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Oggi, domenica 7 dicembre 2025, il presidente Donald Trump consegnerà le medaglie ai destinatari dei Kennedy Center Honors in una serata che si preannuncia quantomeno peculiare. E come da tradizione quando si tratta dell’ex tycoon newyorkese, le dichiarazioni rilasciate alla stampa hanno già fatto il giro del mondo, alimentando polemiche e incredulità in egual misura.

Trump ha infatti affermato di essere convinto che la trasmissione, che andrà in onda su CBS il 23 dicembre 2025, registrerà ascolti straordinari, di gran lunga superiori a quelli del suo acerrimo nemico mediatico Jimmy Kimmel. Ma non si è fermato qui. Il presidente ha anche sostenuto di aver fatto un lavoro molto migliore rispetto al conduttore di late-night che nel 2012 presentò un tributo a David Letterman durante la stessa cerimonia. E poi è arrivata la dichiarazione che ha lasciato tutti a bocca aperta: se non fosse più talentuoso di Jimmy Kimmel, allora non meriterebbe nemmeno di essere presidente degli Stati Uniti. “Jimmy Kimmel è stato orribile, e anche alcune di queste persone. Se non riesco a battere Jimmy Kimmel in termini di talento, allora non credo di dover essere presidente“, ha dichiarato Trump ai giornalisti con la consueta sicurezza. Parole che mescolano autopromozione, sfida personale e una dose generosa di quella che ormai conosciamo come la retorica trumpiana: provocatoria, divisiva, impossibile da ignorare.

Il presidente ha poi sottolineato con orgoglio di essere il primo inquilino della Casa Bianca a condurre l’evento dei Kennedy Center nella sua lunga storia. Nonostante le critiche che sicuramente arriveranno, Trump si dice sereno e certo del successo della serata. Sa già come andrà a finire, o almeno così sostiene: “Sono sicuro che mi faranno ottime recensioni, giusto? Sapete, diranno che è stato orribile. Che è stato terribile. Che è stata una situazione orribile. No, andremo bene“. La fiducia del presidente non conosce limiti quando si parla di ascolti televisivi. Ha riconosciuto che CBS ha ottenuto buoni risultati in passato con la trasmissione dei Kennedy Center Honors, ma ha promesso che questa volta sarà diverso. Tutto il resto impallidirà di fronte a ciò che il pubblico sta per vedere: “Hanno ottenuto ascolti piuttosto buoni in passato, ma non c’è niente di paragonabile a quello che succederà domani sera. Sarà lo show con gli ascolti più alti che abbiano mai fatto“.

Ma da dove nasce questa rivalità così accesa con Jimmy Kimmel? La faida tra i due risale al 2016, quando Trump venne eletto presidente per la prima volta. Da allora, il conduttore di Jimmy Kimmel Live ha aumentato progressivamente il tono delle sue critiche, diventando una delle voci più sarcastiche e pungenti contro l’amministrazione Trump. Le cose sono precipitate ulteriormente all’inizio del 2025, quando ABC ha sospeso per una settimana la trasmissione di Kimmel dopo un suo commento riguardante Charlie Kirk e un presunto assassinio. Nonostante i ripetuti tentativi di Trump di tenerlo fuori dall’aria, Kimmel è tornato più forte di prima. Durante la sua sospensione, molte celebrità e persino politici che non lo apprezzano particolarmente si sono schierati in sua difesa. Alcuni politici repubblicani hanno definito l’azione di ABC un attacco alla libertà di espressione, sostenendo che, pur non apprezzando Kimmel, riconoscevano il suo diritto a esprimere liberamente le proprie opinioni. Diversi attori Disney hanno addirittura incoraggiato i loro fan a disiscriversi da Disney+ in segno di protesta contro il loro ex datore di lavoro.

Questa dinamica ha trasformato lo scontro Trump-Kimmel in qualcosa di più grande di una semplice rivalità tra un politico e un comico. È diventata un simbolo delle tensioni culturali americane, dove satira, politica e intrattenimento si mescolano in un cocktail esplosivo che tiene incollati milioni di spettatori. E ora, con Trump che sale sul palco dei Kennedy Center Honors, la sfida si sposta su un terreno ancora più prestigioso e istituzionale. Resta da vedere se le previsioni trionfalistiche del presidente si avvereranno. I Kennedy Center Honors sono tradizionalmente una celebrazione sobria ed elegante delle eccellenze artistiche americane, lontana dai clamori della politica quotidiana. L’ingresso di Trump come conduttore rappresenta una rottura senza precedenti con questa tradizione. Sarà un trionfo di ascolti come promette il presidente, o l’ennesimo capitolo di una saga mediatica che sembra non avere fine? Una cosa è certa: il 23 dicembre, molti accenderanno la televisione per scoprirlo.

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Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.