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L’ultima puntata di Euphoria ha fatto esplodere un dibattito che va ben oltre la fiction. Nel quinto episodio della terza stagione, intitolato “This Little Piggy“, Cassie Howard interpreta una svolta che molti hanno letto come un commento meta sulla vita reale di Sydney Sweeney: la bionda più controversa della serialità americana ha trasformato il suo personaggio in un’icona MAGA, completa di slogan da manosphere e l’uso di quella parola che i conservatori americani rivendicano come “vittoria culturale“.

Il momento clou arriva durante un montaggio in cui Cassie, ormai lanciata nella sua carriera sulla piattaforma per adulti, intraprende un tour mediatico per capitalizzare sulla sua nuova fama internet. Quando un podcaster le fa notare che “parla come una democratica“, la risposta di Cassie è secca e provocatoria: “Non sono ri****a”, utilizzando quell’insulto abilista che podcaster come Joe Rogan hanno celebrato come simbolo di libertà d’espressione dopo l’elezione di Trump nel 2024.

La scelta non è casuale. Sam Levinson, creatore della serie, sembra giocare con il fuoco della vita reale di Sweeney, che negli ultimi anni è diventata involontariamente un’icona per la destra americana. Tutto è iniziato con una campagna pubblicitaria per American Eagle nel 2025, dove lo slogan “great jeans” è stato interpretato da alcuni come un riferimento all’eugenetica, dato l’aspetto biondo e dagli occhi azzurri dell’attrice. La controversia si è intensificata quando sono emerse foto della festa per i 60 anni della madre di Sweeney, dove alcuni ospiti indossavano cappellini MAGA e materiale pro-polizia.

In Euphoria, Cassie abbraccia completamente questa identità controversa. Durante il suo tour promozionale, che include persino un’apparizione nello show digitale della vera influencer Trisha Paytas, il personaggio spara a raffica slogan da tradwife e retorica da alt-right.Gli uomini americani sono stati trattati come cittadini di seconda classe“, proclama davanti alle telecamere. “In passato gli uomini erano cacciatori, raccoglitori e protettori. Ora sono costretti a camminare in punta di piedi. Non è naturale“.

Le provocazioni continuano. “Se oggi un uomo dicesse che vuole una fidanzata che sappia cucinare o pulire, potrebbe anche urlare la N-word“, dichiara Cassie a una Trisha Paytas visibilmente scioccata. L’influencer ha poi rivelato sui social di non aver avuto copione per quella scena, rendendo la sua reazione autentica.Gli uomini dovrebbero essere liberi, dovrebbero poter esprimere la loro opinione, manifestare i loro desideri“, insiste Cassie, costruendo un personaggio che sembra uscito direttamente dai forum della manosphere.

Anche Megyn Kelly, commentatrice conservatrice e teoricamente alleata politica della “MAGA Barbie” Sweeney, ha demolito la rappresentazione: “La verità è che questo sessualizza l’infanzia. È vestita da neonata, con un ciuccio in bocca e le gambe spalancate“. Un raro momento di convergenza critica tra opposti politici. Ma è Maddy, interpretata da Alexa Demie, a offrire la chiave di lettura più cinica e forse più vera dell’intera vicenda. Mentre conta i soldi che arrivano dalle performance sempre più provocatorie di Cassie, osserva con distacco: “Sai cosa c’è di divertente? Più questi idioti si arrabbiano, più soldi fai tu”.

È difficile non leggere in questa battuta un commento sulla stessa Sydney Sweeney, che ha vissuto sulla propria pelle la monetizzazione della controversia. L’attrice ha sempre cercato di prendere le distanze dalle polemiche politiche. “Non sono mai stata qui per parlare di politica, sono sempre stata qui per fare arte“, ha dichiarato a Cosmopolitan quando le hanno chiesto del soprannome “MAGA Barbie“. “Questa non è una conversazione che voglio mettere in primo piano. La gente vuole spingerla ancora oltre e usarmi come pedina, ma è qualcun altro che mi assegna qualcosa, io non posso controllarlo“.

I social media si sono divisi esattamente come previsto. Alcuni angoli conservatori hanno celebrato la scena come una vittoria culturale, altri l’hanno letta come una satira feroce della retorica MAGA. La stessa ambiguità che ha caratterizzato tutte le controversie reali di Sweeney si riflette ora nella ricezione del suo personaggio. Trisha Paytas, che ha partecipato all’episodio interpretando se stessa, ha condiviso su Instagram la sua esperienza sul set, sottolineando di non aver avuto copione e di aver reagito spontaneamente alle battute di Cassie.

Una scelta registica che aggiunge un ulteriore livello di realtà a una fiction già pericolosamente vicina alla cronaca. La domanda che resta è se Euphoria stia criticando o amplificando i meccanismi della cultura della provocazione. Mostrare Cassie che guadagna fortune facendo appello ai peggiori istinti del pubblico maschile online è una denuncia del sistema o la sua celebrazione. La risposta, probabilmente, sta nell’occhio di chi guarda, nella stessa polarizzazione che alimenta gli algoritmi di X.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.