Nilufar Addati, ex volto di Uomini e Donne, ha deciso di congelare i propri ovuli a soli 28 anni e di raccontarlo apertamente sui social. Una decisione che ha subito acceso il dibattito, tra chi parla di consapevolezza e chi solleva dubbi e critiche. Al centro delle sue parole c’è un messaggio diretto: “la biologia non aspetta”. Ma dietro questa frase si nasconde un tema complesso, che riguarda il corpo, il tempo e le scelte personali. E che oggi divide l’opinione pubblica.
Tutto parte da un racconto condiviso sui social, in occasione del suo 28° compleanno. Nilufar Addati ha spiegato di aver scelto la crioconservazione degli ovociti, una procedura che permette di conservare gli ovuli per un eventuale utilizzo futuro. Una decisione che nasce da una riflessione precisa: oggi è sempre più comune avere figli in età avanzata, ma il corpo umano segue tempi biologici diversi. Da qui la sua affermazione più discussa, secondo cui è necessario “fare pace” con questo dato di realtà.
La sua posizione è chiara e senza compromessi. Secondo Addati, parlare di fertilità non significa creare allarmismo, ma offrire strumenti per scegliere in modo consapevole. Ha sottolineato come ci sia ancora molta disinformazione su questi temi e ha invitato a cambiare approccio: conoscere il proprio corpo, effettuare controlli regolari e rivolgersi a specialisti non dovrebbe essere un tabù. In particolare, ha insistito sull’importanza delle visite ginecologiche e degli esami, spesso sottovalutati.

Uno dei punti centrali del suo messaggio riguarda proprio il momento in cui effettuare la crioconservazione. Gli ovuli, ha spiegato, si congelano da giovani perché qualità e quantità diminuiscono con il tempo. Un concetto medico semplice ma poco diffuso, che ha spinto l’influencer a parlare apertamente anche di parametri come la riserva ovarica, ancora poco conosciuti.
La scelta, però, non è stata accolta da tutti nello stesso modo. Sui social si è aperto un confronto acceso: da un lato chi ha apprezzato la sua trasparenza e il coraggio di affrontare un tema delicato, dall’altro chi ha criticato il modo diretto con cui ha comunicato, interpretandolo come eccessivo o allarmistico. Proprio queste reazioni hanno spinto Addati a ribadire la sua posizione, sottolineando che informarsi non è “terrorismo psicologico”, ma un atto di responsabilità.
Nel suo intervento emerge anche una questione più ampia, che riguarda l’accesso alle cure. In Italia, infatti, la possibilità di congelare gli ovuli tramite il sistema sanitario non è uniforme: alcune regioni lo permettono, altre no. Per questo Addati ha parlato apertamente di un diritto che dovrebbe essere garantito a tutte, chiedendo maggiore equità e accessibilità.
Tralasciando la scelta di Addati, ricordiamo che la crioconservazione degli ovuli, conosciuta anche come “social freezing”, sta diventando una scelta sempre più diffusa, anche tra chi non ha problemi di salute ma desidera avere più tempo per decidere. Segnaliamo, per i fan di Uomini e Donne, che di recente Ida è tornata a seguire Riccardo.



