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L’ora X si avvicina. In questo aprile che profuma di passerella e cinepanettoni primaverili, il mondo della moda e quello del cinema stanno per fondersi in un evento che ha dell’incredibile. Il Diavolo veste Prada 2 arriverà nelle sale il 29 aprile, ma la sensazione è che il film abbia già invaso la realtà, sfondando il confine tra finzione e quotidianità con una potenza che nessuna operazione di marketing aveva mai raggiunto prima. L’ultima bomba, fresca di stampa e già virale, è la copertina di Vogue che ritrae insieme Miranda Priestly, interpretata da Meryl Streep, e Anna Wintour, la leggendaria ex direttrice della rivista che ha ispirato il personaggio più temuto della moda cinematografica. Entrambe vestono Prada, ovviamente. Il titolo della cover gioca sull’effetto specchio: “Quando Miranda incontrò Anna“, scritto in rosso, il colore ufficiale della locandina del sequel.

Le fotografie portano la firma di Annie Leibovitz, la chiacchierata tra le due icone è guidata da Greta Gerwig, e c’è persino l’introduzione di Chloé Malle, nuova direttrice di Vogue, che racconta di essere andata al cinema per vedere il primo Diavolo veste Prada indossando l’abito del suo ballo di fine anno, scovato in un mercatino delle pulci. Una copertina talmente top secret che Anna Wintour l’ha trattata come i Pentagon Papers, imponendo il segreto assoluto a chiunque, perfino alle figlie di Meryl Streep. Per realizzare gli scatti è stato scomodato tutto il gotha di Vogue. Virginia Smith, direttrice globale del fashion, ha lavorato fianco a fianco con Grace Coddington, storica direttrice creativa, andando personalmente negli store, caricando e scaricando gli abiti in prima persona. Ai fitting hanno partecipato le assistenti di Anna Wintour, Emily e Caroline, in scene che immaginiamo molto simili a quelle che si vedono nel film durante gli shooting di Runway.

Già, Runway. La rivista fittizia diretta da Miranda Priestly sta per compiere il salto definitivo: dal grande schermo alle edicole. Il 13 aprile, Runway sarà disponibile in edizione cartacea limitata e online su runwayonline.com, dove il puntatore del mouse si trasforma in un rossetto rosso. Ad annunciarlo è stato Stanley Tucci, braccio destro di Meryl Streep sul grande schermo, e in copertina c’è Emily Blunt, l’assistente di Miranda nel primo film che nel sequel pare abbia aperto un suo brand di successo. Il magazine promette contenuti imperdibili, tra cui interventi firmati proprio da Emily Charlton, il personaggio di Blunt. Rivelazioni, retroscena e qualche probabile stoccata al sistema moda: esattamente quello che ci aspettiamo da Runway. Ma preparatevi alla caccia, perché l’edizione limitata significa che trovare una copia sarà un’impresa. Come ogni pezzo davvero iconico, anche questo magazine nasce con quell’allure di rarità che lo rende ancora più desiderabile.

Il confine tra realtà e finzione non è mai stato così labile. Lo si è capito dalle migliaia di foto “rubate” durante le riprese a New York, diffuse con un tempismo millimetrico che ha fatto andare virali capi e accessori sfoggiati da Streep e Hathaway, molti dei quali sono andati sold out in poche ore. Anche a Milano è successa una cosa simile: la ricerca di comparse ha sfiorato la follia collettiva, con migliaia di persone in fila per apparire anche solo una frazione di secondo nel sequel più atteso degli ultimi anni. Anna Wintour,che per il primo film non era stata esplicitamente interpellata tanto che, come ha rivelato Streep, tutti avevano paura di lei e c’erano state difficoltà a trovare i look per Miranda, stavolta si è prestata di buon grado. Sui social è già virale un video che la ritrae in ascensore insieme alla sua omologa del grande schermo. “Ci siamo già viste da qualche parte?chiede Anna. “Forse hai visto il mio lavororisponde Miranda-Streep, sulle note di Dancing Queen degli Abba.

E poi c’è lui, il maglione ceruleo della discordia. Quello che, indossato da Anne Hathaway nel primo film, ha dato vita a uno dei monologhi più celebri del cinema: “un maglioncino azzurro infeltrito che non è semplicemente azzurro, non è turchese, non è lapis, è effettivamente ceruleo“. Meryl Streep lo ha sfoggiato davvero, negli studi del The Late Show with Stephen Colbert a New York. Non è certo infeltrito: è un modello J Crew che, prevediamo, andrà sold out questa primavera. Anne Hathaway, protagonista del sequel insieme a Streep, ha lanciato un appello ai fan: “Spero che tutti si vestano eleganti e vadano al cinema. Mi auguro che tutti indossino il loro outfit preferito approvato da Miranda Priestly e si godano semplicemente la serata“. Attenzione però al floreale, che per la primavera è sempre “avanguardia pura”, come insegna il primo film.

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Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.