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Diciotto anni. Quasi due decenni di silenzio, di strade parallele che non si incrociano mai, di parole affidate alle canzoni e alle interviste invece che a una telefonata. La storia di Francesco e Fabrizio Tarducci – il mondo li conosce come Nesli e Fabri Fibra – è quella di una famiglia come tante e di due fratelli che hanno smesso di parlarsi nel 2008, lasciando che il tempo trasformasse incomprensioni in baratro, divergenze artistiche in frattura insanabile.

Eppure qualcosa si è mosso. Dopo l’ennesima dichiarazione pubblica di Fibra sulla sua famiglia d’origine, stavolta arrivata attraverso il podcast di Nuova scena, il format Netflix in cui il rapper siede accanto a Geolier, Guè Pequeno e Rose Villain per scovare il nuovo talento del rap italiano, Nesli ha rotto il silenzio con una lettera aperta su Instagram. Parole accompagnate da foto d’infanzia che restituiscono l’immagine di tre fratelli – c’è anche Federica, la sorella – abbracciati e probabilmente sereni, prima che tutto si spezzasse.

La polemica era esplosa durante un dibattito sulla famiglia nel mondo del rap. Geolier e Rose Villain si erano schierati dalla parte di chi vede nel nucleo familiare un porto sicuro, un’àncora che ti tiene con i piedi per terra. Dall’altra parte Fibra e Guè, che nelle loro vite e nelle loro canzoni non hanno mai nascosto i rapporti difficili con i parenti. Il rapper di Senigallia aveva ribadito il suo mantra: niente supporto, nessuna comprensione, solo l’ostilità di chi gli ripeteva che non ce l’avrebbe mai fatta. La sua risposta a quella famiglia, ha detto senza mezzi termini, è stata un sonoro “vaffanculo“.

Non è la prima volta che Fabri Fibra racconta la sua versione dei fatti. Nel 2017, al Corriere della Sera, aveva descritto la tipica situazione italiana in cui la famiglia schiaccia i ragazzi, genitori che cercano la propria realizzazione attraverso i figli creando danni enormi. Aveva parlato di una casa in cui bisognava salvare la facciata mentre dentro infuriava la guerra mondiale. I suoi testi – da Ringrazio a Nessun aiuto, da Mio padre a molti altri brani – sono costellati di riferimenti a un’infanzia difficile, segnata da violenza domestica e dalla separazione dei genitori quando era ancora ragazzino.

A Vanity Fair aveva raccontato: “Vengo da una famiglia disfunzionale, i miei, separati in casa, si facevano la guerra e mi hanno segnato a lungo. Quando nel 2006 sono arrivato a Milano, a livello di rapporti con Senigallia, avevo solo macerie”. E sul fratello: se ci fosse stato appoggio e comprensione sarebbe stato tutto più facile. La risposta di Nesli arriva proprio da questo punto. La sua lettera su Instagram prova a smontare pezzo per pezzo quella narrazione, restituendo un ritratto completamente diverso della famiglia Tarducci.

Il padre Ivaldo, scomparso nel 2023, viene descritto come un uomo d’altri tempi, non sempre presente ma buono, ricordato con affetto da chi lo ha conosciuto. La madre Roberta Candelari come una donna forte, capace di reggere il peso di crescere tre figli praticamente da sola senza far mancare loro nulla. Anche la sorella Federica viene dipinta come una presenza concreta, sensibile e affidabile.

