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Ci sono momenti in una serie che, sul momento, sembrano semplici espedienti narrativi. Piccoli dettagli che accetti senza farci troppo caso, convinto che servano solo a creare atmosfera o a riempire qualche minuto di schermo. E poi, anni dopo, capisci che stavano costruendo qualcosa di molto più grande. La scena di Holly Wheeler nella stanza di Will Byers durante la prima stagione di Stranger Things è esattamente questo tipo di momento: un seme piantato nel 2016 che ha impiegato quattro stagioni per germogliare.

Con l’arrivo della quinta e conclusiva stagione della serie dei fratelli Duffer, Holly è passata dall’essere una presenza marginale, la sorellina piccola di Nancy e Mike, a diventare quello che i creatori stessi hanno definito il fulcro di questo ultimo capitolo. Un salto narrativo che ha sorpreso molti fan, ma che in realtà era stato anticipato in modo sottile fin dall’inizio. Per rendere giustizia a questo nuovo ruolo centrale, la produzione ha anche proceduto a un recast del personaggio, affidando la parte a Nell Fisher, capace di reggere il peso drammatico che una Holly più grande richiede.

Sadie Sink Stranger Things
Sadie Sink in una scena di Stranger Things, fonte: Netflix

Torniamo indietro di quattro anni narrativi, alla prima stagione. Holly ha circa tre anni. Karen Wheeler, sua madre, la porta con sé a casa di Joyce Byers dopo la scomparsa di Will. Mentre le due donne parlano, la bambina nota qualcosa: luci che lampeggiano, un richiamo silenzioso ma insistente. Segue quella traccia luminosa fino alla stanza di Will, dove il Demogorgon sembra tentare di aprirsi un varco attraverso il muro proprio mentre Joyce la trova. All’epoca, quella scena serviva a stabilire un elemento fondamentale della mitologia dello show: le luci possono essere manipolate da presenze del Sottosopra, e Joyce stessa le userà per comunicare con suo figlio attraverso l’alfabeto natalizio.

Ma c’era dell’altro in quella sequenza. Le luci non lampeggiavano a caso: erano un indicatore di movimento, un modo per tracciare ciò che si muoveva dall’altra parte, nel mondo oscuro e parallelo. I Demogorgoni, in particolare, lasciano queste tracce quando si avvicinano al confine tra le dimensioni. Holly, inconsapevole e vulnerabile, era stata attirata verso un punto di contatto pericoloso. Poi la trovano, la portano via, e per tre stagioni rimane ai margini della storia.

Undici e Hopper in Stranger Things
Undici e Hopper in Stranger Things, fonte: Netflix
Attenzione!

Fermati qui se non vuoi spoiler!

Nella quinta stagione, il cerchio si chiude in modo drammatico. Holly non è più una bambina piccola da tenere lontana dal pericolo. Questa volta, il pericolo la trova. Nella sua stanza, le luci e i giocattoli cominciano a lampeggiare proprio come facevano quelle di Will anni prima. È un segnale inequivocabile: qualcosa nel Sottosopra sta puntando proprio lei. Poco dopo, un Demogorgone sfonda il soffitto della sua camera da letto, e Holly viene trascinata nell’incubo. Non più spettatrice casuale, ma vittima designata.

A metà del Volume 1, scopriamo che Holly è intrappolata insieme a Max nella dimensione mentale di Vecna. Ed è qui che sorgono le domande più interessanti: perché proprio lei? Vecna ha sempre scelto vittime specifiche, ragazzi deboli nel corpo e nella mente, afflitti da traumi e sensi di colpa. Holly non sembra rientrare in questo schema. È giovane, innocente, priva del bagaglio psicologico che caratterizza gli altri bersagli del villain. Allora cosa la rende speciale?

Stranger Things
I protagonisti di Stranger Things – © Netflix

I fratelli Duffer hanno chiarito che il ruolo espanso di Holly non era pianificato fin dalla prima stagione. L’idea è nata dal desiderio di rispecchiare la scomparsa di Will attraverso altri bambini di Hawkins, alzando la posta in gioco coinvolgendo un membro della famiglia Wheeler, cuore pulsante della narrazione sin dall’inizio. Eppure, volontariamente o meno, quella scena del 2016 ha gettato le basi narrative perfette. Holly è sempre stata sensibile alle manifestazioni del Sottosopra, fin da quando aveva tre anni. Forse c’è qualcosa in lei che Vecna ha notato già allora, una qualità che la rende utile ai suoi piani.

Certo, all’epoca Vecna non stava orchestrando quella specifica situazione. Il Mind Flayer e i Demogorgoni agivano secondo logiche diverse, meno personali. Ma Stranger Things ha dimostrato più volte di saper riempire i vuoti temporali con nuove rivelazioni, come accaduto con la scena di apertura della quinta stagione che getta nuova luce su eventi passati. Non è impossibile che scopriremo che Holly era già sul radar del villain fin dai primi giorni, magari per una ragione che solo ora, al culmine della storia, può essere svelata.

mike will
Mike e Will in Stranger Things – Netflix

La sua centralità nella quinta stagione non è solo un espediente drammatico: è il completamento di un arco narrativo silenzioso che attraversa l’intera serie. Da bambina attratta inconsapevolmente dalle luci a prigioniera consapevole del Sottosopra, Holly Wheeler incarna la progressione della minaccia che Hawkins e i suoi abitanti hanno affrontato. Se Will era il bambino scomparso che ha iniziato tutto, Holly potrebbe essere il bambino che conclude la storia, il tassello finale del puzzle di Vecna.

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Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.