X

Quando Jim Carrey è salito sul palco dei César Awards lo scorso giovedì per ritirare il suo premio alla carriera, qualcosa non ha convinto una fetta consistente del pubblico online. L’attore canadese, 64 anni, avrebbe dovuto essere al centro di una celebrazione semplice e commovente. Invece, si è ritrovato protagonista involontario di una delle teorie del complotto più virali delle ultime settimane: quell’uomo in smoking che parlava francese e sorrideva alle telecamere era davvero lui?

La cerimonia, l’equivalente francese degli Oscar, si è trasformata in un caso mediatico quando migliaia di utenti sui social hanno cominciato a mettere in dubbio l’identità della persona apparsa sul palco dell’Olympia di Parigi. I commenti si sono moltiplicati a velocità esponenziale: “Non è Jim Carrey“, “Guardate il colore degli occhi“, “È un sosia“. Alcuni hanno tirato in ballo addirittura la parolaclone“, altri hanno parlato di body double, come nei film di spionaggio. Il caos è esploso in poche ore, alimentato da video comparativi, analisi facciali dilettantesche e una valanga di screenshot messi a confronto con foto storiche dell’attore.

Ma cosa ha scatenato davvero questo delirio collettivo? Innanzitutto, l’aspetto di Carrey. L’attore è apparso diverso rispetto alle sue ultime apparizioni pubbliche: volto più disteso, lineamenti che alcuni hanno definito troppo lisci, e soprattutto il colore degli occhi, che molti hanno giurato essere più chiaro del solito. Jim Carrey ha notoriamente occhi castano scuro, ma nelle riprese della cerimonia alcuni hanno notato tonalità più chiare, quasi verdi o nocciola. Un dettaglio che, complice la qualità delle luci e delle riprese televisive, ha fatto scattare l’allarme.

A quel punto, la situazione è sfuggita di mano. Un video amatoriale che confrontava il Carrey dei César con foto storiche è diventato virale nel weekend, accumulando milioni di visualizzazioni. Gli utenti hanno puntato il dito su ogni dettaglio: la forma delle orecchie, la linea della mascella, persino il modo di sorridere. “Quella non è la sua risata“, ha scritto qualcuno. “I movimenti non sono suoi“, ha aggiunto un altro. Il risultato è stato un mix esplosivo di scetticismo, fascinazione e paranoia digitale.

A gettare benzina sul fuoco ci ha pensato Alexis Stone, truccatore britannico e artista della trasformazione estrema, noto per le sue imitazioni iperrealiste di celebrity. Stone, il cui vero nome è Elliot Joseph Rentz, ha pubblicato su Instagram una serie di immagini che lo ritraevano con una maschera protesica incredibilmente simile al volto di Jim Carrey. Nel post, accompagnato dalla didascalia “Alexis Stone nei panni di Jim Carrey a Parigi“, apparivano foto del truccatore con il volto dell’attore, una maschera in lattice e persino scansioni 3D del viso. Il messaggio era ambiguo, studiato per alimentare il dubbio: era davvero lui ai César.

Le immagini di Stone hanno fatto il giro del mondo in poche ore, diventando la prova definitiva per chi era convinto della teoria del sosia. Tuttavia, diversi utenti e analisti hanno fatto notare che le foto sembravano generate o manipolate tramite intelligenza artificiale, dettaglio che Stone non ha mai smentito né confermato. Il truccatore, del resto, è famoso per i suoi scherzi elaborati e per aver già impersonato decine di star, da Lady Gaga a Kim Kardashian, con risultati a dir poco impressionanti.

Di fronte al montare delle speculazioni, lunedì è arrivata la risposta ufficiale. Un portavoce di Jim Carrey ha rilasciato una dichiarazione lapidaria a DailyBeast: “Jim Carrey ha partecipato ai César Awards, dove ha ritirato il suo premio alla carriera onorario“. Punto. Nessun doppio, nessun trucco, nessun complotto. Solo l’attore in carne e ossa che ha attraversato l’Atlantico per ricevere un riconoscimento che sognava da tempo.

