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Quando la passione calcistica incontra l’orgoglio delle proprie radici storiche, può accadere qualcosa di straordinario. È quello che sta succedendo ai mondiali di calcio 2026, in corso tra Messico, Canada e Stati Uniti, dove i tifosi della Norvegia stanno rubando la scena con una coreografia tanto originale quanto coinvolgente. Il loro rituale? Trasformarsi in autentici vogatori vichinghi, ovunque si trovino.

L’entusiasmo era palpabile già prima del debutto della nazionale norvegese nella competizione, un ritorno atteso da ben 28 anni. Un’assenza lunga quasi tre decenni che ha reso ancora più speciale questo appuntamento mondiale per i supporter scandinavi. Fin dalle partite amichevoli, i tifosi si erano organizzati con una coreografia ispirata alle tradizioni dei loro antenati vichinghi, mimando la vogata sulle leggendarie navi da guerra che solcavano i mari del Nord Europa.

Ma è dopo la vittoria per 4-1 contro l’Iraq nella gara d’esordio che il fenomeno è letteralmente esploso. La prestazione della squadra, impreziosita dalla doppietta del suo attaccante di punta Erling Haaland, ha scatenato un’euforia collettiva che ha trovato la sua espressione più creativa e virale proprio in quella coreografia vichinga ormai diventata il marchio di fabbrica dei supporter norvegesi.

Le immagini che hanno fatto il giro del web sono quelle girate a Boston, dove i tifosi diretti al Gillette Stadium per assistere alla partita contro l’Iraq hanno trasformato una banale scala mobile in una nave vichinga. Allineati uno dietro l’altro, i supporter mimavano perfettamente il movimento della vogata, braccia che si muovono all’unisono come se stessero spingendo i remi nell’acqua gelida del Mare del Nord. Un’immagine surreale e potentissima: decine di persone che “remano” su una scala mobile in una città americana, come se stessero navigando verso nuove conquiste.

Il video, ripreso da un utente e rapidamente condiviso sui social, ha raccolto migliaia di visualizzazioni in poche ore, accompagnato da una valanga di commenti entusiasti. La scena rappresenta perfettamente quello spirito di festa e creatività che caratterizza i grandi eventi sportivi internazionali, dove ogni nazione porta con sé non solo la propria squadra, ma anche la propria identità culturale.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.