Immagina una pista da sci nera, quelle che in inverno fanno tremare le gambe anche agli sciatori esperti. Ora immagina la stessa pista a fine maggio, con l’erba che ha sostituito la neve e temperature che sfiorano i trenta gradi. Aggiungi una forma di formaggio da cinque chili lanciata in discesa e decine di persone che si buttano all’inseguimento su pendenze che superano il quaranta per cento. Hai appena visualizzato il Cheeserolling, il campionato italiano che ogni due anni trasforma San Valentino di Brentonico, località montana del Trentino sul versante del Monte Baldo, in un palcoscenico di follia organizzata e adrenalina pura.
La quattordicesima edizione si è conclusa il 31 maggio, dopo due giorni di competizioni, cadute spettacolari e un pubblico stimato in oltre cinquemila persone. Sì, cinquemila. Tutti lì, tra i 1.195 e i 1.583 metri di altitudine, a guardare cosa succede quando togli l’intelligenza dall’equazione sportiva e lasci spazio solo al coraggio, alla gravità e a una buona dose di incoscienza. “Qui non c’è spazio per l’intelligenza, vogliamo solo ignoranza” ha urlato lo speaker poco prima della sfida decisiva, strappando risate e applausi. Una battuta che racchiude perfettamente lo spirito dell’evento: celebrare l’irrazionale, staccare dal quotidiano fatto di calcoli e prudenza, e buttarsi letteralmente a capofitto in qualcosa che ha senso solo se smetti di cercarne uno.
Il Cheeserolling trentino si ispira alla celebre gara britannica che dal 1826 si ripete ogni anno sulle colline di Cooper’s Hill, nel Gloucestershire. Ma qui, a Brentonico, l’asticella è stata alzata parecchio. Niente dolci collinette inglesi: le pendenze raggiungono e superano i trenta gradi, con picchi del quaranta per cento che trasformano la discesa in una sfida all’equilibrio e alla fisica stessa. Le piste da sci di San Valentino, quelle che d’inverno sono classificate come nere per la loro difficoltà, diventano il teatro perfetto per questa competizione estrema.
Il meccanismo è tanto semplice quanto brutale. Il Master of Ceremonies porta una forma di formaggio da cinque chili in cima alla rampa, la appoggia in linea con i concorrenti seduti sul prato. Poi arriva il via. Il formaggio inizia a rotolare, accelerando rapidamente, e i partecipanti si lanciano all’inseguimento a pieni polmoni. L’obiettivo è tagliare per primi il traguardo in fondo alla discesa. La realtà è che molti non arrivano in piedi: le cadute sono spettacolari, i rotolamenti incontrollati, gli scivoloni epici. Ma nessuno si fa male davvero, o almeno non più di quanto ci si aspetti buttandosi giù da una montagna dietro a un latticino.
Quest’anno hanno gareggiato cinquantasei coraggiosi, divisi per categorie e manche successive che hanno selezionato i finalisti. A trionfare è stato Riccardo Cesarini, che ha dimostrato il mix perfetto di velocità, equilibrio precario e determinazione cieca necessario per vincere. Significativa anche la crescente partecipazione femminile, segno che la follia non ha genere e che sempre più donne vogliono misurarsi con questa sfida verticale. L’evento è organizzato dall’associazione La Colonnina e rappresenta l’unica tappa italiana riconosciuta ufficialmente dagli inglesi, con validità per il campionato nazionale.
“Un appuntamento che richiama migliaia di persone ogni edizione“, spiega Francesco Zandonati, presidente dell’associazione. “Tante famiglie, curiosi, appassionati che arrivano anche da fuori regione. È un evento che mette assieme sport, spettacolo e divertimento in modo unico“. Quest’anno le novità non sono mancate. Prima di tutto il raddoppio dei giorni: la manifestazione si è estesa a sabato 30 e domenica 31 maggio, permettendo di moltiplicare le attività e le competizioni. È stata introdotta un’area Kids con animazione e giochi per intrattenere i più piccoli, trasformando l’evento in una vera festa per famiglie. E poi c’è la grande novità tecnica: il Vertical Cheese, la corsa in salita.
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Se inseguire un formaggio in discesa sembra folle, provate a immaginare di correre nella direzione opposta. Centocinquanta metri di dislivello in soli trecento metri lineari: una pendenza ancora più massacrante, una sfida cardiovascolare estrema. Hanno partecipato una cinquantina di atleti e i primi sono arrivati in cima in poco più di cinque minuti, con i polmoni che chiedevano pietà. A vincere questa variante verticale è stato Alberto Giacomolli, che ha dimostrato quanto possa essere sottile il confine tra preparazione atletica e masochismo sportivo.
Ma il Cheeserolling non è solo formaggio che rotola. Il programma si è arricchito negli anni di altre “discipline” che completano il quadro di un festival dedicato alla tradizione popolare e al divertimento senza filtri. Il sabato si è aperto con il tiro alla fune, competizione ancestrale che ancora oggi riesce a mobilitare spirito di squadra e testosterone in egual misura. Poi il torneo di morra, gioco delle dita velocissimo che nelle comunità rurali italiane ha ancora un seguito appassionato, e la sfida di briscola, per chi preferisce affidarsi alle carte e alla strategia.
La sera il dj set ha trasformato i prati di San Valentino in una discoteca a cielo aperto, con ospiti come Zan-F, Alex Time, Anze e Ivans, Leo Dossi e Got Enrico. E poi, immancabile, la gara di birra e salsiccia: vince chi ne mangia di più, rischiando indigestioni epocali ma conquistando la gloria effimera e il rispetto degli astanti. “La manifestazione richiama ogni edizione migliaia di persone e tante famiglie“, conferma Davide Campostrini, fondatore del Cheeserolling a Brentonico. “I partecipanti alla gara sono una trentina per ogni categoria e cresce anche la partecipazione femminile. Quest’anno inoltre c’è un appuntamento pensato per i bambini, perché vogliamo che diventi un evento per tutti“.
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Tra gli sponsor che sostengono l’evento ci sono il Comune di Brentonico, BrentonicoSki e l’Azienda per il turismo Rovereto, Vallagarina, Monte Baldo. Un ecosistema locale che ha capito il valore di un appuntamento capace di portare visibilità, turismo e un’immagine di territorio vivace e originale. Perché in fondo il Cheeserolling è questo: un modo per prendersi meno sul serio, per celebrare il lato irrazionale e giocoso dell’essere umano, per dimostrare che non tutto deve avere uno scopo pratico o un senso economico. A volte basta un formaggio, una discesa impossibile e la voglia di correre senza pensare troppo.
