Nilufar Addati, ex tronista di Uomini e Donne, è tornata al centro delle polemiche social. Questa volta, però, non per una scelta personale controversa come il congelamento degli ovuli che aveva scatenato ondate di critiche nelle scorse settimane, ma per il suo lavoro. O meglio, per quello che molti haters continuano a non considerare un vero lavoro: fare l’influencer. La critica è arrivata puntuale, come ormai accade con frequenza quasi rituale sui social network.
Qualcuno ha messo in dubbio la sua etica lavorativa, insinuando che la sua vita professionale si riducesse a qualche foto su Instagram e collaborazioni occasionali. Ma Nilufar, che negli anni ha dimostrato di avere carattere da vendere, non ha lasciato correre. Ha risposto con tre lunghi video su TikTok che sono diventati rapidamente virali, mescolando ironia tagliente e una lezione di economia digitale.
@nilufar.addati Risposta a @Lysa ♬ audio originale – nilufaraddati
“Lavoro? Ma quando mai? Io pago l’affitto di un ufficio di 180 metri quadrati così posso registrare i taste test del Kinder fetta a latte pesca e maracuja.” – Nilufar Addati
Nilufar ha fondato The Nash, un brand di gioielli che è diventato la sua principale fonte di reddito. Non si tratta di un hobby o di un passatempo per riempire le giornate, ma di un’impresa vera e propria. Nell’ufficio che ha menzionato lavorano suo padre e altre tre persone assunte a tempo pieno, ciascuna con compiti specifici nella gestione quotidiana del marchio. Ma la catena non si ferma qui. “Voi non vi rendete conto che questo tentativo di insultarmi in realtà colpisce un settore enorme”, ha spiegato nel video, elencando con precisione chirurgica tutti gli attori coinvolti. Ci sono i fornitori che producono i gioielli, le aziende che forniscono il packaging primario e secondario, gli sticker, la velina.
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Ci sono gli spedizionieri con cui ha contratti attivi per garantire che ogni ordine arrivi a destinazione. C’è un’agenzia che ha creato il sito web, sviluppato il branding e che continua a seguire il progetto per ottimizzazioni e aggiornamenti. E poi c’è tutto il mondo della comunicazione visiva. Per promuovere il brand, Nilufar organizza shooting fotografici professionali che richiedono modelle, fotografi, videomaker, truccatori, scenografi. Si affittano location, si noleggia attrezzatura, si coordinano team di professionisti che dedicano giornate intere alla creazione di contenuti. Non è improvvisazione, è produzione.
Come se non bastasse, Nilufar collabora anche con un’agenzia per la gestione dell’influencer marketing, un settore che nel 2026 muove miliardi di euro in Italia e che dà lavoro a migliaia di persone. Eppure, nonostante i numeri, nonostante l’evidenza di un ecosistema economico complesso e articolato, gli haters continuano a ridurre tutto a “non è un vero lavoro“. La domanda che Nilufar ha posto è legittima: “Ma vi entrerà mai in testa questa cosa? Ma siamo nel 2026, non c’è speranza?“.
@nilufar.addati Risposta a @pda ♬ audio originale – nilufaraddati
Il video ha raccolto migliaia di visualizzazioni e commenti divisi. Da una parte chi ha applaudito la sua franchezza e riconosciuto la validità delle sue argomentazioni. Dall’altra chi continua a considerare tutto questo un privilegio immeritato, un gioco più che un lavoro. Ma forse è proprio questo il punto: nel 2026, mentre il mondo corre verso nuove forme di economia e professionalità, c’è ancora chi resta ancorato a categorie mentali obsolete. Nilufar Addati ha chiuso il suo intervento ricordando che gli attacchi rivolti a lei colpiscono in realtà un intero settore e tanta gente che lavora in quest’ambito.
