, un intervento tecnico che periodicamente Meta attua per mantenere pulito l’ecosistema e garantire che i dati riflettano comportamenti reali. Per gli inserzionisti, del resto, è fondamentale sapere che un milione di follower corrisponda davvero a un milione di persone potenzialmente raggiungibili, e non a un esercito di profili dormienti o algoritmi travestiti da utenti.

La vera domanda ora è: quanto contano davvero i numeri assoluti in un mondo dove Instagram stesso ammette che una parte consistente di quegli stessi numeri era aria fritta? E soprattutto, questo reset cambierà qualcosa nel modo in cui brand e aziende scelgono i propri ambassador digitali? La risposta probabilmente la daranno i prossimi mesi, quando le agenzie di comunicazione e i reparti marketing dovranno fare i conti con metriche più pulite ma anche meno impressionanti sulla carta.