@esse_magazine L’intervista completa è sul nostro YouTube #esse #fabrifibra #nesli #litigi #fratellanza #rapitaliano ♬ suono originale – esse

Dichiarazione

“Caro fratello. Credo sia arrivato il momento di parlarti a cuore aperto e dirti che tutto il male, tutto il dolore che hai provato e che quel dolore ha generato, possiamo lasciarli andare, perché appartengono al passato. La tua famiglia non ti ha mai ostacolato e ha sempre creduto in te, nel nome del valore più grande: l’amore. Perché amare significa anche lasciare liberi di essere e di diventare ciò che si è destinati a essere. Ed è ciò che abbiamo fatto: ti abbiamo lasciato libero, nonostante il dolore.” – Nesli

È una visione radicalmente opposta a quella dipinta da Fibra. Nesli sostiene che non hanno camminato accanto al fratello sulla sua strada perché quella era sua, non loro. E quando ha scelto di allontanarli, hanno rispettato la sua decisione senza mai chiedere nulla, perché l’amore autentico sa anche fare un passo indietro. Per capire come si è arrivati a questa distanza bisogna tornare agli inizi, al garage di Senigallia dove i due fratelli muovevano i primi passi nel rap. Nesli ha più volte raccontato che senza di lui Fabri Fibra sarebbe ancora a montare tappi alle penne in Inghilterra, dove aveva lavorato prima di sfondare.

Quando Fibra viene contrattualizzato dalla Universal, il rapporto si incrina definitivamente. Per l’etichetta Nesli era solo un accessorio, l’eterno secondo. Le divergenze creative fanno il resto: il primo voleva testi cattivi, il secondo positivi. Nel 2006, quando Applausi per Fibra irrompe sulla scena musicale sancendo il successo mainstream del rapper, i rapporti sono già compromessi oltre ogni possibilità di riparazione. Fibra ha affrontato la questione anche nelle sue canzoni. In Nessun aiuto rappa: “Preferisco i tuoi primi testi. Non avevi tutta la pressione che adesso ti mette mamma. E sentirti parlare d’amore un po’ mi stanca“.

@noidolsmag Come Nesli ha vissuto la sua condizione di “ fratello di”, cercando di scrivere la sua di storia indipendentemente dal fatto di essere il fratello del rapper più famoso d’Italia. L’intervista integrale a Nesli è fuori ora sul canale YouTube di NoIdols. #nesli #fabrifibra #rap #italia #uominidimare #tarducci #fratelli #perte #perteeee #viral ♬ suono originale – No Idols

Al Corriere della Sera aveva detto: “Nesli mi attacca come musicista e quindi attacca la mia persona. Ma lui per primo dovrebbe scindere l’aspetto professionale da quello personale. Quando ci riuscirà, forse potremmo di nuovo comunicare. Di certo gli voglio bene, è mio fratello e lo sarà per tutta la vita“. Anche Nesli, anni fa, aveva tirato una riga netta: “Ci incontreremo al funerale di mio padre“, aveva detto laconico. Poi aveva aggiunto: “Peccato, saremmo potuti essere una grande storia italiana“. Due narrazioni che non si sono mai incontrate, due verità che hanno convissuto in parallelo alimentando un astio mai sopito.

La polemica social scoppiata dopo il podcast di Nuova scena ha coinvolto anche Geolier. Quando Fibra ha ribadito di essere stato ostacolato dalla famiglia, il rapper napoletano ha risposto con un secco “son problemi tuoi”, una frase che molti utenti hanno percepito come insensibile, priva di empatia verso il dolore altrui. “Geolier con la sensibilità di un sasso”, “è incommentabile”, “ridere dei problemi altrui è davvero raccapricciante”: i commenti si sono moltiplicati, anche se va precisato che la risposta era arrivata a caldo, all’interno di uno show che prevedeva un botta e risposta rapido.

La lettera di Nesli si chiude con un augurio: che il fratello trovi la pace di guardare al passato con occhi nuovi, sapendo che anche nella distanza non hanno mai smesso di amarlo.Forse un giorno ci ritroveremo“, scrive Francesco. Una speranza lanciata nel vuoto di quasi vent’anni di silenzio, una mano tesa pubblicamente attraverso i social, lo stesso spazio in cui per tutto questo tempo si sono scambiati solo frecciatine e dissing.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.