X

A poche ore dalla sparatoria che ha interrotto la cena dei corrispondenti alla Casa Bianca, Donald Trump è tornato davanti alle telecamere per la sua prima intervista approfondita sull’accaduto. L’incontro con Norah O’Donnell del programma 60 Minutes della Cbs si è trasformato in uno dei momenti più tesi e controversi della sua presidenza, con un confronto diretto che ha toccato temi sensibili e generato polemiche immediate. L’atmosfera già carica di tensione è esplosa quando la giornalista ha deciso di leggere un estratto del manifesto scritto dall’assalitore, un documento in cui l’attentatore dichiarava di “non essere più disposto a permettere a un pe**filo, st**ratore e traditore di macchiarmi le mani con i suoi crimini“, in un apparente riferimento al presidente degli Stati Uniti.

La reazione di Trump è stata immediata e veemente. “Stavo aspettando che lo leggesse perché sapevo che l’avrebbe fatto, dato che voi siete persone orribili. Persone orribili“, ha esordito il tycoon, interrompendo quasi la giornalista. Poi, incalzato sulla possibilità che quelle parole si riferissero effettivamente a lui, ha affermato con durezza: “Dovresti vergognarti di averlo letto perché io non sono nessuna di quelle cose“. Ha quindi ribaltato le accuse, sostenendo che “i tuoi amici dall’altra parte sono quelli che erano coinvolti, diciamo, con Epstein o altre cose“, un riferimento al noto scandalo del finanziere coinvolto in traffico di minori.

Al di là dello scontro televisivo, Trump ha fornito anche una ricostruzione dettagliata dei momenti concitati dell’attacco. “Non ero preoccupato. Capisco come va la vita. Viviamo in un mondo folle“, ha dichiarato con un tono che oscillava tra la fatalistica accettazione e la sfida. Sul suo comportamento durante l’evacuazione, il presidente ha ammesso di aver rallentato l’intervento degli agenti della sicurezza: “Volevo vedere cosa stava accadendo. Ero circondato da persone fantastiche e probabilmente le ho rallentate un po’ nell’intervento“.

La descrizione dei momenti dell’evacuazione rivela un Trump che ha resistito alle procedure di sicurezza: “Ero in piedi, più o meno. Ero in piedi e poi mi sono girato nella direzione opposta e ho iniziato grossomodo a camminare in posizione abbastanza eretta, un po’ curvo“. Solo dopo le insistenze degli agenti, che gli ripetevano Per favore, si abbassi a terra“, il presidente ha accettato di mettersi al riparo insieme alla first lady. Su Melania Trump, il presidente ha mostrato un raro momento di vulnerabilità, pur cercando di mantenere un’immagine di forza: “Non vorrei dire fosse spaventata, alle persone non piace si dica che si sono spaventate, ma certamente, chi non lo sarebbe in una situazione del genere? È molto forte, intelligente. Ha capito. Sapeva cosa stava accadendo“.

L’attentatore è stato descritto da Trump con una serie di epiteti contrastanti. Da un lato lo ha definitouna persona molto disturbata” e “un giovane molto disturbato“, dall’altro ha ironizzato sulla sua velocità incredibile” durante l’attacco, arrivando a dire: “Penso dovrebbe ingaggiarlo la National Football League“. Lo ha poi definitoabbastanza incompetente” perché “è stato beccato” e “si è fatto beccare piuttosto facilmente“. Sul processo di radicalizzazione dell’assalitore, Trump ha riferito di aver letto un testo secondo cuiera un cristiano, credente, e poi è diventato anti-cristiani. La sua famiglia era molto preoccupata“. Il presidente ha poi collegato l’attacco al movimento ‘No Kings’, citato nel manifesto dell’attentatore: “Il motivo per cui ci sono persone così sta nel fatto che esistono movimenti come ‘No Kings’. Io non sono un re. Se lo fossi non sarei qui a parlare con lei“.

Interrogato sulla violenza politica in generale, Trump ha adottato una prospettiva storica: “Se si torna indietro di 20, 40, 100, 200 o 500 anni, è sempre esistito, persone uccise, persone ferite“, affermando di non esseresicuro” che oggi sia “più frequente di prima“. Ha quindi attaccato i democratici: “Penso davvero il discorso d’odio dei democratici sia molto pericoloso. Penso davvero sia molto pericoloso per il Paese“. Nonostante la drammaticità dell’evento, Trump ha annunciato la volontà di ripetere la cena con i corrispondenti della Casa Bianca “nell’arco di 30 giorni“.

Penso sia davvero brutto che una persona squilibrata possa far saltare qualcosa del genere“, ha dichiarato, aggiungendo in modo conciliante: “C’è anche gente stupenda tra la stampa“. L’intervista si è conclusa con Trump che ha lodato il lavoro degli agenti di sicurezza: “Hanno fatto davvero un ottimo lavoro“. Un riconoscimento che contrasta con l’ammissione precedente di aver complicato il loro intervento rifiutandosi inizialmente di seguire le procedure di evacuazione.

Condividi.

Diplomata alla Scuola Internazionale di Comics di Napoli - corso di sceneggiatura -, è impegnata in progetti di scrittura creativa e recensioni. Cresciuta con la consapevolezza che “All work and no play makes Jack a dull boy”. Paladina dello Sturm und Drang. Adepta del Lato Oscuro della Forza.