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Apple lo ha chiamato “il cambiamento più profondo nella storia di iPhone dal modello originale”. Il web l’ha trasformato in uno scherzo collettivo prima ancora che arrivasse nei negozi. L’iPhone Duo, il primo smartphone pieghevole di Cupertino presentato il 9 settembre 2026 durante il keynote “Surprise and Shine”, è diventato un fenomeno virale nel giro di pochissime ore, ma non esattamente nel modo che ci si aspetterebbe da un lancio Apple.

Con un prezzo di partenza di 1.999 dollari negli Stati Uniti per il taglio da 256 GB, lo smartphone che si apre come un piccolo passaporto è finito immediatamente nel mirino di utenti su X e Reddit, brand rivali e perfino dell’arte contemporanea. Il risultato è una valanga di meme, sfottò e appropriazioni creative che hanno trasformato il dispositivo in un’icona pop involontaria, amata e derisa allo stesso tempo.

Il formato “a libro” dell’iPhone Duo non è certo una novità nel panorama tech. Da chiuso misura 5,4 pollici, da aperto diventa un display da 7,6 pollici, praticamente un iPad Mini che si piega in due. Samsung ha lanciato il primo Galaxy Fold nel 2019, Google e diversi produttori cinesi lavorano da anni sulla tecnologia pieghevole. Apple arriva con sette anni di ritardo in una categoria già affollata, e questo scarto temporale è diventato il carburante perfetto per l’ironia collettiva.

Durante la presentazione stessa, l’account ufficiale Samsung Mobile US su X ha aperto il fuoco con una raffica di post al vetriolo. Il colpo più citato resta lapidario: “Let us know when you’re done reheating our leftovers”, fateci sapere quando avete finito di riscaldare i nostri avanzi. Un messaggio chiaro, accompagnato dall’hashtag ItsTimeToSwitch, che ha trasformato il lancio Apple in un’occasione per ricordare al mondo che la Samsung costruisce pieghevoli dal 2019.

Altri affondi hanno bollato il Duo come un “sim sequel“, un seguito senza idee originali, prendendo in giro perfino l’uso del telefono aperto come orologio da comodino. L’azienda coreana ha giocato ogni carta disponibile, ricordando in un altro post di essere già passata al Galaxy Z TriFold, che si piega in tre. Una strategia aggressiva ma efficace: usare l’attenzione mediatica intorno al lancio della Mela per riportare la conversazione sui propri prodotti.

Ma la vera sorpresa è arrivata da un fronte inaspettato. Duolingo, l’app per imparare le lingue con la mascotte del gufo verde chiamata proprio Duo, ha sfruttato la coincidenza del nome con una battuta che è diventata istantaneamente virale: “They named a phone after me and made it bend over”, hanno chiamato un telefono come me e lo hanno fatto piegare in due. L’immagine del gufo verde spalmato sullo schermo del pieghevole ha raccolto centinaia di migliaia di like in poche ore.

Quando Samsung ha tentato di tirare Duolingo dalla propria parte nel coro anti-Apple, la risposta del brand è stata ancora più tagliente: “when an ugly stranger calls you twin”, quando uno sconosciuto brutto ti chiama gemello. Un brand che dà dello sconosciuto brutto a un altro brand, in mezzo al lancio del prodotto più atteso dell’anno, è il tipo di siparietto social che vale più di mille comunicati stampa. La lezione di marketing è arrivata gratis, e non l’ha data Cupertino.

Il fenomeno non si è fermato ai giganti tech. Nel giro di ore, aziende che con gli smartphone non hanno alcuna relazione diretta si sono buttate nella mischia. Ryanair, fedele al proprio personaggio autolesionista, ha twittato: “if a phone can bend, then your knees can too“, se un telefono si può piegare, allora possono farlo anche le tue ginocchia. Un riferimento allo spazio ridotto per le gambe sui voli low cost che ha trasformato il pieghevole nell’ennesima scusa per ridere del proprio servizio.

KitKat ha rispolverato un copione già visto: “Every KitKat already folds down the middle“, ogni KitKat si piega già a metà. Il richiamo è al bendgate del 2014, quando gli iPhone 6 Plus si piegavano involontariamente in tasca e la barretta di cioccolato cavalcò l’onda per settimane. A distanza di anni, la strategia torna identica e altrettanto efficace.

Anche il mondo della finanza ha detto la sua. Trade Republic, piattaforma di investimenti, ha pubblicato: “The new iPhone Duo gives you the extended view of your disaster”, il nuovo iPhone Duo ti offre la vista estesa del tuo disastro. Per chi gestisce portafogli in rosso, lo schermo più grande diventa la battuta perfetta sulle perdite che si possono contemplare con maggiore dettaglio.

Poi c’è il capitolo arte contemporanea. Beeple, l’artista digitale che aveva già trasformato i grandi nomi della Silicon Valley in cani-robot alla Neue Nationalgalerie di Berlino, ha pubblicato sul suo account Instagram @beeple_crap un’immagine generata con intelligenza artificiale. Ritrae un uomo che ricorda vagamente John Ternus, CEO di Apple, con i pantaloni incastrati in un iPhone Duo all’altezza dell’inguine. L’immagine provocatoria ha fatto il giro del web, dimostrando che anche l’arte si appropria del fenomeno per commentare il lancio.

Su Reddit e nei forum specializzati, le reazioni si sono spaccate in due. Da una parte chi giudica il design più elegante dei render trapelati per mesi, apprezzando le finiture e l’integrazione software con iPadOS. Dall’altra chi lo bolla come inutile, un prodotto di nicchia destinato a pochi early adopter disposti a spendere l’equivalente di uno stipendio per un telefono che fa le stesse cose di uno tradizionale.

Il prezzo è diventato naturalmente il bersaglio più facile. I 1.999 dollari di partenza hanno riattivato uno dei repertori più vecchi legati ad Apple: la battuta sul rene da vendere per permettersi un nuovo iPhone. I meme con immagini di dialisi, annunci assurdi di vendita di organi e calcoli su quanti mesi di lavoro servono per acquistarlo hanno invaso le timeline.

Un altro filone di ironia ruota intorno alle proporzioni del dispositivo. Quanto è grande davvero un iPhone Duo? Quante mani servono per usarlo? Le immagini comparative con oggetti di uso quotidiano, dai passaporti ai portafogli oversize, si sono moltiplicate. Qualcuno ha fatto notare che da chiuso è più spesso di due iPhone tradizionali impilati, vanificando parte del vantaggio della portabilità.

C’è però un nodo tecnico che ha alimentato dubbi concreti oltre le battute: la fotocamera. L’iPhone Duo monta un sensore principale da 48 megapixel, ma mancano il teleobiettivo periscopico e alcune funzionalità fotografiche presenti sull’iPhone 18 Pro, lanciato in parallelo. Per molti utenti nei forum, spendere quasi duemila dollari per un dispositivo con un comparto fotografico inferiore rispetto al top di gamma tradizionale è un controsenso difficile da accettare.

I meme continueranno per settimane, probabilmente fino al lancio successivo. Alcuni resteranno nella memoria collettiva, come il gufo di Duolingo piegato sullo schermo o la stoccata di Samsung sugli avanzi. Altri cadranno nel dimenticatoio, sostituiti dalla prossima ondata. Ma per ora, l’iPhone Duo è esattamente quello che internet voleva: un bersaglio perfetto, un campo di gioco infinito, un meme potentissimo che piaccia o meno, anche a chi non lo comprerà mai.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.