Un grido dalla platea, poche parole in dialetto e l’Ariston che torna a rumoreggiare. Anche quest’anno al Festival di Sanremo si è ripetuta una scena che aveva già fatto discutere: “Si ’na pret(a)!” urlato poco prima dell’esibizione. Stavolta il destinatario è Elettra Lamborghini, in gara con “Voilà”. Un episodio che riapre il dibattito tra folklore, ironia e confine del complimento pubblico. Per capire cosa è successo davvero, però, bisogna fare un passo indietro.
Durante la seconda serata, mentre Elettra Lamborghini si preparava a salire sul palco, dalla platea del Teatro Ariston si è sentito distintamente l’urlo “Sì ’na pret’“. La formula, in dialetto napoletano, significa letteralmente “sei una pietra“. Non è un insulto: nel linguaggio colloquiale viene usata come complimento per sottolineare la bellezza di una donna dal fisico “scultoreo”, paragonato alla solidità e alla perfezione della pietra. È un’espressione popolare che punta a esaltare l’avvenenza fisica in modo colorito e diretto.
L’episodio ha immediatamente riportato alla memoria quanto accaduto nel 2025, quando la stessa frase era stata gridata a Rose Villain, sempre all’Ariston. In quell’occasione il momento era diventato un vero e proprio caso mediatico: molti telespettatori non avevano compreso il significato dell’espressione, altri avevano discusso sull’opportunità di un simile commento in diretta televisiva. La cantante, però, aveva scelto la via dell’ironia. Addirittura aveva realizzato una maglietta con la scritta, cavalcando l’onda mediatica.
Nel 2026 la scena si è ripetuta con Elettra Lamborghini, ma con un contesto diverso: il pubblico ormai conosce il precedente e sa che “Si ’na preta” è diventato quasi un tormentone sanremese. Al momento la cantante non ha rilasciato commenti ufficiali sull’urlo ricevuto, ma è probabile che nei prossimi giorni possa affrontare la questione con la leggerezza che spesso la contraddistingue.



