Per una studentessa universitaria di Foligno, Il diavolo veste Prada 2 è stato un sogno che si è avverato. Si chiama Sofia Felicetti, ha 22 anni, ed è stata la controfigura di Anne Hathaway nelle sequenze girate a Milano. La ragazza, iscritta alla magistrale in International Management alla Bocconi, ha trascorso cinque giorni su uno dei set più attesi e paparazzati degli ultimi anni, guadagnandosi i complimenti sinceri dell’assistente americana della star che, notando l’incredibile somiglianza con l’interprete di Andy Sachs, ha esclamato: “Impressionante!“.
Sofia ha raccontato la sua esperienza in un’intervista al Corriere dell’Umbria, svelando qualche retroscena gustoso della sua incursione nel mondo della Settima Arte. Come ogni fiaba che si rispetti, comincia tutto con la campagna social in cui si annunciava che parte delle riprese del film si sarebbe svolte in Italia, in particolare nella capitale del prêt-à-porter, con l’invito al pubblico a presentarsi ai casting. Sofia ci ha provato e, dopo pochi giorni, è arrivata una risposta inattesa: non poteva essere tra le comparse perché era il clone della protagonista.
Tutto finito? Neanche per idea, a quel punto le è stato proposto qualcosa di meglio: fare da controfigura ad Hathaway in alcune scene, oltre a comparire in riprese d’insieme. Felicetti ha accettato e si è ritrovata a vivere un’avventura incredibile, anche se con qualche piccolo intoppo: “L’unica cosa veramente strana era che mi dicevano di dare disponibilità per un determinato giorno e presentarmi in un posto dove mi avrebbero vestita e truccata senza sapere cosa avrei dovuto fare e quali scene girare. Soprattutto senza orari: molto spesso sono tornata a casa alle due di notte“.
Tra i momenti che Sofia ricorda con più stupore nell’intervista al Corriere dell’Umbria, c’è un episodio avvenuto all’interno della Pinacoteca di Brera, dov’è stato girato uno dei momenti chiave del film: “Stavamo girando all’interno della pinacoteca di Brera quando all’improvviso è apparsa Lady Gaga che si è messa a cantare a cinque metri di distanza. Ho pensato: se lo racconto non ci crede nessuno“.
Alla fine, essere, anche se per poco, coinvolta nella produzione del sequel, ha lasciato un segno importante nella vita della studentessa. Al termine delle riprese, Sofia ha pensato di iscriversi a un corso di recitazione, anche se per ora la priorità rimane il completamento della magistrale. Quanto al futuro professionale, tutto è in divenire: era partita con l’idea di lavorare nel settore della moda (mai film più azzeccato), ma oggi il sogno potrebbe andare addirittura oltre: frequentare con assiduità i set cinematografici.
