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Quando pensi a un artista in gara al Festival di Sanremo, probabilmente lo immagini chiuso in albergo a provare per l’ennesima volta, concentrato, teso, magari con gli auricolari nelle orecchie per isolarsi dal mondo. Invece Sayf, concorrente dell’edizione 2026 con il brano “Tu mi piaci tanto”, il cui nome ha provocato più di qualche problema di pronuncia, ha scelto una preparazione decisamente più insolita: mettersi dietro al bancone di un bar e servire cappuccini e cornetti ai passanti. È successo nel pomeriggio del 26 Febbraio, a poche ore dalla serata decisiva del Festival. Il teatro dell’operazione è stato il bar Santissimo, nel cuore pulsante di Sanremo, proprio in piazza San Siro. Un luogo simbolico, a due passi dal Teatro Ariston eppure lontano anni luce dai riflettori del palcoscenico più ambito della musica italiana.

L’iniziativa ha colto di sorpresa i clienti abituali e i turisti che affollavano la piazza, come segnalato da AGI. Nessun preavviso e nessuna comunicazione ufficiale. Solo il giovane e poco conosciuto Sayf che compare dietro la macchina del caffè, grembiule addosso, pronto a trasformarsi in barista improvvisato. Il cantante si è destreggiato con disinvoltura tra tazzine fumanti e vassoi di cornetti, servendo personalmente ai tavoli con la naturalezza di chi quel mestiere lo fa da una vita.

Chi c’era racconta di un’atmosfera genuina, di un artista che ha voluto riappropriarsi della dimensione umana, del contatto diretto con le persone, prima di salire su quel palco dove tutto diventa più grande, più formale, più distante. Tra un caffè e l’altro, Sayf ha chiacchierato con i presenti, si è lasciato fotografare, ha regalato sorrisi e qualche battuta.

Nel frattempo, l’episodio del bar Santissimo è diventato virale sui social, rilanciato da decine di utenti che si sono trovati a bere un caffè servito da uno dei protagonisti del Festival. Un modo originale, lontano dalle strategie di marketing più convenzionali, per rimanere ancorati alla realtà mentre tutto intorno la macchina dello spettacolo gira a mille. Che sia scaramanzia, voglia di normalità o semplicemente un gesto spontaneo, poco importa. Sayf ha dimostrato che anche a Sanremo, tra pressioni e aspettative, si può scegliere di rimanere sé stessi. E magari, chissà, servire un buon caffè è il miglior modo per sciogliere la tensione prima di affrontare il palco dell’Ariston.

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Nato il 19 Dicembre 1992, ha capito subito che il cinema era la sua strada. Dopo essersi laureato in filosofia all'università di Palermo e aver seguito esami, laboratori e corsi sulla critica, la storia del cinema e la scrittura creativa, si è focalizzato sulle sue più grandi passioni: scrivere e la settima arte. Ha scritto per L'occhio del cineasta ed è stato redattore per Cinesblog fino alla sua chiusura. Ora si occupa di news e articoli per ScreenWorld.it, per CinemaSerieTv.it e CultWeb.it