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L’ultimo numero di Elle, uscito il 4 agosto 2026, è sparito dalle edicole italiane nel giro di poche ore, lasciando dietro di sé una scia di polemiche, speculazioni e cartelli scritti a mano con la scritta “Elle è finito”. Il motivo di questa corsa folle non ha nulla a che fare con un’intervista esclusiva o un servizio fotografico memorabile, ma con un gadget beauty che ha scatenato gli istinti più primordiali del consumismo digitale.

Il numero in questione includeva infatti il Beauty Light Wand di Charlotte Tilbury, un blush illuminante liquido in formato full size disponibile in tre diverse tonalità. Un prodotto che normalmente supera i 40 euro nei negozi, ma che con Elle costava appena 4,90 euro in aggiunta al prezzo della rivista. Una differenza talmente sostanziale da trasformare migliaia di italiani in cacciatori all’alba, pronti a svuotare le edicole come fossero scaffali del supermercato durante un lockdown.

Selvaggia Lucarelli è intervenuta nelle sue storie Instagram con la consueta lucidità tagliente.

Dichiarazione

“Elle regala un blush illuminante di Charlotte Tilbury, una di quelle robe che stanno bene se hai 17 anni e la pelle del sedere di un neonato. Risultato: assalto alle edicole”. – Selvaggia Lucarelli


Ma la questione non si è fermata alla semplice corsa all’acquisto. Come era ampiamente prevedibile in un’epoca dove tutto può diventare merce di scambio, le copie di Elle hanno iniziato a comparire immediatamente su piattaforme come Vinted, rivendute a prezzi molto più alti rispetto al costo originale. E qui Lucarelli ha affondato il colpo, definendo senza mezzi termini chi alimenta questo meccanismo:

Dichiarazione

“Poi c’è chi le compra e le rivende su Vinted a 30 euro – e se c’è chi compra i campioncini dalle influencer sanguisughe, figuriamoci se non le venderà”. – Selvaggia Lucarelli

Il termine “influencer sanguisughe” non è casuale. La giornalista ha messo il dito nella piaga di un sistema dove chi dovrebbe ricevere gratuitamente i prodotti dalle aziende per testarli e recensirli finisce per acquistare riviste in edicola perché non inserito nelle liste PR dei brand. “Meravigliose le influencer beauty che ammettono candidamente di comprare la rivista con l’omaggio, perché il brand non glielo regala”., ha sottolineato Lucarelli, condividendo il commento di un’influencer che spiegava proprio questa dinamica.

Un’utente ha scritto sotto il post della rivista: “Questa rivista è un miraggio, ci avete tartassato per 20 giorni con la pubblicità e poi non siete stati in grado di gestire la richiesta. Anche con prenotazione non sono arrivate all’edicola e sono introvabili in tutta Torino. Come minimo dovreste rimetterle in vendita per il raggiro che avete dato a tutte noi”. Un messaggio che testimonia la frustrazione di chi si è sentito parte di una campagna marketing ben orchestrata ma poi rimasto a mani vuote.

Selvaggia Lucarelli
Selvaggia Lucarelli, fonte: YouTube

Una follower dalla Scozia ha scritto: “L’ho comprato qui in Scozia e sembro Platinette con quella roba in faccia”., sottolineando come il prodotto, per quanto ambito, non sia necessariamente adatto a tutte le carnagioni e tipologie di pelle. Ma il racconto più emblematico è arrivato da una cartolibreria di Avellino: “Sono tre giorni di telefonate continue e clienti mai visti a richiedere questa rivista. Non siamo un’edicola e non abbiamo mai avuto riviste. Un incubo, soprattutto in questo periodo in cui siamo sommersi dai libri scolastici”.

Gli edicolanti, categoria già in crisi da anni, si sono ritrovati a gestire un’ondata inaspettata di richieste, al punto che molti hanno affisso cartelli per avvisare i clienti dell’esaurimento delle scorte. In alcuni casi sono emersi anche episodi discutibili, come quello segnalato da un utente: “Il nostro edicolante ci ha chiesto 17 euro l’uno. Non mi sembra giusto da parte sua cambiare il prezzo”. Anche chi gestisce le edicole, evidentemente, ha fiutato l’affare. Ma la riflessione finale di Selvaggia Lucarelli va oltre la semplice cronaca di un fenomeno virale.

“Detto ciò non mi stupisce che in migliaia non abbiano trovato la rivista con il blush, ma mi stupisce che in migliaia abbiano ancora trovato un’edicola”. Che Selvaggia Lucarelli, in procinto di tornare in televisione come conduttrice de L’Isola dei Famosi nella prossima stagione, abbia scelto di commentare questa vicenda non sorprende. È esattamente il tipo di contraddizione sociale che da sempre caratterizza il suo sguardo critico: cercare di capire cosa si nasconde dietro un fenomeno apparentemente frivolo, mettendo in luce i meccanismi del consumismo, dell’influenza dei social e della speculazione che oggi possono trasformare persino una semplice rivista in un oggetto del desiderio.

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.