La giustizia americana ha chiuso un capitolo doloroso nella vicenda della morte di Matthew Perry. Salvador Plasencia, il medico che forniva ketamina alla star di Friends, è stato condannato a 30 mesi di carcere e a una multa di 5.600 dollari. La sentenza è arrivata il 3 dicembre 2025, a oltre due anni dalla tragica scomparsa dell’attore, trovato privo di vita nella vasca idromassaggio della sua villa di Pacific Palisades il 28 ottobre 2023.
In aula erano presenti la madre e la sorellastra di Perry, testimoni silenziose di una vicenda che ha trasformato un dramma personale in un caso giudiziario complesso. Il giudice Sherilyn Peace Garnett ha ordinato l’immediato arresto di Plasencia al termine dell’udienza, chiudendo così la fase di libertà su cauzione di cui il medico aveva goduto fino a quel momento. La condanna arriva dopo che Plasencia si era dichiarato colpevole a giugno dello scorso anno di quattro capi d’accusa per distribuzione di sostanze stupefacenti. Ma è quello che emerge dai messaggi scambiati con un collega, il dottor Mark Chavez di San Diego, a rendere questa storia particolarmente inquietante. Plasencia si riferiva a Perry, suo paziente e persona che lottava contro la dipendenza, come a un “idiota“. Un termine sprezzante che svela l’assenza totale di quella empatia e responsabilità che dovrebbero caratterizzare la professione medica.
Durante l’udienza di sentenza, Plasencia ha offerto le sue scuse. “L’ho deluso, avrei dovuto proteggerlo“, ha dichiarato riferendosi a Perry. Parole di pentimento che arrivano troppo tardi per l’attore premio Emmy, ma che almeno riconoscono una responsabilità che per mesi è stata negata o minimizzata. Né la procura né la difesa hanno ottenuto completamente ciò che chiedevano. I pubblici ministeri spingevano per 36 mesi di reclusione, mentre gli avvocati di Plasencia speravano in una condanna con la sospensione condizionale. Il compromesso raggiunto dal giudice riflette la complessità del caso: Plasencia ha fornito ketamina a Perry, contribuendo alla sua spirale di dipendenza, ma la dose letale che ha causato la morte dell’attore proveniva da un’altra fonte.
L’autopsia condotta dal Los Angeles County Medical Examiner’s Office nel dicembre 2023 aveva stabilito che Perry era morto per “effetti acuti della ketamina“, con annegamento, malattia coronarica e gli effetti della buprenorfina, un farmaco usato per trattare la dipendenza da oppioidi, come fattori contribuenti. Una morte che racconta la battaglia silenziosa e disperata di un uomo contro demoni più grandi di lui. La ketamina, un anestetico utilizzato in medicina ma sempre più diffuso come droga ricreativa, era diventata per Perry una via di fuga dalla sofferenza psicologica. Ma quella che doveva essere una terapia si è trasformata in un circolo vizioso, alimentato da medici senza scrupoli pronti a speculare sulla vulnerabilità di un paziente.
Oltre alla pena detentiva, Plasencia dovrà consegnare la sua licenza medica entro 30-45 giorni. La sua avvocata, Debra White, ha dichiarato che il suo assistito “è profondamente dispiaciuto per le decisioni terapeutiche prese mentre forniva ketamina a Matthew Perry” e che “accetta pienamente la responsabilità dichiarandosi colpevole di distribuzione di droga“. Una carriera medica finita, una reputazione distrutta, ma soprattutto una vita umana perduta. Il caso Plasencia non è isolato. Secondo l’accordo con i pubblici ministeri, il medico potrebbe anche dover pagare multe superiori al milione di dollari. E non è nemmeno l’ultimo capitolo di questa vicenda giudiziaria. Il dottor Mark Chavez, che aveva collaborato con Plasencia nella fornitura di ketamina, attende la sua sentenza fissata per il 17 dicembre dopo che si è dichiarato colpevole.



