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Migliaia di ascoltatori inglesi sintonizzati su Radio Caroline hanno vissuto quindici minuti di autentico shock. La programmazione regolare si è interrotta bruscamente, sostituita da un annuncio che nessuno si aspettava di sentire: Sua Maestà re Carlo III era morto. L’inno nazionale è risuonato sulle frequenze della storica emittente che trasmette in diverse zone dell’Inghilterra, seguito da un silenzio tombale che è durato un quarto d’ora abbondante. Un silenzio che ha lasciato gli ascoltatori in uno stato di confusione totale, divisi tra incredulità e angoscia.

La realtà, però, era ben diversa. Re Carlo III, 77 anni, era vivo e vegeto, impegnato insieme alla regina Camilla in una serie di eventi pubblici nell’Irlanda del Nord. Il sovrano stava partecipando a un garden party al Castello di Hillsborough, incontrando personale militare e assistendo a esibizioni di danza folkloristica nel quartiere Titanic di Belfast, mentre dall’altra parte del mare d’Irlanda una radio annunciava erroneamente la sua dipartita.

L’origine del pasticcio è stata svelata poco dopo dal direttore di Radio Caroline, Peter Moore, attraverso un comunicato su Facebook intriso di imbarazzo e scuse formali. La colpa è stata attribuita a un banale errore informatico che ha innescato accidentalmente il cosiddetto “Death of a Monarch protocol”, la procedura di emergenza che tutte le emittenti britanniche tengono pronta nella speranza di non doverla mai utilizzare. Un protocollo dettagliato e aggiornato costantemente, che nel caso di Carlo III porta il nome in codice di Menai Bridge.

Questa è Radio Caroline. Abbiamo sospeso i nostri programmi normali fino a nuovo avviso come segno di rispetto in seguito alla scomparsa di Sua Maestà re Carlo III“, recitava l’annuncio secondo quanto riportato dal Telegraph. Il messaggio proseguiva: “Sua Maestà re Carlo III è venuto a mancare. Come segno di rispetto, trasmetteremo musica adeguata in modo continuativo fino a nuovo avviso“. Poi il “God Save the King” e il silenzio. Un silenzio che ha fatto scattare l’allarme negli studi, permettendo al personale tecnico di rendersi conto dell’accaduto e correre ai ripari.

Alcuni ascoltatori hanno raccontato sui social le loro reazioni a caldo. “Sono corso in casa urlando a mia moglie: è morto, Charlie è morto. Mi ha guardato perplessa“, ha scritto un utente. Un altro ha confessato: “L’ho sentito sull’autoradio mentre lasciavo il lavoro e per un momento mi sono chiesto se fosse vero o uno scherzo malato“. Un terzo, più comprensivo, ha ammesso: “Mi ha dato un bel colpo, ma accetto che questi errori possano accadere ed ero felice di scoprire che non fosse vero“.

La gaffe di Radio Caroline arriva in un momento delicato per la monarchia britannica. Carlo III ha rivelato nel febbraio 2024 di essere stato diagnosticato con un cancro, scoperto in seguito a un intervento per la prostata ingrossata. Da allora, il sovrano è stato bersaglio di ripetute voci sulla sua morte, alimentate soprattutto online. Nel marzo 2024, Buckingham Palace aveva già dovuto smentire categoricamente false notizie diffuse dai media russi che davano per morto il re. “Siamo felici di confermare che il re continua con gli impegni ufficiali e privati”, aveva precisato il palazzo in una dichiarazione rilasciata all’agenzia di stato russa TASS.

L’emittente non ha specificato per quanto tempo esattamente l’annuncio falso sia rimasto in onda prima che qualcuno se ne accorgesse, e le registrazioni archiviate di martedì pomeriggio sono risultate stranamente non disponibili sul sito web della stazione il giorno successivo. Moore, nel suo comunicato di scuse, ha voluto sottolineare l’affetto dell’emittente per la famiglia reale: “Caroline è stata lieta di trasmettere il messaggio di Natale di Sua Maestà la Regina e ora del Re, e speriamo di poterlo fare per molti anni a venire. Ci scusiamo con Sua Maestà il Re e con i nostri ascoltatori per qualsiasi disagio causato“.

Mentre il polverone mediatico si sollevava, Carlo III continuava imperterrito i suoi impegni in Irlanda del Nord. La coppia reale ha assaggiato whisky irlandese, assistito a esibizioni folcloristiche e incontrato artisti locali, dimostrando quella resilienza che sembra caratterizzare il regno di Carlo: andare avanti, riempire l’agenda, non lasciare spazio alle brutte notizie. O alle false notizie di morte.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.