A rincarargli la dose ci ha pensato Gregory Caulier, delegato dell’Académie des Arts et Techniques du Cinéma, che organizza i César. Intervistato da Variety, Caulier ha liquidato le teorie come un “non-problema“, definendole ridicole. “Jim ha lavorato al suo discorso in francese per mesi. Mi chiedeva continuamente la pronuncia esatta di certe parole. È venuto con la sua compagna, sua figlia, suo nipote e altri dodici tra amici e familiari. Il suo storico pubblicista lo accompagnava. Il suo vecchio amico Michel Gondry, con cui ha girato un film e due serie, era lì, e si sono riabbracciati con grande gioia“.

Ma allora, perché tutta questa confusione. Le ragioni sono molteplici. In primo luogo, Carrey è stato lontano dai riflettori per molto tempo. Dopo aver dichiarato nel 2022 di volersi ritirare dalle scene, l’attore è riapparso solo per Sonic the Hedgehog 3 nel 2024, ammettendo candidamente di aver accettato il ruolo “perché aveva bisogno di soldi“. Dopo l’uscita del film, Carrey è di nuovo sparito, fino alla sua induzione nella Rock and Roll Hall of Fame a novembre e poi, appunto, ai César.

Questa assenza prolungata ha creato un vuoto narrativo che il pubblico ha riempito con speculazioni. Ogni volta che una celebrity si allontana dalla scena pubblica per mesi o anni, il ritorno genera sempre reazioni contrastanti: “È invecchiato“, “È cambiato“, “Non sembra più lui“. Nel caso di Carrey, il fatto che appaia effettivamente diverso rispetto ai suoi ruoli iconici degli anni Novanta e Duemila ha reso il terreno fertile per le teorie più fantasiose. Infine, c’è l’ecosistema dei social media, dove ogni evento viene dissezionato, analizzato e trasformato in contenuto virale. Le teorie del complotto non sono mai state così accessibili e democratiche: chiunque può pubblicare un video, fare un confronto, lanciare un’ipotesi. E nel caso di Carrey, la combinazione di un aspetto effettivamente diverso, l’intervento goliardico di Alexis Stone e la fame di mistero del pubblico ha creato la tempesta perfetta.

La vicenda dei César, però, dice molto anche su come percepiamo la realtà nell’era digitale. Le immagini, un tempo considerate prove inconfutabili, oggi vengono messe costantemente in discussione. Deepfake, filtri avanzati, intelligenza artificiale: tutto contribuisce a erodere la nostra fiducia in ciò che vediamo. Paradossalmente, in un’epoca in cui abbiamo accesso a infinite fonti di informazione, siamo più scettici e confusi che mai. Jim Carrey, dal canto suo, non ha commentato personalmente la vicenda. La sua prima apparizione pubblica con la compagna Min Ah, legata a lui sentimentalmente dal 2022, è stata immortalata dalle telecamere francesi mentre sorrideva sereno, ignaro del putiferio che stava per scoppiare online. Nel suo discorso in francese, l’attore ha ringraziato l’Académie e ha parlato del suo amore per il cinema europeo, dimostrando una preparazione e una presenza scenica che difficilmente un sosia avrebbe potuto replicare.

Condividi.

Nato il 19 Dicembre 1992, ha capito subito che il cinema era la sua strada. Dopo essersi laureato in filosofia all'università di Palermo e aver seguito esami, laboratori e corsi sulla critica, la storia del cinema e la scrittura creativa, si è focalizzato sulle sue più grandi passioni: scrivere e la settima arte. Ha scritto per L'occhio del cineasta ed è stato redattore per Cinesblog fino alla sua chiusura. Ora si occupa di news e articoli per ScreenWorld.it, per CinemaSerieTv.it e CultWeb.it