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La serie Netflix riaccende i riflettori su Adelina Tattilo, pioniera dell’editoria erotica e simbolo di emancipazione femminile, tra realtà storica e licenze narrative.

Nel panorama della cultura italiana degli anni Sessanta e Settanta, un nome torna oggi a risplendere grazie alla serie Netflix “Mrs Playmen”: Adelina Tattilo, pioniera dell’editoria erotica e figura chiave nella rivoluzione dei costumi sessuali in Italia. Fondatrice di Playmen, prima rivista erotica nazionale, Adelina è stata un’imprenditrice coraggiosa e lungimirante che ha sfidato i tabù del suo tempo, diventando un simbolo di emancipazione e modernità. Interpretata dalla talentuosa Carolina Crescentini, che porta in scena con intensità l’anima complessa di questa donna, la serie offre un ritratto affascinante ma parzialmente romanzato di una vita intensa e rivoluzionaria.

Adelina Tattilo: l’icona dell’erotismo e della liberazione sessuale

Nata a Manfredonia nel 1928 da una famiglia cattolica e cresciuta a Roma, Adelina Tattilo si impose nella società italiana come editrice di successo e innovatrice culturale. Nel 1967 lanciò Playmen, rivista che, a differenza della più nota Playboy di Hugh Hefner – bandita in Italia – si distinse per un approccio più raffinato e culturale all’erotismo. La pubblicazione mescolava fotografie di nudo, rigorosamente non pornografiche, a contributi di intellettuali del calibro di Alberto Moravia, Pier Paolo Pasolini e Maurizio Costanzo, contribuendo a “disinibire la vita intima di milioni di italiani”, come ricordato nelle testimonianze e nella biografia firmata da Dario Biagi.

Playmen si impose come una voce di rottura contro il bigottismo e il perbenismo, proponendo un’immagine di donna autentica e libera, lontana dalle artificiose “conigliette” americane. La rivista raggiunse picchi di vendita straordinari, superando le 450.000 copie settimanali, nonostante le continue battaglie legali e la censura. Adelina, che prese in mano l’azienda dopo il divorzio dal marito Saro Balsamo, dimostrò una capacità imprenditoriale fuori dal comune, rifondando Playmen e rilanciandola con successo.

mrs playmen carolina crescentini
Fonte: YouTube – Netflix: Mrs Playmen – Screenworld.it

La rivalità con Playboy non fu solo commerciale ma anche culturale: mentre Hefner puntava su un modello di donna più stereotipato e americano, Tattilo valorizzava la personalità e la sensualità autentica delle donne italiane. Il settimanale Time la definì “una Hugh Hefner in gonnella”, riconoscendone il ruolo pionieristico. Playmen, inoltre, pubblicò scatti esclusivi, come le fotografie di Jacqueline Kennedy completamente nuda sull’isola di Skorpios, uno scoop che destò scalpore e rilanciò la rivista.

Al di là della scena editoriale, Adelina fu parte di un élite mondana e culturale: il suo attico romano a Vigna Clara divenne un salotto frequentato da attori come Dustin Hoffman, Robert De Niro e Monica Vitti, nonché da politici di primo piano, tra cui Bettino Craxi, con il quale mantenne una profonda amicizia. I rapporti con queste personalità contribuirono a consolidare la sua influenza sia nel mondo culturale sia politico, facendola divenire un punto di riferimento per la trasformazione della società italiana.

La serie Netflix, uscita nel 2025, si concentra sugli anni cruciali della vita di Adelina, in particolare sul periodo in cui si emancipa da un matrimonio difficile e prende il controllo di Playmen. Carolina Crescentini, attrice romana nota per una carriera versatile e riconosciuta con importanti premi, interpreta Tattilo con una sensibilità che mette in luce il contrasto tra la forza imprenditoriale e le fragilità personali della protagonista.

Tuttavia, la sceneggiatura introduce personaggi e situazioni di fantasia, come Elsa, una ragazza salvata da un matrimonio riparatore, e un direttore segretamente omosessuale, che non hanno riscontri storici ma servono a rappresentare il clima sociale e culturale dell’epoca. Inoltre, è inventato l’incontro in bagno tra Adelina e Jacqueline Kennedy, scena simbolica ma priva di fondamento documentale.

La serie evita di approfondire aspetti rilevanti come l’ascesa mondana di Tattilo o la sua attività editoriale successiva, inclusa la pubblicazione di riviste femminili come Libera, rivolta alle donne emancipate, e la rivista Adam, dedicata al pubblico gay, che testimoniano la sua visione progressista e anticonformista.

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