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Sabato 30 maggio 2026, lo stadio Teghil di Lignano Sabbiadoro ha vibrato sotto il peso di tre anni di attesa. La data zero del tour Stadi26 di Tiziano Ferro ha segnato il ritorno dell’artista di Latina sui palchi italiani, un evento che celebra un traguardo importante: venticinque anni di carriera iniziata nel 2001 con Rosso relativo e quel Xdono che lo proiettò nell’olimpo del pop internazionale.

Davanti a un pubblico arrivato da ogni angolo d’Italia e persino dal Messico, Ferro si è presentato in quello che molti hanno definito uno stato di grazia. Trentadue brani in scaletta, estratti dai suoi album storici come 111, Nessuno è solo e L’amore è una cosa semplice, alternati al nuovo singolo Cuore rotto. Un live generoso ed energico, con l’artista visibilmente emozionato che non si è risparmiato, muovendosi dinamicamente sulle tracce più ritmate accompagnato dal suo corpo di ballo.

Ma c’è un altro modo in cui quella serata è stata raccontata. Un modo che non ha nulla a che fare con le trentadue canzoni eseguite, con l’impeccabilità vocale riconosciuta da chi era presente, con le migliaia di persone che hanno vissuto quella che hanno definito una festa. Questo secondo racconto nasce dai social network e si basa su pochi secondi di video. Alcuni video della serata sono diventati virali sui social, specialmente su TikTok. Non mostravano la scaletta completa, non raccontavano l’energia del palco, non documentavano la reazione del pubblico durante due ore e mezza di spettacolo. Mostravano alcuni secondi sufficienti però a scatenare un linciaggio mediatico.

@centoundici_tzn

Ormai lo abbiamo perso 😢

♬ audio originale – centoundici_tzn

Sotto a quei video, i commenti si sono accumulati con una violenza tale che si parla di insulti gratuiti e body shaming. Non sono critiche costruttive sulla performance. Commenti sull’aspetto fisico di Ferro, sulla sua forma, sul suo corpo. Come se quegli elementi fossero improvvisamente diventati più importanti della sua musica, della sua voce, dei venticinque anni di carriera che il tour celebra.

Tiziano Ferro non è più il ragazzo del 2001, e sarebbe inquietante il contrario. In questi venticinque anni è cresciuto, è cambiato, ha affrontato battaglie personali che molti, al suo posto, avrebbero nascosto. Il suo corpo è cambiato, la sua voce può attraversare momenti diversi da quelli di vent’anni fa. Succede a tutti noi. La differenza è che noi possiamo vivere le nostre trasformazioni lontano dagli occhi degli altri. Lui no.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.