Il diavolo veste Prada 2 è tra i film più attesi del momento, è inutile negarlo, eppure in Asia è già scoppiato un caso: nel mirino c’è il personaggio di Jin Chao, interpretato da Helen J. Shen, accusato di essere uno stereotipo offensivo delle persone di origine asiatica.
È bastato che lo scorso 16 aprile, l’account ufficiale di 20th Century Studios pubblicasse su X una breve clip promozionale dal film per presentare la nuova assistente di Andy Sachs (Anne Hathaway) che subito sono arrivate centinaia di critiche. Nel video di 38 secondi, Jin Chao presenta con un pizzico di impaccio e di comprensibile timore reverenziale le sue credenziali accademiche, snocciolando voti altissimi e capacità artistiche e accademiche fuori dalla norma. Il video è diventato in breve tempo virale con oltre 25 milioni di visualizzazioni, scatenando un dibattito fiume tra gli utenti di Cina, Giappone, Corea del Sud, Hong Kong e altri paesi dell’Est.
The former assistant’s new assistant.
Watch a new clip from The Devil Wears Prada 2 and experience the film only in theaters May 1. Get tickets now: https://t.co/BJd5wLTnLS pic.twitter.com/f2w0NWr8q5
— 20th Century Studios (@20thcentury) April 16, 2026
A non andare giù sono stati diversi elementi del personaggio; per esempio Jin Chao è piuttosto sobria e fuori contesto rispetto all’ambiente dell’alta moda in cui si muove, questo in qualche modo perpetrerebbe lo stereotipo della ragazza orientale goffa, socialmente impacciata, studiosa e nerd. Qualcuno è andato oltre, sottolineando come il nome di Jin Chao somigli in maniera pericolosa all’appellativo razzista Ching Chong, termine dispregiativo utilizzato per deridere le persone di origine asiatica.
Un utente giapponese, in un tweet visualizzato 16 milioni di volte, ha scritto: “La promozione fino a qui era stata davvero fantastica, ma a un passo dall’uscita, ecco che ci sbattono in faccia all’improvviso un razzismo anti-asiatico che ribalta tutto“.
プラダを着た悪魔、ここまでのプロモーションめっちゃ良かったのに、公開直前に突然ド直球のアジア人差別を見せつけてきて横転 https://t.co/uNUYIzXl7U
— 黄色人種ちゃん (@dekaketu_purin) April 22, 2026
Un altro post di un utente nipponico, ampiamente condiviso, dopo aver elencato tutti problemi del personaggio, ha lanciato l’hashtag #BoycottTheDevilWearsPrada2.
プラダを着た悪魔2、
・アジア系(中国)
・名前はチンチョン
・メガネ
・ガリ勉
・優秀な学校は出ててもダサい
のステレオタイプレイシズムド直球を2026年にかましてきて震える。このシーンを告知に使ったのは「笑える」からか? #プラダを着た悪魔2をボイコットします https://t.co/9wWxYDpXsZ— 齋藤あきこ (@akiko_saito) April 22, 2026
Insomma, una vera e propria valanga di commenti negativi che, con la complicità involontaria del traduttore automatico di X, hanno avuto un’eco internazionale molto ampia. Così tanto ampia da meritare approfondimenti su importanti testate giornalistiche asiatiche e finire in prima pagina dappertutto. Insomma, la classica buccia di banana in un ingranaggio quasi perfetto.
La parola adesso passerà al pubblico: il film è atteso nelle sale cinesi il 30 aprile, esattamente il giorno successivo all’uscita italiana, mentre il 1° maggio uscirà negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Resta da vedere se le polemiche influenzeranno i risultati al botteghino in Asia, un mercato fondamentale per le produzioni hollywoodiane. Il diavolo vestirà anche Prada, ma se ci mette la coda, le conseguenze possono essere spiacevoli.
