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Virginio Scotti, per tutti lo zio Gerry, ha ricevuto ieri pomeriggio all’Università dell’Insubria di Varese una laurea magistrale honoris causa in Scienze e tecniche della comunicazione. Non è stata una cerimonia qualunque: l’Aula Magna era gremita, l’applauso scrosciante, l’emozione palpabile. Dopo oltre quarant’anni di carriera tra radio e televisione, il volto più rassicurante del piccolo schermo italiano ha aggiunto al suo curriculum un titolo accademico che certifica ciò che il pubblico sa da sempre: Gerry Scotti è un maestro della comunicazione.

La cerimonia si è svolta alla presenza della ministra dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e della rettrice Maria Pierro. Quest’ultima ha motivato il riconoscimento sottolineando come Scotti abbia saputo costruire con il pubblico “un rapporto autentico e di fiducia, una postura comunicativa che pur evolvendosi nel tempo non ha mai perso il suo tratto identificativo“. Parole che suonano come una certificazione ufficiale di quello che milioni di telespettatori percepiscono ogni volta che lo vedono sullo schermo: autenticità.

La ministra Bernini ha aggiunto un ulteriore tributo, definendo il conduttore capace di entrare “nelle case degli italiani con grande garbo, educazione e rispetto“. Tre qualità apparentemente semplici, eppure sempre più rare nel panorama mediatico contemporaneo, dove l’urlo spesso prevale sul dialogo e lo scontro sulla conversazione. Ma è stato Scotti stesso, nel suo intervento, a regalare i momenti più intensi della giornata.

“L’importanza del momento, la sacralità e il rispetto che questa istituzione prevede fanno sì che io sia emozionato come per quella laurea che non ho preso quarant’anni fa“, ha confessato con quella semplicità disarmante che è il suo marchio di fabbrica. L’emozione, però, è la stessa. Una dichiarazione che sa di rimpianto superato, di sogni realizzati per altre strade, di vita vissuta pienamente nonostante le scelte diverse dal percorso convenzionale.

Il conduttore ha poi voluto ricordare le sue radici, e qui è arrivata la frase destinata a restare: “Ho avuto la fortuna di nascere in un piccolo paesino di provincia, Camporinaldo. Dovete andare fieri se venite da una piccola provincia. La provincia ha i cieli più grandi, i modi di dire, i proverbi“. Un’immagine poetica e potente che ribalta la narrazione dominante secondo cui solo le metropoli forgiano i talenti. I cieli più grandi della provincia non sono solo un’immagine visiva, ma una metafora di spazio mentale, di orizzonti aperti, di quella libertà che nasce dall’assenza di sovrastrutture e dalla genuinità dei rapporti umani.

Dalla provincia Scotti se ne è andato per inseguire i suoi sogni, prima nella radio e poi nella pubblicità. “Il linguaggio che ho imparato in quei quattro anni è stato come frequentare un altro corso universitario“, ha spiegato. Una scuola pratica, sul campo, dove ogni parola doveva colpire nel segno, ogni secondo contava, ogni messaggio doveva essere cristallino. Poi è arrivata la televisione commerciale, quella degli esordi negli anni Ottanta, quando tutto era da inventare e sperimentare. “Ho avuto la possibilità di mettere in pratica quel linguaggio e di cambiarlo nel corso di quattro decenni”, ha aggiunto, sintetizzando una carriera che è stata testimone e protagonista della trasformazione radicale dei media italiani.

Quarant’anni sono un’eternità nel mondo della comunicazione. Scotti lo sa bene e lo ha sottolineato: “Sono cambiate tante cose, da come sono fatti i giornali a come facciamo televisione. È davvero come prendere uno dalla preistoria e portarlo in un’epoca molto più evoluta”. Ha attraversato l’era analogica, la rivoluzione digitale, l’avvento dei social media, la frammentazione del pubblico. Eppure è rimasto lì, saldo, riconoscibile, amato da generazioni diverse di telespettatori.

Oggi lo zio Gerry può fregiarsi anche del titolo di dottore, ma come ha dimostrato ieri a Varese, preferisce continuare a sentirsi studente. E forse è proprio questo il suo vero dottorato: aver capito che nella comunicazione, come nella vita, non si finisce mai di imparare. Nell’ultimo periodo sono girate notizie su un suo presunto matrimonio, ma il conduttore le ha subito smentite.

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Figlia degli anni 2000. Amante del cinema fin da quando vide Pride & Prejudice per la prima volta. Laureata in Lettere Moderne, continua a scrivere di cinema sperando di farlo per sempre.