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Siamo al numero 55 di Ashbourne Road a Derby, in Inghilterra. Qui ha sede Core Design. Dall’esterno sembrerebbe una discreta villa borghese britannica, ma lì dentro si è fatta la storia. Sì, perché in quella magione, negli anni Novanta, è stata creata una delle icone pop più emblematiche della storia dei videogiochi. O meglio, della cultura pop in senso lato, perché Lara Croft non si è fermata solo ai suoi livelli fatti di poligoni e pixel, andando oltre gli argini videoludici a suon di copertine sui magazine, film, serie animate e merchandise. Un’icona dura a morire, che da trent’anni esatti non smette di reinventarsi e rinascere, diversa da prima eppure sempre coerente con sè stessa. Ma come è nata la saga di Tomb Raider e qual è stato il processo creativo dietro la nascita del suo franchise?

Lara Croft
L’evoluzione di Lara Croft – © Eidos Interactive

Ve lo raccontiamo nel primo episodio del nostro nuovo format YouTube “Ready Player Julia”, curato da Giulia Petrini che con ironia e passione ci guida alla scoperta dei grandi videogiochi con un taglio personale. L’idea è quella di un racconto spontaneo, ricco di aneddoti, ma lontano dal classico storytelling ingessato. Ready Player Julia vuole essere come l’amica nerd con cui ti confronti per ore dopo aver posato il joypad. E noi speriamo che questo format lo diventi presto. Per il battesimo siamo partiti con la storia dietro Lara Croft e Tomb Raider, ma la rubrica tornerà una volta al mese per scavare ancora dietro le quinte di altri grandi cult videoludici. E visto che scaveremo tanto, alla ricerca di belle storie, non potevano che partire da un’archeologa.

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