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La vicenda affonda le radici nel 2023, quando Shiva, al secolo Andrea Arrigoni, viene coinvolto in un grave episodio. Dopo essere stato aggredito sotto casa, reagisce sparando contro due ragazzi, ferendoli. L’episodio porta al suo arresto con accuse pesanti, tra cui tentato omicidio e porto abusivo di arma. In seguito, dopo il patteggiamento, ottiene una riduzione della pena e la libertà con obbligo di firma. Durante l’intervista a Belve, condotta da Francesca Fagnani, Shiva ripercorre quei momenti e affronta anche il tema del rapporto con Fedez. Quando gli viene chiesto della pistola mai ritrovata, dichiara di non sapere che fine abbia fatto. Ma è sul piano personale e professionale che emergono le tensioni più forti.

Il nodo centrale riguarda le dichiarazioni fatte da Fedez nel podcast Muschio Selvaggio. In quelle occasioni, il rapper milanese non si era concentrato solo sull’arresto di Shiva, ma aveva criticato duramente la reazione di parte della scena rap italiana. In particolare, aveva messo in discussione il movimento #FreeShiva, sottolineando il rischio di trasformare un episodio violento in una narrazione distorta, quasi eroica. Fedez aveva evidenziato come alcuni artisti avessero espresso solidarietà senza considerare la gravità dei fatti, parlando del pericolo di trasmettere messaggi sbagliati ai più giovani. Secondo lui, normalizzare la violenza o presentare Shiva come una vittima poteva creare una percezione alterata della realtà.

Dal punto di vista di Shiva, però, quelle parole hanno avuto conseguenze negative. Il trapper sostiene che Fedez sia stato uno dei pochi a non difenderlo pubblicamente e che abbia scelto di esporsi proprio nel momento peggiore della sua vita. Inoltre, fa riferimento al fatto che alcune rime considerate misogine siano state lette nel podcast, sottolineando come ciò possa aver influito negativamente sulla sua posizione durante l’interrogatorio, condotto da un giudice donna.

Nonostante le osservazioni critiche della conduttrice, che ricorda come la responsabilità dei testi sia dell’autore, Shiva mantiene la sua posizione: si è sentito danneggiato e non supportato. Una percezione personale che alimenta un conflitto mai risolto tra i due artisti. L’intervista offre anche uno sguardo più ampio sulla vita di Shiva. Racconta un’infanzia interamente dedicata alla musica e segnata dall’assenza della figura paterna. Parla della nascita del figlio, avvenuta mentre era in carcere, e dell’impossibilità di ottenere un permesso per essere presente. Un momento emotivamente molto forte, segnato dal suono dei fuochi d’artificio che annunciavano la nascita e dalle lacrime vissute a distanza.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.