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La domanda tormenta milioni di utenti da quando il social network di Mark Zuckerberg ha conquistato il mondo: chi visita il mio profilo Facebook? Chi scorre le mie foto mentre sono al lavoro? Chi controlla ossessivamente cosa pubblico? La curiosità è legittima, quasi umana. Eppure la risposta ufficiale di Meta è netta come una porta sbattuta in faccia: non esiste modo di sapere chi entra nel tuo profilo.

Facebook, con i suoi oltre 3 miliardi di utenti attivi mensili e 2,11 miliardi che lo utilizzano quotidianamente, rimane il terzo sito più visitato al mondo dopo Google e YouTube. Nonostante l’ascesa di Instagram, TikTok e altre piattaforme, il social fondato nel 2004 ad Harvard continua a essere il luogo dove conserviamo anni di ricordi digitali, dove manteniamo connessioni con persone del passato e del presente. Ed è proprio questa longevità a rendere la questione ancora più pressante: con liste di contatti lunghe decenni, chi tra tutti questi nomi viene a curiosare nel nostro angolo di internet?

Facebook Ads
Facebook Ads, fonte: DW

La politica sulla privacy di Facebook è chiara e, va detto, ragionevole: nessun utente può monitorare chi visualizza il suo profilo. Non esistono pulsanti nascosti, funzionalità segrete o scorciatoie dimenticate negli angoli del codice. Questa scelta protegge la libertà di navigazione degli utenti, evitando dinamiche di controllo e paranoia reciproca che trasformerebbero il social in un panopticon digitale. Ma se la funzione ufficiale non esiste, alcuni metodi indiretti possono fornire indizi significativi su chi mostra particolare interesse per il nostro profilo.

Il primo trucco sfrutta una funzionalità che molti ignorano: l’analisi delle visualizzazioni delle storie di Facebook. Esattamente come su Instagram, anche il social blu permette di vedere chi ha aperto i contenuti effimeri che pubblichiamo. Da smartphone, basta aprire l’app ufficiale disponibile sia su Android che su iOS, fare tap sulla sezione La tua storia nella homepage e poi selezionare Visualizzazioni in basso a sinistra. Si aprirà una schermata con l’elenco completo di tutti gli utenti che hanno visto quel contenuto. Da computer la procedura è altrettanto semplice: dopo aver effettuato l’accesso al sito web di Facebook, si clicca su La tua storia nel box dedicato e poi sul pulsante Visualizzazioni in basso. La lista apparirà immediatamente. Il vero valore di questo metodo emerge con la costanza: controllando chi visualizza le tue storie ogni giorno per qualche settimana, emergerà un pattern chiaro. Alcuni nomi compariranno con frequenza sospetta, altri solo occasionalmente. Quelli ricorrenti sono con tutta probabilità le persone che visitano il tuo profilo con maggiore assiduità.

Riportare fake news su Facebook
Riportare fake news su Facebook, fonte: DW

Il secondo metodo richiede un occhio attento alle notifiche. Le interazioni ai post pubblicati tempo addietro sono spie preziose di un comportamento che va oltre il semplice scorrimento della bacheca principale. Se qualcuno mette like o commenta un post che hai condiviso settimane, mesi o addirittura anni fa, significa che è entrato nel tuo profilo e ha navigato attivamente tra i tuoi contenuti passati. Nessuno arriva a un post di tre anni fa per caso. Per monitorare queste interazioni basta controllare regolarmente la sezione notifiche, quella con l’icona a forma di campanella che su smartphone si trova in basso a destra su iOS e in alto a destra su Android. Su computer la campanellina è posizionata in alto a destra, accanto all’immagine del profilo. Ogni volta che ricevi un’interazione inaspettata su contenuti datati, hai un indizio concreto: quella persona ha dedicato tempo a esplorare il tuo profilo con attenzione, forse anche con una certa ossessione.

Il terzo trucco riguarda le foto del profilo e di copertina. Questi elementi visivi sono il biglietto da visita di ogni account Facebook e spesso vengono consultati da chi vuole vedere come sei cambiato nel tempo o semplicemente ammirare le tue immagini. Come per i post normali, anche qui like e commenti su foto che hai impostato mesi o anni prima rivelano un interesse specifico. Per controllare le interazioni su queste immagini, da smartphone basta toccare l’icona del proprio account in basso a destra, premere sul nome in alto e poi sulla foto profilo o di copertina. Da computer il percorso è simile: clic sull’immagine in alto a destra, poi sul nome e infine sulla foto da analizzare.

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C’è poi un aspetto da cui stare assolutamente alla larga: le applicazioni di terze parti che promettono di rivelare chi visita il tuo profilo. Queste app, disponibili sia online che sugli store di iOS e Android, sono nella migliore delle ipotesi inutili e nella peggiore pericolose. Facebook non condivide questi dati con nessuno, e il suo regolamento sulla privacy è molto chiaro in proposito. Le app che dichiarano di poter aggirare queste limitazioni mentono. Il loro vero obiettivo è raccogliere i tuoi dati personali: email, password, informazioni di pagamento se richiedono un abbonamento. Questi dati finiscono poi rivenduti nel dark web o utilizzati per attività fraudolente. In alcuni casi, queste applicazioni installano malware o spyware sul dispositivo, compromettendo la sicurezza non solo del tuo account Facebook ma dell’intero smartphone o computer. Se in passato hai installato una di queste app, è fondamentale rimuoverla immediatamente.

Per farlo, entra nelle Impostazioni di Facebook cliccando sulla freccia rivolta verso il basso in alto a destra, poi seleziona la voce App e siti web. Apparirà l’elenco di tutte le applicazioni collegate al tuo account. Identifica quelle sospette e clicca su Rimuovi. Questa operazione interrompe l’accesso dell’app ai tuoi dati, anche se non può recuperare ciò che è già stato sottratto. Vale la pena sottolineare che la stessa logica si applica anche agli altri social network. Instagram, pur appartenendo alla stessa Meta di Facebook, non permette di sapere chi visita il profilo. Twitter, ora chiamato X, non offre questa funzionalità. LinkedIn è l’unica piattaforma che fornisce informazioni parziali su chi visualizza il profilo, ma solo agli utenti con abbonamento Premium e comunque in forma limitata e anonimizzata per alcune categorie di visitatori.

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Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.