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Max Mariola ha deciso di cambiare completamente vita. Dopo anni trascorsi tra televisione, social, ristoranti e ritmi di lavoro sempre più intensi, lo chef romano ha lasciato l’Italia insieme alla famiglia per trasferirsi in Indonesia. E quello che inizialmente poteva sembrare soltanto un nuovo progetto professionale si è trasformato in qualcosa di molto più profondo: Mariola immagina ormai il proprio futuro dall’altra parte del mondo.

Lo chef lo ha raccontato in una lunga intervista a Fanpage, spiegando che a convincerlo non sono stati soltanto il clima o la bellezza dei luoghi. A colpirlo è stato soprattutto il modo di vivere delle persone incontrate in Indonesia: meno frenetico, meno legato allo status e, ai suoi occhi, molto più semplice rispetto alla quotidianità che aveva costruito negli ultimi anni in Italia. Mariola non nasconde infatti di essere arrivato a un punto in cui il successo stava iniziando a presentare un conto molto alto.

Per circa due anni ha vissuto a Milano, immerso in una routine fatta di lavoro, obiettivi e nuovi progetti, fino a rendersi conto che qualcosa si stava rompendo anche nella sua vita privata. “Ho rischiato di perdere la mia famiglia”, ha raccontato parlando di quel periodo. E quando gli è stato chiesto se quella corsa continua lo avesse cambiato, la risposta è stata ancora più netta: “Sono diventato un mostro”. Non perché avesse smesso di amare il proprio lavoro, anzi. Il problema, secondo Mariola, era proprio l’opposto: continuava a divertirsi così tanto nel produrre, lavorare e inseguire nuovi traguardi da non rendersi più conto di quanto spazio stesse sottraendo al resto della sua vita.


Il trasferimento in Indonesia non sembra quindi avere nulla di provvisorio. Suo figlio di otto anni ha già iniziato a frequentare una scuola a Bali e, quando Mariola gli ha prospettato la possibilità di tornare per qualche mese a Milano, il bambino avrebbe preferito rimanere lì. Un episodio che per lo chef ha rappresentato un’ulteriore conferma della scelta fatta. Ma dietro il trasferimento c’è anche un progetto molto concreto. Mariola ha acquistato insieme a un amico un terreno sul quale vuole realizzare alcune abitazioni immerse nel verde, pensate per chi desidera trascorrere parte della propria vita in Indonesia.

A questo vuole affiancare una biofarm tropicale, nata osservando quanto alcune isole dipendano dall’arrivo via mare di frutta e verdura proveniente dalla terraferma. L’idea sarebbe quella di avviare coltivazioni locali senza intervenire in maniera aggressiva sull’ambiente e, soprattutto, cercando di creare qualcosa che possa avere ricadute positive anche per chi vive sul posto. Mariola ha sottolineato di non voler arrivare in Indonesia semplicemente per sfruttare un’opportunità economica, ma di voler costruire un progetto compatibile con il territorio. La decisione, però, ha comportato anche conseguenze importanti in Italia.

Negli ultimi tempi lo chef era stato criticato da chi aveva interpretato la cessione di alcuni suoi locali come il segnale di difficoltà economiche. Mariola ha respinto questa lettura: i ristoranti, ha precisato, non sarebbero stati chiusi ma ceduti. L’unico ancora direttamente in suo possesso è quello di via San Marco 26, a Milano. La scelta sarebbe stata fatta proprio per liberarsi dagli impegni necessari a gestire più attività contemporaneamente e potersi concentrare sul nuovo capitolo della propria vita. Infatti a 57 anni, Mariola sembra avere ormai le idee piuttosto chiare su dove voglia fermarsi.


L’obiettivo non sarebbe semplicemente trascorrere qualche anno in Indonesia per poi rientrare stabilmente in Italia: lo chef ha spiegato di voler arrivare fino alla fine della propria vita lì. Una decisione che non tutti in famiglia stanno vivendo con la stessa serenità. La madre e il fratello soffrirebbero per la distanza, e Mariola sta già cercando di organizzarsi per tornare periodicamente in Italia. Ma quando sente che una strada è quella giusta, racconta, difficilmente riesce a ignorarla. Del resto, tutta la sua carriera è stata costruita anche attraverso cambi di direzione improvvisi.

Mariola ha ricordato di aver iniziato a lavorare giovanissimo dopo l’infarto del padre, lasciando il laboratorio familiare e trovando posto in un ristorante. All’inizio lavorò per mesi praticamente senza uno stipendio, mentre frequentava contemporaneamente la scuola alberghiera serale. Da lì sarebbero arrivati gli stage nelle cucine stellate e successivamente l’incontro con Laura Ravaioli, che gli propose di lavorare come assistente nel nascente Gambero Rosso Channel. Mariola racconta di aver collaborato negli anni con centinaia di cuochi e di essere rimasto per circa 24 anni nell’universo del Gambero Rosso, fino a diventare uno dei volti più riconoscibili della cucina televisiva italiana. Poi è arrivata la svolta dei social.

L’intuizione, ricorda, fu soprattutto della moglie, che iniziò a riprenderlo mentre preparava ricette in casa. Con l’esplosione dei video verticali, Mariola adattò il proprio stile a contenuti sempre più brevi e immediati, costruendo una community che oggi, sommando le varie piattaforme, conta milioni di persone. Proprio quel successo, però, lo avrebbe progressivamente spinto verso la vita dalla quale oggi sta cercando di prendere le distanze.

Il paradosso è forse tutto qui: dopo aver passato anni a costruire una carriera sempre più grande, Max Mariola ha deciso che il traguardo successivo non doveva essere necessariamente un altro ristorante, un altro programma o numeri ancora più alti sui social. Questa volta la scommessa è riuscire a rallentare, portando con sé in Indonesia, nella sua nuova casa da sogno, soltanto la parte del suo lavoro alla quale non vuole rinunciare.

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Classe 1991, scrive sul web da oltre dieci anni, trasformando la passione per i videogiochi e la cultura pop in una professione. Nel corso della sua carriera ha collaborato con alcuni dei principali siti italiani dedicati al mondo videoludico, trovando in Game-eXperience la sua casa per molti anni. Nel 2021 ha perfezionato il proprio percorso frequentando un corso di giornalismo online, consolidando l'esperienza maturata sul campo. Dal 2023 fa parte del gruppo editoriale Digital Dreams e, dall'inizio del 2026, scrive per CastleRock, ScreenWorld e BadTaste, occupandosi di videogiochi, cinema, serie TV e attualità legata al mondo dell'intrattenimento.