Quando scorri TikTok e ti imbatti in quella scena cult di Asterix e Obelix o in una battuta iconica di Brice de Nice, probabilmente non ti sei mai chiesto chi paghi i diritti per quell’utilizzo. La risposta, secondo la SACD francese, è semplice: nessuno. E proprio questa risposta ha portato la Société des Auteurs et Compositeurs Dramatiques a depositare un’ingiunzione d’urgenza contro TikTok presso il tribunale di Parigi.

La vicenda rappresenta uno degli scontri più significativi tra le piattaforme social e gli organismi di gestione dei diritti d’autore in Europa. La SACD, che rappresenta circa 58.000 sceneggiatori, drammaturghi e compositori per cinema, televisione e teatro, ha dichiarato giovedì scorso che questa azione legale arriva dopo quattro anni di negoziati infruttuosi con il colosso cinese del video breve. TikTok starebbe utilizzando opere protette da copyright appartenenti al repertorio SACD senza alcuna autorizzazione, senza offrire compensi accettabili agli autori di queste opere e senza rimuovere i contenuti nonostante le richieste esplicite dell’organismo francese. Frammenti di franchise cinematografiche e televisive popolari come Brice de Nice, Asterix e Obelix e Kaamelott si trovano disseminati sulla piattaforma, utilizzati come audio di sottofondo, citazioni o riferimenti nei video degli utenti. Tutti questi titoli rientrano tra i milioni di opere registrate presso la SACD.

La dichiarazione della SACD punta il dito anche su un altro aspetto cruciale: la mancanza di trasparenza da parte di TikTok riguardo ai suoi dati finanziari. Secondo l’organismo francese, in qualità di servizio di condivisione di contenuti online, TikTok è soggetto alle disposizioni del Codice francese della proprietà intellettuale. In assenza di un contratto con la SACD per le opere registrate presso l’ente, la piattaforma si troverebbe in una posizione di violazione del copyright.

La SACD non chiede solo un risarcimento simbolico. L’obiettivo è ottenere un compenso per il danno subito dagli autori delle opere utilizzate o mostrate sulla piattaforma, oltre alla divulgazione dei ricavi di TikTok. Come sottolineato nella dichiarazione ufficiale, i diritti d’autore devono essere determinati sulla base di dati finanziari appropriati e affidabili, non di stime o cifre opache.L’udienza è fissata per marzo 2026, dando a entrambe le parti diversi mesi per preparare le proprie argomentazioni. Nel frattempo, resta da vedere se TikTok rimuoverà spontaneamente i contenuti contestati dalla piattaforma prima della data stabilita. Deadline ha contattato TikTok per ottenere una risposta all’azione legale e un aggiornamento sulla possibile rimozione del materiale contestato, ma al momento della pubblicazione non è ancora arrivata alcuna replica ufficiale.

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Nato il 19 Dicembre 1992, ha capito subito che il cinema era la sua strada. Dopo essersi laureato in filosofia all'università di Palermo e aver seguito esami, laboratori e corsi sulla critica, la storia del cinema e la scrittura creativa, si è focalizzato sulle sue più grandi passioni: scrivere e la settima arte. Ha scritto per L'occhio del cineasta ed è stato redattore per Cinesblog fino alla sua chiusura. Ora si occupa di news e articoli per ScreenWorld.it, per CinemaSerieTv.it e CultWeb.it