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Quel gesto secco immortalato dalle telecamere all’aeroporto di Hanoi, esattamente un anno fa, aveva fatto il giro del mondo in poche ore. Brigitte Macron che colpiva il marito Emmanuel mentre scendevano dall’Airbus presidenziale: un’immagine surreale, quasi grottesca, per una coppia che ha sempre incarnato l’immagine di solidità istituzionale. All’epoca l’Eliseo si affrettò a sminuire, parlando di “scherzo tra coniugi“, di un momento goliardico estrapolato dal contesto. Ma oggi, a un anno esatto dalla fine del mandato presidenziale di Macron, quella versione ufficiale viene smontata pezzo per pezzo.

A riaccendere i riflettori sulla vicenda è Un Couple (Presque) Parfait, il libro-inchiesta firmato da Florian Tardif, corrispondente politico di Paris Match, uscito questa settimana in Francia e già al centro di un acceso dibattito mediatico. Nel volume, Tardif ricostruisce con dovizia di dettagli quello che definisce non un gesto spontaneo, ma l’epilogo di una vera e propria “scenata sentimentale“, scatenata dalla scoperta di alcuni messaggi compromettenti sul telefono del presidente.

La protagonista inattesa di questa vicenda ha un nome e un volto ben precisi: Golshifteh Farahani, attrice franco-iraniana di 42 anni, conosciuta per i suoi ruoli in produzioni internazionali e per la sua bellezza magnetica. Secondo quanto riportato da Tardif, Brigitte avrebbe letto un messaggio che l’attrice aveva inviato al marito poco prima dell’atterraggio in Vietnam, durante quella visita di stato che si trasformò in un incubo mediatico per la coppia presidenziale.


Nell’intervista rilasciata a RTL France per promuovere il libro, il giornalista ha rivelato che i messaggi scambiati tra il presidente e Farahani “andavano abbastanza oltre” rispetto a quanto ci si aspetterebbe da una semplice conoscenza professionale. Frasi come “sai, ti trovo molto carina” sarebbero state intercettate dalla première dame, scatenando quella reazione furiosa che le telecamere hanno catturato senza pietà. Un momento privato di crisi coniugale trasformato in spettacolo pubblico, con buona pace del protocollo e della riservatezza che dovrebbero circondare le più alte cariche dello Stato.

Tardif specifica che la relazione tra Macron, 48 anni, e l’attrice sarebbe rimasta platonica, limitandosi a uno scambio di messaggi durato “qualche mese”. Ma nonostante questo, Golshifteh Farahani, rappresenta un profilo perfetto per scatenare la gelosia di una première dame: donna di cultura, attrice affermata a livello internazionale, esule dall’Iran proprio per le sue posizioni libertarie e la sua opposizione al regime. Una figura che incarna quello charme intellettuale che Macron, per sua stessa ammissione, ha sempre cercato nelle relazioni personali. Un fascino diverso, lontano dalle dinamiche consolidate di un matrimonio che dura da decenni e che ha dovuto sopportare il peso aggiuntivo della vita sotto i riflettori dell’Eliseo.

Il libro di Tardif restituisce l’immagine di una coppia “quasi perfetta“, come recita il titolo. Quel “quasi” racchiude tutto: le crepe nascoste dietro la facciata istituzionale, le tensioni che nessun comunicato stampa può davvero sanare, la fatica di tenere insieme un matrimonio quando uno dei due coniugi esercita il potere supremo e l’altro vede svanire progressivamente la propria influenza. E al centro di tutto, un messaggio su un telefono, poche parole di troppo con un’attrice dai grandi occhi scuri, sufficienti a far crollare il castello di carte della narrazione ufficiale.

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