Natalia Paragoni è sbarcata al Lido di Venezia con un sorriso che vale più di mille red carpet. Ventotto anni, influencer e volto noto al grande pubblico dopo la partecipazione a Uomini e Donne, è arrivata alla 83esima edizione della Mostra del Cinema con la testa rasata, un look essenziale ma raffinato e un’emozione impossibile da nascondere. “Sono emozionata, tengo gli occhiali se no mi metto a piangere“, ha confessato ai fotografi presenti al pontile dell’iconico Hotel Excelsior. Una frase semplice, diretta, che racchiude mesi di battaglia, paura e coraggio.
Per Natalia questo ritorno al Festival rappresenta molto più di una presenza mondana. L’ultima volta era stata nel 2023, tre anni fa, quando la sua vita aveva un ritmo completamente diverso. Da allora è cambiato tutto: due bambine, Andrea Zelletta al suo fianco come compagno e padre, e soprattutto una diagnosi che ad aprile scorso ha stravolto ogni certezza. Linfoma di Hodgkin, un tumore del sistema linfatico scoperto quando era all’ottavo mese della seconda gravidanza, poco prima della nascita della piccola Beatrice.
La diagnosi è arrivata con una telefonata capace di cambiare il senso di quei giorni. Un periodo che avrebbe dovuto essere dedicato esclusivamente all’attesa della figlia si è riempito invece di domande, paura, incertezza. Ma Natalia, d’accordo con i medici, ha scelto di portare a termine la gravidanza prima di iniziare le terapie. Beatrice è nata il 5 maggio 2026 e poco dopo sono cominciati i cicli di chemioterapia.
natalia paragoni emozionata al festival di venezia é la cosa più bella che vedrete oggi pic.twitter.com/H3XUittBZU
— chiqui (@chiquita2163) September 3, 2026
Un percorso che l’influencer non ha nascosto alla sua community, pur scegliendo tempi e modi molto personali per parlarne. Sui social ha condiviso la malattia rompendo ogni tabù, facendo del racconto un modo per riprendere in mano qualcosa che, in quei mesi, sembrava sfuggire al controllo. “Siamo molto felici che la terapia, lo posso dire, sta andando molto bene. Ci sono dei grandi progressi. C’erano due cose che avevo all’interno a livello mediastinico che si sono sgonfiate. Vuol dire che la terapia sta funzionando”, ha raccontato nelle scorse settimane, aggiornando i follower con una trasparenza rara.
Ma il percorso non è ancora concluso. “Farò altre chemio e poi aspetteremo settembre. Per cui sono felice che la cura sia quella giusta. Bisogna festeggiare, però non è finita”, ha spiegato con lucidità, mescolando ottimismo e realismo in una comunicazione che ha conquistato migliaia di persone. Tra gli aspetti che Natalia ha condiviso con maggiore naturalezza c’è stato il cambiamento del proprio corpo. Quando gli effetti della terapia hanno cominciato a farsi sentire, ha scelto di rasare i capelli. Non l’ha trasformata in una dichiarazione costruita a tavolino, ma ha semplicemente mostrato il momento e il percorso che l’ha portata a quella decisione. Un modo per riprendere controllo su qualcosa che la malattia stava decidendo al posto suo.
A Venezia arriva così, senza coprire la testa, senza cercare di ricreare l’immagine precedente alla malattia. E il risultato, anche dal punto di vista visivo, è potente proprio perché non appare forzato. Natalia sorride davanti ai fotografi, indossa grandi orecchini metallici e lascia il viso completamente scoperto. Il make-up è leggerissimo, con pelle luminosa, sopracciglia naturali e labbra rosate. Non c’è bisogno di aggiungere molto altro.
la bellezza di questa ragazza, un raggio di sole pic.twitter.com/7yAPtxkfAp
— Mery (@goddessofnight_) September 3, 2026
Il look scelto per l’arrivo al Lido è essenziale ma raffinato, un bianco e nero che non cerca di rubare la scena al momento. La protagonista della parte superiore è una camicia bianca oversize, luminosa e strutturata, con colletto lasciato aperto e maniche importanti. Il volume sulle spalle e lungo le braccia dà carattere a un capo che altrimenti sarebbe semplicemente una camicia classica. I polsini lunghi riportano ordine alla silhouette e creano quel contrasto tra ampiezza e rigore che rende l’insieme decisamente più interessante.
Natalia l’ha infilata in una gonna nera midi a vita alta, dalla linea pulita sul bacino e più movimentata verso il fondo. L’orlo irregolare rompe la precisione quasi maschile della camicia e rende il completo meno formale e molto più adatto a un arrivo veneziano. A sottolineare la vita c’è una cintura nera sottile con fibbia metallica, un dettaglio piccolo ma fondamentale perché definisce le proporzioni e impedisce alla camicia voluminosa di sovrastare la figura.
Ai piedi, sandali neri in vernice con punta squadrata e tacco basso: eleganti ma pratici per quella particolare liturgia veneziana fatta di pontili, barche, passerelle e fotografi. A completare l’outfit c’è la borsa nera di Gianni Chiarini Firenze, morbida e capiente, portata sotto il braccio.
@thatsfabofficial #NataliaParagoni che si emoziona tornando al #FestivaldiVenezia 🫠 #venezia83 #mostradelcinema #venicefilmfestival ♬ audio originale – Fab!
Non è solo una questione di stile. Natalia ha raccontato che tornare al Lido ha un significato preciso: “È sempre bello, vorrei tornare una volta con le bimbe per una gita in famiglia”. Il desiderio di condividere quel luogo con le figlie, di trasformare un momento professionale in un ricordo familiare futuro, dice molto di come stia cercando di guardare avanti nonostante tutto.
Il suo arrivo a Venezia è probabile anticipo di una presenza sul tappeto rosso in queste sere. Un ritorno che sa di coraggio, di voglia di normalità, di desiderio di riprendere spazi che la malattia aveva messo in pausa. Natalia Paragoni ha scelto di non nascondersi, di mostrarsi con la testa rasata, di raccontare la chemioterapia senza filtri ma anche senza trasformare la malattia nell’unico tema della sua vita. Ha trovato un equilibrio raro tra condivisione e privacy, tra vulnerabilità e forza.
