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Una semplice apparizione sul red carpet può trasformarsi in un terremoto social. È quello che è successo a Demi Moore durante la serata inaugurale del 79esimo Festival di Cannes, quando l’attrice 63enne ha catalizzato l’attenzione del web per ragioni che vanno ben oltre il glamour della Croisette. Moore si è presentata alla cerimonia d’apertura con un abito scintillante Jacquemus senza spalline, accompagnato da una collana di diamanti Chopard e orecchini floreali che hanno completato un look studiato nei minimi dettagli.

Il suo stylist Brad Goreski ha condiviso sui social un video che mostrava l’ensemble da vicino, ricevendo immediati complimenti da celebrity come Rita Wilson, che ha definito il vestito “uno dei miei preferiti su di te“. Ma è stata una fotografia pubblicata dal New York Post su X a far esplodere la controversia. L’outlet americano ha celebrato le “braccia toniche” dell’attrice con un post che doveva essere un omaggio alla forma fisica della star di Ghost. La reazione del pubblico, però, è stata tutt’altro che unanime.

Centinaia di utenti hanno espresso preoccupazione per quello che percepivano come un aspetto troppo magro, quasi scheletrico. Il giornalista Scott Menzel ha scritto senza mezzi termini: “Non capirò mai perché Hollywood celebri questo. Non sembra stare bene ed è una donna stupenda. Guardate quanto era splendida in The Substance. C’è una vera differenza tra essere in salute e in forma e essere malati e affamati“. Il dibattito si è rapidamente polarizzato. Da una parte, chi ha accusato l’attrice di promuovere standard estetici malsani e di mostrare segnali di un possibile disturbo alimentare non diagnosticato.

La sceneggiatrice televisiva Eden Dranger non ha usato giri di parole: “Non sono ‘toniche’, mancano completamente di grasso e sta deperendo. Questo non è normale, è un disturbo alimentare non diagnosticato“. Dall’altra parte, un gruppo di difensori ha sottolineato come Moore abbia 63 anni e come molte donne della sua età fatichino a mantenere massa muscolare e grasso corporeo. “È solo una donna di 63 anni che si impegna per restare magra e tonica, e sfortunatamente per le donne che invecchiano questo ha effetti collaterali sul loro aspetto“, ha commentato un’utente. Altri hanno fatto notare come la maggioranza delle donne sia sovrappeso e come si tenda a criticare proprio quelle più magre.

Il caso di Cannes non è isolato. Già lo scorso marzo, durante i SAG Actor Awards, l’aspetto fisico di Moore aveva generato preoccupazione tra i fan. Tanto che, secondo quanto rivelato da uno stylist a Page Six, l’attrice avrebbe scelto strategicamente un abito Gucci con piume elaborate per gli Academy Awards, proprio per “evitare ulteriore scrutinio” coprendo la parte superiore del corpo e le clavicole. Durante il suo soggiorno sulla Riviera francese, Moore ha fatto parte della giuria della competizione ufficiale, partecipando anche a un photocall mattutino dove ha sfoggiato un altro look Jacquemus: un abito a pois abbinato a borsa coordinata, décolleté bianche e occhiali color crema.

Anche in quell’occasione, le sue braccia sono state al centro dell’attenzione mediatica. La questione tocca un nervo scoperto di Hollywood: la pressione sulle donne affinché rimangano eternamente giovani e magre, in un’industria che raramente perdona i segni del tempo. Come ha commentato un utente su X: “È terribile. L’idea che semplicemente non puoi invecchiare a Hollywood“. Eppure, proprio Moore aveva affrontato il tema dell’autostima e del valore personale durante il suo discorso di ringraziamento ai Golden Globe di gennaio, dove aveva vinto come miglior attrice per The Substance.

In quei momenti in cui non pensiamo di essere abbastanza intelligenti o abbastanza belle o abbastanza magre o abbastanza di successo, o semplicemente non abbastanza, una donna mi ha detto: ‘Sappi che non sarai mai abbastanza, ma puoi conoscere il valore del tuo essere se solo metti giù il metro di paragone’.” Queste sono parole che oggi risuonano con particolare intensità, mentre milioni di persone discutono online proprio del suo corpo, misurandolo secondo canoni contrastanti e spesso impossibili da conciliare.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.