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C’è qualcosa di profondamente umano, quasi disarmante, nel vedere il presidente degli Stati Uniti cedere al sonno durante un evento ufficiale. È successo di nuovo a Donald Trump, questa volta nello scenario solenne dello Studio Ovale, sotto gli occhi delle telecamere e di una piccola testimone che non ha saputo trattenere la propria osservazione. La scena si è consumata durante la cerimonia dedicata alla firma della nuova legge sull’alimentazione scolastica, un provvedimento che reintroduce il latte intero e parzialmente scremato nelle mense pubbliche. Mentre il segretario all’Agricoltura Brooke Rollins illustrava con dovizia di particolari i contenuti del provvedimento, affiancata dal segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr. e dall’ex ministro Ben Carson, Trump è apparso visibilmente affaticato.

Gli occhi del presidente si sono chiusi a più riprese, la testa leggermente reclinata in avanti, in quella posizione inequivocabile di chi sta scivolando nel sonno. Non un semplice battito di ciglia prolungato, ma un vero e proprio cedimento alla stanchezza, catturato senza pietà dalle telecamere presenti nella stanza più simbolica della politica mondiale. A rendere il momento ancora più surreale è stata la reazione di una bambina seduta nelle vicinanze del presidente. Con quella spontaneità disarmante che solo i più piccoli possiedono, la piccola si è avvicinata alla madre sussurrandole all’orecchio che Trump sembrava essersi addormentato. Un’osservazione innocente che però non è sfuggita ai presenti e che ha rapidamente fatto il giro del web, trasformando un momento istituzionale in un episodio virale.

Non si tratta di un caso isolato. Da dicembre è la terza volta che il presidente viene sorpreso in stato di evidente sonnolenza durante eventi pubblici. Un pattern che inizia a sollevare interrogativi, alimentando speculazioni sul ritmo massacrante della presidenza o sulla resistenza fisica di un leader settantanovenne chiamato a gestire responsabilità globali. Le immagini diffuse sui social network hanno scatenato reazioni contrastanti. C’è chi ha mostrato comprensione per le fatiche di un ruolo che non concede tregua, chi invece ha colto l’occasione per ironizzare sulla tenuta fisica del presidente, e chi si è interrogato sulla simbolica fragilità di un momento che trasforma il capo della prima potenza mondiale in un comune mortale sopraffatto dalla stanchezza.

L’episodio richiama alla mente altre occasioni simili che hanno visto protagonisti leader di tutto il mondo durante lunghi vertici o cerimonie protocollari. La differenza, in questo caso, sta nella frequenza con cui questi momenti stanno caratterizzando l’attuale mandato di Trump e nella potenza comunicativa delle immagini che documentano ogni singolo cedimento. La Casa Bianca non ha rilasciato commenti ufficiali sull’episodio, mantenendo il consueto riserbo su questioni che potrebbero toccare la sfera personale del presidente. Ma in un’era dove ogni gesto viene scrutinato, analizzato e amplificato dai social media, anche un semplice pisolino può trasformarsi in un caso mediatico capace di catalizzare l’attenzione pubblica e alimentare narrazioni parallele sulla leadership americana.

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Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.