A volte la linea tra l’innocenza e l’incoscienza è sottile come il confine di un sentiero di montagna, e può causare guai seri. Marina Korb, una giovane argentina, l’ha scoperto nel modo più controverso possibile: pubblicando su TikTok un video in cui accarezza con disinvoltura quello che le autorità sanitarie considerano il principale vettore dell’hantavirus Andes, il temuto Oligoryzomys longicaudatus, conosciuto comunemente come “topo dalla coda lunga“.
L’episodio si è verificato durante un’escursione sul sentiero Circuito Chico a San Carlos de Bariloche, nel cuore della Patagonia argentina. Una zona di straordinaria bellezza naturale, ma anche un’area endemica dove l’hantavirus miete periodicamente vittime tra la popolazione locale e i turisti ignari dei pericoli nascosti tra l’erba e gli arbusti.
Mentre camminava immersa nella natura, Marina ha notato un piccolo roditore che si muoveva tra l’erba. La reazione istintiva? Estrarre il cellulare e iniziare a filmare. “Che bello, non posso toccarlo?” si sente chiedere nel video, mentre si avvicina all’animale con la curiosità di chi ha appena incontrato una creatura adorabile. Prima lo accarezza delicatamente con un dito. Il topo, sorpreso, scappa via per un istante, ma poi sembra acquistare fiducia, permettendo alla ragazza di toccarlo nuovamente. “Che carino, ed è così morbido” esclama Marina, ignara del rischio biologico che sta correndo.
Il video prosegue con sequenze che hanno fatto rabbrividire gli esperti di sanità pubblica: la giovane tiene il roditore in mano, lo avvicina al viso e arriva persino a scherzare sull’idea di adottarlo, chiedendosi che nome potrebbe dargli. In una scena verso la fine, notando l’irrequietezza dell’animale, gli dice candidamente: “Non mordermi“. Una leggerezza che, alla luce di quanto sappiamo sull’hantavirus, assume contorni inquietanti.
Poco dopo la pubblicazione del contenuto, i social media sono esplosi. I commenti si sono divisi tra chi era letteralmente terrorizzato e chi ha reagito con sarcasmo nero. “Ti blocco per il mio bene” ha scritto un utente, mentre un altro ha scherzato: “Vengo dal futuro, e indovina un po’?“. La preoccupazione era tutt’altro che infondata: quella settimana erano morte diverse persone proprio in quella zona a causa di un focolaio di hantavirus.
Marina, che lavora presso un ufficio informazioni turistiche, si è difesa sostenendo di non aver subito alcun contagio: “Il topo non mi ha infettata con nulla, sono sopravvissuta“. Nella didascalia del video ha tentato una giustificazione che ha convinto pochi:
“Non sapevo che si trattasse del ratto pigmeo del riso dalla coda lunga, portatore del virus. Ho visto solo una creatura molto carina, e quella sera ho scoperto che in quella stessa settimana erano morte delle persone a causa di un focolaio proprio in quella zona”. Ha poi aggiunto un avvertimento tardivo: “Sono sopravvissuta. Ma voi non provateci a casa”. – Marina
Ma cos’è esattamente questo animale così pericoloso? L’Oligoryzomys longicaudatus è un piccolo roditore selvatico di colore marrone chiaro che vive principalmente in Cile e nell’Argentina meridionale. Il suo nome deriva da una caratteristica distintiva: una coda che può raggiungere i 14 centimetri di lunghezza, più del doppio del suo corpo, che non supera mai i 30 grammi di peso. Ha occhi grandi e orecchie piccole, un aspetto che effettivamente potrebbe ingannare chi non conosce i pericoli che nasconde.
Hantavirus, la turista prende in mano il topo portatore del virus: “Sembrava solo un animaletto carino” https://t.co/0rvtflNWCN pic.twitter.com/53Q2Hmz8na
— Affaritaliani.it (@Affaritaliani) May 14, 2026
Questo roditore predilige aree coperte di erbacce o arbusti, sempre in prossimità di fonti d’acqua, proprio come il sentiero dove Marina lo ha incontrato. Svolge un ruolo ecologico vitale nel suo ecosistema, ma rappresenta anche un rischio sanitario significativo perché è il principale serbatoio dell’hantavirus Andes, un ceppo virale particolarmente temuto. La giovane ha successivamente affermato che il video risaliva a un anno prima della pubblicazione, un dettaglio che non ha placato le critiche.
Comunque come spesso accade sul web, il video di Marina ha raggiunto migliaia di visualizzazioni, diventando un perfetto esempio di come i social media possano trasformare un momento di ingenuità in una lezione collettiva. La fortuna ha voluto che la giovane non contraesse il virus, ma la sua esperienza serve come promemoria: non tutto ciò che sembra carino nella natura è sicuro da toccare. E non tutto ciò che vale una storia per i social vale il rischio di metterci la salute, perché è vero che la fortuna aiuta gli audaci, ma a volte è meglio prevenire che curare.
