Ice-T non ha mai fatto mistero del suo disprezzo per Donald Trump. E quando il 5 novembre 2024 gli Stati Uniti hanno consegnato al magnate immobiliare un secondo mandato presidenziale, la reazione del rapper-attore è stata esattamente quella che ci si poteva aspettare: diretta, tagliente, senza filtri. Niente diplomazie, niente giri di parole. Solo un messaggio chiaro come uno schiaffo. Ma non è quella la dichiarazione che sta facendo impazzire i social in questi giorni. A tornare virale, come se fosse stata scritta ieri, è una frase pubblicata da Ice-T nel novembre 2020, subito dopo la sconfitta elettorale di Trump contro Joe Biden. Un tweet che all’epoca venne condiviso oltre 17.000 volte e che oggi, rispuntato su Threads l’11 febbraio, ha riacceso il dibattito in modo esplosivo.
“Non riesco a credere che la gente paragoni Trump a Satana“, scrisse l’artista del brano Colors. “Sì, è malvagio, ma certamente non è malvagio quanto Trump“. Un paradosso teologico che ribalta completamente la scala del male: se persino il diavolo appare meno pericoloso, cosa significa questo per l’ex presidente degli Stati Uniti. Il post è riapparso su Threads accompagnato da una domanda semplice ma incendiaria: “Siete d’accordo con Ice-T?“. E la risposta del pubblico non si è fatta attendere. Tra chi ha applaudito la provocazione e chi l’ha trovata eccessiva, i commenti si sono moltiplicati a ritmo vertiginoso. “Modo brillante di metterla, Ice-T“, ha scritto qualcuno. Altri hanno cavalcato l’ironia: “Satana era un angelo. Trump non potrebbe mai rivendicare nulla del genere“. Oppure: “Il paradiso non lo vuole, l’inferno ha paura che prenda il controllo“.
C’è chi invece è rimasto sorpreso dalla franchezza del rapper. “Non credo abbia davvero detto una cosa del genere“, ha commentato un utente incredulo. Ma Ice-T, classe 1958, non è tipo da tirarsi indietro quando si tratta di esprimere le proprie opinioni. La sua carriera, d’altronde, è costruita su questo: dalla musica alla recitazione, passando per battaglie culturali e scontri verbali che non risparmiano nessuno. Qualcuno ha fatto notare un’altra connessione inquietante. Nei file recentemente rilasciati dal Dipartimento di Giustizia, legati allo scandalo Jeffrey Epstein, emerge un’email in cui il defunto miliardario descriveva Trump come “malvagio oltre ogni immaginazione, pazzo“. “Ha ragione. Persino Epstein lo disse“, ha scritto un utente su Threads, aggiungendo un ulteriore livello di controversia alla questione.
Ma il pensiero di Ice-T su Trump non si limita a quel singolo tweet del 2020. Durante un’intervista con AllHipHop nel 2025, l’attore di Law and Order: Special Victims Unit è andato ancora più a fondo. “Trump, per me, ha dimostrato in molti, molti modi quanto sia una merda“, ha dichiarato senza mezzi termini. “Non penso, credo che gli piacciano i neri quando fa comodo a lui. È un opportunista. Essendo stato un criminale, riconosco un truffatore quando ne vedo uno“. Parole che riflettono una visione chiara e priva di ambiguità. Per Ice-T, Trump rappresenta l’archetipo del manipolatore, qualcuno che usa le persone e le cause solo per il proprio tornaconto personale. Una lettura che, per chi segue la carriera dell’artista, non sorprende affatto.
A gennaio, Ice-T ha fatto di nuovo parlare di sé modificando i testi di una delle sue canzoni più controverse, Cop Killer, durante un concerto con la sua band metal, i Body Count. Il brano è stato trasformato in ICE Killer, in risposta all’uccisione di Renee Good, una giovane madre uccisa da agenti dell’ICE a Minneapolis. Poche settimane dopo, nella stessa città, un’infermiera di nome Alex Pretti venne uccisa da agenti della Border Patrol. Per Ice-T, il silenzio non è mai un’opzione. La sua capacità di provocare non si ferma alla politica. Recentemente si è scontrato anche con un’insegnante sostenitrice di Trump che lo aveva criticato per aver sposato una donna bianca, sua moglie Coco Austin, con cui è sposato da oltre vent’anni. La donna aveva anche contestato la sua celebrazione del Black History Month. La risposta di Ice-T è stata, come sempre, immediata e senza sconti.
Quella di Ice-T è una voce che non si piega. Una figura che rappresenta una generazione di artisti che ha usato la propria piattaforma non solo per intrattenere, ma per sfidare, provocare, costringere il pubblico a riflettere. Il suo paragone tra Trump e il diavolo non è solo un’iperbole per fare notizia: è un modo per forzare una conversazione scomoda, per obbligare chi legge a confrontarsi con domande difficili sul potere, sull’opportunismo, sull’uso della retorica nella politica contemporanea. Che si sia d’accordo o meno con lui, Ice-T continua a fare esattamente ciò per cui è sempre stato conosciuto: dire ad alta voce quello che molti pensano sottovoce. E in un’epoca in cui il dibattito pubblico è spesso ridotto a slogan vuoti e posizioni preconfezionate, la sua schiettezza rappresenta una rottura. Una provocazione che, a distanza di anni, continua a funzionare. Perché certe frasi, certe immagini mentali, certe accuse, non invecchiano. Restano lì, sospese, pronte a tornare ogni volta che qualcuno decide di premere condividi.



