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Niente colpo di scena all’Arena Santa Giulia. Donald Trump non attraverserà l’Atlantico per assistere alla finale olimpica di hockey su ghiaccio tra Stati Uniti e Canada, in programma domenica 22 febbraio a Milano. A spegnere definitivamente le speranze di chi attendeva il presidente americano sugli spalti è l’agenda ufficiale della Casa Bianca, che per il weekend prevede una serie di impegni istituzionali inderogabili a Washington, tra le 8 e le 12 del mattino. Tramonta così l’ipotesi di una visita lampo del tycoon proprio nel momento più atteso delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, quando la nazionale a stelle e strisce si contenderà la medaglia d’oro contro i rivali storici canadesi. Una finale che gli americani hanno conquistato dopo una semifinale combattuta, ma che dovranno disputare senza il sostegno diretto del loro presidente.

Le voci sulla possibile presenza di Trump all’Arena Santa Giulia si erano rincorse con insistenza negli ultimi giorni, mettendo in preallarme le autorità milanesi. Si ipotizzava un arrivo nella mattinata del 22 febbraio a bordo dell’Air Force One, seguito da un trasferimento all’Ice Hockey Arena accompagnato dall’imponente apparato di sicurezza presidenziale. Il programma prevedeva anche una possibile partecipazione alla cerimonia di chiusura dei Giochi all’Arena di Verona, nella serata della stessa domenica. Ma l’agenda ufficiale racconta una storia diversa. Il programma di sabato e domenica conferma una serie di incontri alla Casa Bianca, con il presidente impegnato a gestire le crescenti tensioni internazionali dallo Studio Ovale. Nessuna tappa italiana compare nel calendario del tycoon per il fine settimana olimpico.

La nazionale americana non resterà comunque priva di sostegno istituzionale. Dopo la presenza del vicepresidente J.D. Vance, che era rimasto in Italia per alcuni giorni dopo la cerimonia di inaugurazione, a guidare la delegazione ufficiale degli Stati Uniti dovrebbe essere Kash Patel, capo dell’FBI. Sarà lui a rappresentare il governo americano nella sfida d’oro contro i rivali canadesi, portando il supporto dell’amministrazione Trump agli atleti in gara. L’assenza del presidente non ferma però la mobilitazione di protesta organizzata a Milano. Nonostante la conferma che Trump non sarà presente in città, i collettivi, le associazioni e i centri sociali milanesi hanno confermato il presidio previsto per domenica 22 febbraio alle 14.30 in piazzale Medaglie d’Oro, a Porta Romana.

Ice e Trump non sono i benvenuti” e “Milano non è il parco giochi dei re, i suoi abitanti e le sue abitanti non sono sudditi sono gli slogan della manifestazione, che andrà avanti come previsto. Una rete di realtà sociali aveva già preparato l’accoglienza al presidente americano a suon di proteste, e la mancata presenza fisica del tycoon non sembra aver modificato i piani. La protesta si configura quindi come una presa di posizione più ampia contro le politiche dell’amministrazione Trump, al di là della sua presenza fisica sul territorio italiano.

La finale di hockey su ghiaccio tra Stati Uniti e Canada rappresenta uno degli appuntamenti più attesi delle Olimpiadi invernali, una sfida che va oltre lo sport e affonda le radici in una rivalità storica tra le due nazioni nordamericane. Gli spalti dell’Arena Santa Giulia vedranno quindi tifosi, appassionati e una delegazione ufficiale americana guidata dal numero uno dell’FBI, ma non il presidente che molti si aspettavano di vedere in tribuna d’onore.

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Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.