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Quando BAO ha annunciato Cherry Bomb, la collana curata da Zerocalcare era stata accolta con un certo sospetto. Tra chi si domandava quali titoli sarebbero usciti e chi invece già a priori la definiva una furbata commerciale, i primo passi di Cherry Bomb non erano stati certo incoraggianti. Almeno fino a quando non viene rivelato che The Grocery avrebbe inaugurato questa collana, partendo subito con una discreta bomba. Secondo titolo: Bea Wolf, lettura sorprendente. Nuovamente si alzano le aspettative, e viene annunciato il terzo volume: I nostri mondi perduti.

Un libro a fumetti sulla paleontologia. Dalla critica alla società americana al fantasy di altro profilo, come siamo arrivati alla paleontologia? Seguendo un’idea di fumetto che spazi anche oltre le solite visioni, ma che vede la nona arte come un perfetto divulgativo, intuizione che già in passato era stata caldeggiata da personalità come Biagi o Eco. Il catalogo di BAO ha già dato prova di come il fumetto aiuti in tal senso – come dimostrato da L’effetto He-Man – e la scelta di Zerocalcare di dare spazio nella sua selezione a I nostri mondi perduti è un ottimo segno.

La voce de I nostri mondi perduti

 

I nostri mondi perduti
I nostri mondi perduti – © BAO Publishing
Zerocalcare su I nostri mondi perduti

“Marion Montaigne è una delle voci più brillanti e divertenti del fumetto internazionale, ha scritto alcuni dei fumetti che mi hanno insegnato più cose e al contempo fatto più ridere in tutta la mia vita. Quando ho scoperto che finalmente si cimentava con le più belle creature che abbiano mai calpestato questa terra – i dinosauri – è stato subito grande amore.”

Questa la motivazione che ha portato I nostri mondi perduti all’interno di Cherry Bomb. Non lasciamoci però ingannare dalle partole di Michele o dalla divertente immagine di copertina, perché i dinosauri sono presenti, ma non solo il fulcro del volume.

Colpevolmente sconosciuta in Italia, la Montagne è una divulgatrice che fa dei comics uno strumento raffinato e divertente per avvicinare i lettori a temi che possono sembrare lontani dalla tradizionale narrativa a fumetti. Il suo approccio comico e venato da un’ironia impeccabile è evidente sin dalle prima pagine, uno stupendo biglietto da visita fatto di situazioni ilari e di condivisione di un terreno comune con il lettore.

In questi primi momenti assieme, la Montagne ci svela un segreto fondamentale: la curiosità arriva all’improvviso. Pur sognando da bambina di dedicare la sua vita alla scienza, la Montagne ha seguito poi altre strade, ma quella passione infantile non è mai scemata, divenendo anzi una compagna di viaggio nel suo lavoro. Un amore che si è alimentato di letture e consultazioni, che sono tornate utile nel momento in cui, da artista, ha deciso di unire questi due aspetti.

Divulgazione divertente e consapevole

I nostri mondi perduti
I nostri mondi perduti – © BAO Publishing

I nostri mondi perduti grazie a questo dualismo di Montagne è una lettura che appassiona, diverte e lascia un prezioso tesoro di conoscenza. Merito del tratto peculiare della Montagne, sintetico e caricaturale, che si sposa alla perfezione con una narrazione divulgativa in cui l’elemento storico e scientifico viene presentato con leggerezza, ma mai banalizzandolo.

Nomi solitamente affidati manuali scientifici diventano protagonisti di situazioni paradossali, rendendoli personaggi comici rapportandoli alla mentalità del loro presente. La paleontologia – la vera protagonista del volume – non ha giovato di una prima fase facile, ma si è scontrata con retaggi religiosi e scetticismo degli ambienti scientifici. Come se il passato fosse una verità intoccabile, le prime rivelazioni della paleontologia – spesso sostenute anche da fantasiose intuizioni – erano tacciate di eresia, causando non poche difficoltà all’emergente scienza.

Ed è un’intuizione vincente. Le Clerc de Buffon, Cuvier e Hawkins affrontano lo scetticismo del loro ambiente in situazioni comiche, all’interno delle quali emerge sottilmente l’elemento scientifico, che viene così assimilato in modo quasi inconscio dal lettore.

Il lato comico della scoperta

I nostri mondi perduti - © BAO Publishing
I nostri mondi perduti – © BAO Publishing

Anziché presentare questo difficile percorso tramite un ritratto storico tradizionale, Montagne affida il ricordo di questi primi temerari all’ironia, a un terreno comune tra autrice e lettori fatto di battute, riferimenti più o meno evidenti alla visione dei dinosauri e dei lucertoloni secondo la pop culture, senza mancare di ironizzare su un mostro sacro della stazza di Godzilla.

Comprensibile e apprezzabile quindi l’aver inserito in Cherry Bomb questa spassosa opera di Marion Montagne. In duecento pagine, partendo dai sempre amati dinosauri, ci divertiamo nello scoprire come sia nata un’intera scienza dietro la loro scoperta, ma non solo. La Montagne inserisce un elemento autobiografico che rende ancora più sincero e accogliente questo viaggio nella scoperta, condividere le sue aspirazioni e delusioni, le sue prime scoperte e la sua personale visione di come si possa raccontare la scienza perché sia fruibile e appassionante per tutti.

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Classe '81, da sempre appassionato di pop culture, con particolare passione per il mondo dei comics e la fantascienza. Dal 2015 condivide queste sue passioni collaborando con diverse testate, online e cartacee. Entra nella squadra di ScreenWorld come responsabile dell'area editoria con una precisa idea: raccontare il mondo del fumetto da una nuova prospettiva