Diciannove anni dopo l’omicidio di Meredith Kercher, Amanda Knox torna a occupare le pagine di cronaca con una scelta che sta dividendo l’opinione pubblica: portare sul palco la sua esperienza attraverso uno spettacolo di stand-up comedy. Dal 7 al 17 agosto, l’Edinburgh Fringe Festival ospiterà “Cartwheel” (“Capriola“), il one-woman show con cui la 39enne americana intende raccontare gli anni del processo, della detenzione e dell’esposizione mediatica che hanno segnato la sua vita.
Il titolo dello spettacolo non è casuale. “Cartwheel” richiama proprio la capriola che Knox avrebbe fatto in questura mentre attendeva di essere interrogata, un episodio diventato emblematico durante le indagini e utilizzato dai media come prova della sua presunta insensibilità. Un gesto che all’epoca venne letto come inappropriato, quasi macabro, considerato il contesto drammatico in cui si svolgeva.
In un’intervista rilasciata al Telegraph alla vigilia del debutto, Knox ha spiegato la genesi del progetto. Inizialmente aveva pensato a uno spettacolo sulla maternità, ma i colleghi comici l’hanno convinta ad affrontare subito il tema più scomodo. “Mi hanno detto: è una regola fondamentale della comicità, devi affrontare subito l’elefante nella stanza”, ha raccontato. E l’elefante, in questo caso, è un caso giudiziario che ha tenuto col fiato sospeso mezzo mondo.
Knox ha però voluto precisare un punto per lei invalicabile: “Non scherzo sulla morte di Meredith. Scherzo molto sul modo in cui sono stata demonizzata, ma non faccio battute sul suo omicidio”. Una linea di demarcazione che, nelle sue intenzioni, dovrebbe rendere lo spettacolo accettabile, concentrandosi sulla sua personale odissea attraverso un sistema giudiziario che l’ha prima condannata e poi assolta.
Ma è proprio qui che si innesta la controversia. Quando il Telegraph le ha chiesto se temesse critiche da parte della famiglia Kercher, la risposta di Knox ha fatto scalpore: “Meredith era davvero sofisticata e intelligente, ma anche divertente e giocosa. Per questo penso che apprezzerebbe lo show, perché affronta il tema di cosa significhi essere una giovane donna, ed è onesto“. La reazione dei familiari di Meredith non si è fatta attendere. Francesco Maresca, l’avvocato che rappresenta la famiglia Kercher da quasi vent’anni, ha definito l’iniziativa “offensiva e deplorevole”.
Il legale ha riferito che i familiari sono “senza parole” e “allibiti“, accusando Knox di costruire da anni una narrazione che parla solo della morte di Meredith, mai della sua vita. “È l’ennesima iniziativa inopportuna lesiva della memoria di Meredith”, ha dichiarato al Corriere della Sera. “Amanda Knox da quasi vent’anni cavalca questa storia dolorosa e ciclicamente inventa qualcosa che serve solo a riaprire la ferita“.
Knox ha respinto le accuse definendole “assolutamente ingiuste“, sostenendo che l’avvocato “ha semplicemente preso posizione, dando per scontato che io sia colpevole e che qualsiasi cosa io faccia sia sbagliata“. Una dinamica che riflette perfettamente la polarizzazione che ha sempre caratterizzato questo caso: c’è chi la considera vittima di un errore giudiziario e di un processo mediatico feroce, e chi continua a vederla come corresponsabile di una tragedia mai completamente chiarita.
Non è la prima volta che Knox si cimenta con la stand-up comedy. Lo scorso anno aveva già debuttato in un locale di Tacoma, nello stato di Washington, e in un’altra occasione aveva aperto per il comico Chris Porter davanti a circa tremila persone. Parallelamente ha costruito una carriera come autrice e podcaster, producendo insieme al marito e a Monica Lewinsky una serie tv in otto episodi sulla sua storia giudiziaria.
